masonicstructureHiram e la costruzione del tempio di Salomone

Secondo la tradizione massonica, le origini della massoneria risalgono alla costruzione del tempio di Salomone (che ebbe luogo circa 1000 anni prima della venuta di Cristo) in cui ebbe un ruolo importante Hiram (o Huram), che il re di Tiro mandò al re Salomone dietro richiesta di quest’ultimo per aiutarlo nei lavori della casa di Dio, secondo che è scritto:

“Poi Salomone mandò a dire a Huram re di Tiro: ‘Fa’ con me come facesti con Davide mio padre, al quale mandasti de’ cedri per edificarsi una casa di abitazione. Ecco, io sto per edificare una casa per il nome dell’Eterno, dell’Iddio mio, per consacrargliela, per bruciare dinanzi a lui il profumo fragrante, per esporvi permanentemente i pani della presentazione, e per offrirvi gli olocausti del mattino e della sera, dei sabati, dei novilunî, e delle feste dell’Eterno, dell’Iddio nostro. Questa è una legge perpetua per Israele. La casa ch’io sto per edificare sarà grande, perché l’Iddio nostro è grande sopra tutti gli dèi. Ma chi sarà da tanto da edificargli una casa, se i cieli e i cieli de’ cieli non lo posson contenere? E chi son io per edificargli una casa, se non sia tutt’al più per bruciarvi de’ profumi dinanzi a lui? Mandami dunque un uomo abile a lavorare l’oro, l’argento, il rame, il ferro, la porpora, lo scarlatto, il violaceo, che sappia fare ogni sorta di lavori d’intagli, collaborando con gli artisti che sono presso di me in Giuda e a Gerusalemme, e che Davide mio padre aveva approntati. …… E Huram, re di Tiro, rispose così in una lettera, che mandò a Salomone: ‘L’Eterno, perché ama il suo popolo, ti ha costituito re su di esso’. Huram aggiunse: ‘Benedetto sia l’Eterno, l’Iddio d’Israele, che ha fatto i cieli e la terra, perché ha dato al re Davide un figliuolo savio, pieno di senno e d’intelligenza, il quale edificherà una casa per l’Eterno, e una casa reale per sé! Io ti mando dunque un uomo abile e intelligente, maestro Huram, figliuolo d’una donna della tribù di Dan e di padre Tiro, il quale è abile a lavorare l’oro, l’argento, il rame, il ferro, la pietra, il legno, la porpora, il violaceo, il bisso, lo scarlatto, e sa pur fare ogni sorta di lavori d’intaglio, ed eseguire qualsivoglia lavoro d’arte gli si affidi. Egli collaborerà coi tuoi artisti e con gli artisti del mio signore Davide, tuo padre” (2 Cronache 2:3-7, 11-14), ed anche:

“Il re Salomone fece venire da Tiro Hiram, figliuolo d’una vedova della tribù di Neftali; suo padre era di Tiro. Egli lavorava in rame; era pieno di sapienza, d’intelletto e d’industria per eseguire qualunque lavoro in rame. Egli si recò dal re Salomone ed eseguì tutti i lavori da lui ordinati. Fece le due colonne di rame. La prima avea diciotto cubiti d’altezza, e una corda di dodici cubiti misurava la circonferenza della seconda. E fuse due capitelli di rame, per metterli in cima alle colonne; l’uno avea cinque cubiti d’altezza, e l’altro cinque cubiti d’altezza. Fece un graticolato, un lavoro d’intreccio, dei festoni a guisa di catenelle, per i capitelli ch’erano in cima alle colonne: sette per il primo capitello, e sette per il secondo. E fece due ordini di melagrane attorno all’uno di que’ graticolati, per coprire il capitello ch’era in cima all’una delle colonne; e lo stesso fece per l’altro capitello. I capitelli che erano in cima alle colonne nel portico eran fatti a forma di giglio, ed erano di quattro cubiti. I capitelli posti sulle due colonne erano circondati da duecento melagrane, in alto, vicino alla convessità ch’era al di là del graticolato; c’eran duecento melagrane disposte attorno al primo, e duecento intorno al secondo capitello. Egli rizzò le colonne nel portico del tempio; rizzò la colonna a man destra, e la chiamò Jakin; poi rizzò la colonna a man sinistra, e la chiamò Boaz. In cima alle colonne c’era un lavoro fatto a forma di giglio. Così fu compiuto il lavoro delle colonne. Poi fece il mare di getto, che avea dieci cubiti da un orlo all’altro; era di forma perfettamente rotonda, avea cinque cubiti d’altezza, e una corda di trenta cubiti ne misurava la circonferenza. Sotto all’orlo lo circondavano delle colloquintide, dieci per cubito, facendo tutto il giro del mare; le colloquintide, disposte in due ordini, erano state fuse insieme col mare. Questo posava su dodici buoi, dei quali tre guardavano a settentrione, tre a occidente, tre a mezzogiorno, e tre ad oriente; il mare stava su di essi, e le parti posteriori de’ buoi erano vòlte verso il di dentro. Esso avea lo spessore d’un palmo; il suo orlo, fatto come l’orlo d’una coppa, avea la forma d’un fior di giglio; il mare conteneva duemila bati. Fece pure le dieci basi di rame; ciascuna avea quattro cubiti di lunghezza, quattro cubiti di larghezza e tre cubiti d’altezza. E il lavoro delle basi consisteva in questo. Eran formate di riquadri, tenuti assieme per mezzo di sostegni. Sopra i riquadri, fra i sostegni, c’erano de’ leoni, de’ buoi e dei cherubini; lo stesso, sui sostegni superiori; ma sui sostegni inferiori, sotto i leoni ed i buoi, c’erano delle ghirlande a festoni. Ogni base avea quattro ruote di rame con le sale di rame; e ai quattro angoli c’erano delle mènsole, sotto il bacino; queste mensole erano di getto; di faccia a ciascuna stavan delle ghirlande. Al coronamento della base, nell’interno, c’era un’apertura in cui s’adattava il bacino; essa avea un cubito d’altezza, era rotonda, della forma d’una base di colonna, e aveva un cubito e mezzo di diametro; anche lì v’erano delle sculture; i riquadri erano quadrati e non circolari. Le quattro ruote eran sotto i riquadri, le sale delle ruote eran fissate alla base, e l’altezza d’ogni ruota era di un cubito e mezzo. Le ruote eran fatte come quelle d’un carro. Le loro sale, i loro quarti, i loro razzi, i loro mòzzi eran di getto. Ai quattro angoli d’ogni base, c’eran quattro mènsole d’un medesimo pezzo con la base. La parte superiore della base terminava con un cerchio di mezzo cubito d’altezza, ed aveva i suoi sostegni e i suoi riquadri tutti d’un pezzo con la base. Sulla parte liscia de’ sostegni e sui riquadri, Hiram scolpì dei cherubini, de’ leoni e delle palme, secondo gli spazi liberi, e delle ghirlande tutt’intorno. Così fece le dieci basi; la fusione, la misura e la forma eran le stesse per tutte. Poi fece le dieci conche di rame, ciascuna delle quali conteneva quaranta bati, ed era di quattro cubiti; e ogni conca posava sopra una delle dieci basi. Egli collocò le basi così: cinque al lato destro della casa, e cinque al lato sinistro; e pose il mare al lato destro della casa, verso sud-est. Hiram fece pure i vasi per le ceneri, le palette ed i bacini. Così Hiram compì tutta l’opera che il re Salomone gli fece fare per la casa dell’Eterno: le due colonne, le due palle dei capitelli in cima alle colonne, i due reticolati per coprire le due palle dei capitelli in cima alle colonne, le quattrocento melagrane per i due reticolati, a due ordini di melagrane per ogni reticolato che coprivano le due palle dei capitelli in cima alle colonne, le dieci basi, le dieci conche sulle basi, il mare, ch’era unico, e i dodici buoi sotto il mare; i vasi per le ceneri, le palette e i bacini. Tutti questi utensili che Salomone fece fare a Hiram per la casa dell’Eterno, erano di rame tirato a pulimento. Il re li fece fondere nella pianura del Giordano, in un suolo argilloso, fra Succoth e Tsarthan. Salomone lasciò tutti questi utensili senza riscontrare il peso del rame, perché erano in grandissima quantità” (1 Re 7:13-47).

L’origine della Massoneria viene fatta risalire alla costruzione del tempio di Salomone (praticamente viene detto che ‘quasi tutti i massoni del mondo si riunirono a Gerusalemme allo scopo d’edificare un grande Tempio. A lavoro ultimato, vollero espandersi nei quattro continenti, diffondendo i principi della Libera Muratoria in Oriente e in Occidente’ – cfr. Christian Jacq, La Massoneria: storia e iniziazione, Ugo Mursia Editore, Milano 1978, pag. 23) anche perchè, come vedremo dopo, la Massoneria sostiene di costruire anch’essa un tempio, ossia il tempio dell’umanità, trasformando ogni uomo per renderlo atto ad occupare un posto in questo tempio, e quindi quella costruzione ordinata dal re Salomone ha un enorme valore simbolico per i Massoni. E per collegare ulteriormente le sue origini alla costruzione del tempio di Salomone, la tradizione Massonica ha creato attorno ad Hiram una leggenda dove lo ha fatto diventare l’architetto del tempio, come si legge su un sito della massoneria: ‘Nella leggenda massonica il geniale artigiano diviene invece l’architetto del Tempio, preposto alla direzione di tutti i lavori e di tutti gli operai’ (www.loggialux.com/), che ad un certo punto viene ucciso e poi risuscitato dal re Salomone.

Leggenda questa che ha un ruolo fondamentale nella Massoneria simbolica (quella dei primi tre gradi), precisamente nel rituale d’iniziazione al Grado di Maestro Massone (3°). Secondo questa leggenda infatti, Hiram – che nel rituale viene interpretato dal candidato a Maestro Massone – viene ucciso da tre Compagni d’Arte, perchè si rifiuta di rivelare loro la Parola Sacra che avrebbe permesso loro di conseguire il salario di Maestro Massone. Dopo essere stato seppellito, viene ritrovato, e il re Salomone – che nel rituale è interpretato dal Maestro Venerabile, cioè dal ‘capo’ della Loggia – lo riporta in vita mediante una presa massonica che costituisce la vera presa di un Maestro Massone, e gli sussurra allora all’orecchio la parola sostitutiva di quella perduta. E così tutti esultano, perchè Hiram è rinato nel nuovo Maestro!

E il concetto di Hiram ‘risorto’ nella Massoneria sta a identificare il raggiungimento dell’Illuminazione. I massoni infatti (che peraltro si fanno anche chiamare ‘figli della vedova’ in ragione del fatto che Hiram era “figliuolo d’una vedova” – 1 Re 7:13-14) dicono che il nome Hiram deriverebbe dai monosillabi ‘Hi’ (vivo) e ‘Ram’ (elevato), e quindi indica la massima elevazione spirituale raggiungibile dall’uomo!

Foto: Iniziazione al Grado di Maestro (secolo XVIII)

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Questa leggenda è stata creata dai Massoni prendendola dall’antica religione Egizia, in quanto si tratta sostanzialmente dell’antica leggenda di Osiride, il che conferma il forte legame tra la Massoneria e il Paganesimo.

Su un sito Massonico si legge infatti a proposito della leggenda di Hiram: ‘La drammatica leggenda non può dirsi inspirata dalla Bibbia; infatti biblicamente Hiram è ricordato quale geniale artista, fonditore delle due colonne del Tempio e dei loro capitelli, del « mare di bronzo » e di altre cose ancora, ma mai quale architetto preposto alla costruzione del Tempio e capo di una immensa schiera di operai che avrebbe ripartito in Apprendisti, Compagni, Maestri.

Essa è piuttosto inspirata dalla iniziazione Osirica, da quel terzo grado della iniziazione Egizia che si chiamava « Porta della Morte », anzi la riproduce: la bara di Osiride, di cui l’assassinio era supposto recente, portava ancora le tracce del sangue ed era posta al centro della sala dei Morti, ove avveniva una parte della cerimonia; si chiedeva all’Iniziando se aveva preso parte all’assassinio di Osiride, e dopo altre prove malgrado i suoi dinieghi era colpito, o gli si imponeva la sensazione di essere colpito, con un colpo di ascia alla testa; esso era rovesciato, avvolto in bende come le mummie; si gemeva attorno a lui; balenavano lampi; l’Iniziando, il supposto morto, era avvolto-di fuoco, poi reso alla vita’ (www.goirsaa.it/).

Che Hiram non fu l’architetto del tempio che fece costruire Salomone, è provato da queste parole prese dalla Scrittura: “Allora Davide diede a Salomone suo figliuolo il piano del portico del tempio e degli edifizi, delle stanze dei tesori, delle stanze superiori, delle camere interne e del luogo per il propiziatorio, e il piano di tutto quello che aveva in mente relativamente ai cortili della casa dell’Eterno, a tutte le camere all’intorno, ai tesori della casa di Dio, ai tesori delle cose consacrate, alle classi dei sacerdoti e dei Leviti, a tutto quello che concerneva il servizio della casa dell’Eterno, e a tutti gli utensili che dovean servire alla casa dell’Eterno.

Gli diede il modello degli utensili d’oro, col relativo peso d’oro per tutti gli utensili d’ogni specie di servizi, e il modello di tutti gli utensili d’argento, col relativo peso d’argento per tutti gli utensili d’ogni specie di servizi. Gli diede l’indicazione del peso dei candelabri d’oro e delle loro lampade d’oro, col peso d’ogni candelabro e delle sue lampade, e l’indicazione del peso dei candelabri d’argento, col peso d’ogni candelabro e delle sue lampade, secondo l’uso al quale ogni candelabro era destinato. Gli diede l’indicazione del peso dell’oro necessario per ognuna delle tavole dei pani della presentazione, e del peso dell’argento per le tavole d’argento; gli diede ugualmente l’indicazione del peso dell’oro puro per i forchettoni, per i bacini e per i calici; e l’indicazione del peso dell’oro per ciascuna delle coppe d’oro e del peso dell’argento per ciascuna delle coppe d’argento; e l’indicazione del peso necessario d’oro purificato per l’altare dei profumi, e il modello del carro ossia dei cherubini d’oro che stendevano le ali e coprivano l’arca del patto dell’Eterno. Tutto questo’, disse Davide, ‘tutto il piano da eseguire, te lo do per iscritto, giacché la mano dell’Eterno, che è stata sopra me m’ha dato l’intelligenza necessaria’ ” (1 Cronache 28:11-19).

Come infatti potete vedere fu Davide a dare a Salomone i piani e i modelli, e quei piani e quei modelli provenivano dalla mano di Dio. Per cui Hiram fu solo un esecutore dei piani che Salomone aveva ricevuto da Davide suo padre.

Hiram dunque non fu l’architetto del tempio, come neppure colui che fu preposto alla direzione di tutti i lavori e di tutti gli operai, in quanto la Scrittura dice: “Il re Salomone fece una comandata d’operai in tutto Israele, e furon comandati trentamila uomini. Li mandava al Libano, diecimila al mese, alternativamente; un mese stavano sul Libano, e due mesi a casa; e Adoniram era preposto a questa comandata. Salomone aveva inoltre settantamila uomini che portavano i pesi, e ottantamila scalpellini sui monti, senza contare i capi, in numero di tremila trecento, preposti da Salomone ai lavori, e incaricati di dirigere gli operai” (1 Re 5:13-16).

Ma non è finita qua, perchè non è neppure vero che ‘quasi tutti i massoni del mondo si riunirono a Gerusalemme allo scopo d’edificare un grande Tempio’ e questo perchè coloro che costruirono il tempio risiedevano in Israele, secondo che è scritto: “Salomone fece fare il conto di tutti gli stranieri che si trovavano nel paese d’Israele, e dei quali già Davide suo padre avea fatto il censimento; e se ne trovò centocinquantatremila seicento; e ne prese settantamila per portar pesi, ottantamila per tagliar pietre nella montagna, e tremila seicento per sorvegliare e far lavorare il popolo” (2 Cronache 2:17-18).

E’ chiaro dunque che la tradizione massonica proclama diverse menzogne sulla costruzione del tempio di Dio a Gerusalemme da parte del re Salomone.

Londra 24 Giugno 1717: nasce la massoneria ‘speculativa’ o moderna

La massoneria come la conosciamo noi oggi, chiamata massoneria moderna, nacque ufficialmente il 24 giugno 1717 con la Gran Loggia di Londra, successivamente denominata Gran Loggia d’Inghilterra, che fu il risultato dell’unione di quattro logge londinesi, della quale fu eletto capo, con il titolo di gran maestro, un certo Anthony Sayer.

Questa loggia con il tempo assunse una sempre maggiore importanza, tanto da diventare l’istituzione massonica centrale in grado di ‘riconoscere’ o ‘non riconoscere’ le obbedienze di questa o quella nazione.

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Foto: La Freemason’s Hall di Londra, il quartiere generale della Gran Loggia Unita d’Inghilterra, Gran Loggia ‘Madre del Mondo’

Quel giorno del 1717 nacque la massoneria ‘speculativa’, perchè quella che era esistita fino a quel tempo era stata una massoneria ‘operativa’; chiamata così perchè i massoni medievali facevano ‘opere’, in particolare costruivano edifici religiosi e militari, e residenze di signori; mentre quelli ‘speculativi’ invece che occuparsi di edilizia si occupano di problemi teorici ovvero ‘speculativi’. Come dice Christian Jacq nel suo libro

La Massoneria: storia e iniziazione: ‘Gli avvenimenti del 1717 segnano l’attesa nascita di una Massoneria che s’eleva verso le cime intellettuali, abbandonando il vecchio condizionamento manuale e incolto. Tutti gli storici sono comunque d’accordo sul fatto che gli intellettuali hanno finito col rimpiazzare gli artigiani. Il processo ebbe inizio nel secolo XVII, quando principiarono a formarsi le logge dei Massoni detti «accettati», perchè non praticavano professioni artigianali. E’ per tale motivo che si designa l’antica comunità con l’espressione «Massoneria operativa» e la nuova comunità con quella di «Massoneria speculativa» (Christian Jacq, La Massoneria: storia e iniziazione, pag. 19). La Massoneria ‘speculativa’ però conservò simboli, rituali, linguaggio, abiti e abitudini di origine corporativa.

E a tal proposito va detto che sui simboli e i rituali della Massoneria ci fu la forte influenza dei Rosa-Croce (l’Ordine dei Rosacroce sarebbe nato nel XV secolo e i suoi esponenti si dicono eredi di antiche tradizioni che interessano l’alchimia, lo gnosticismo, l’occulto, il segreto dell’antico Egitto, la Kabbalah ebraica e il neoplatonismo), erano stati loro infatti nel XVII secolo a introdurre i loro simboli e a modificare il rituale iniziatico. Nel 18° secolo l’Ordine della Rosa-Croce e la Massoneria erano strettamente legati, il che spiega perché la denominazione di uno degli ‘alti gradi’ massoni (il 18° grado del ‘Rito Scozzese Antico e Accettato’) è ‘Principe Rosa Croce’.

La Massoneria è stata influenzata anche dai Cavalieri Templari, che era un ordine cavalleresco sorto nel XII secolo con lo scopo dichiarato di difendere i pellegrini che si recavano in Terra Santa dagli attacchi dei musulmani, ma avente anche un altro scopo, uno ‘scopo segreto’, che era quello di trovare antiche reliquie ‘dai poteri immensi’ come l’Arca dell’Alleanza e il Santo Graal ossia il calice che Gesù distribuì ai suoi discepoli la notte in cui fu tradito; ordine che fu soppresso con la violenza all’inizio del XIV secolo.

Molti studiosi massonici affermano infatti che esistono collegamenti diretti e concreti tra la Massoneria e l’Ordine Templare, e uno di questi collegamenti è l’esoterismo comune sia ai Cavalieri Templari che alla Massoneria. Secondo una tradizione massonica infatti, dopo la distruzione dell’Ordine, i Cavalieri sopravvissuti trovarono rifugio nelle Logge Massoniche, alle quali conferirono in dote segreti iniziatici importati dalla terra santa. Addirittura ci sono studiosi che sostengono che ‘la Massoneria rappresenti la continuazione dell’Ordine del Tempio o in qualche modo sia una promanazione di questa mitica Istituzione cavalleresca del medioevo’. Comunque a conferma di questo legame tra i Cavalieri Templari e la Massoneria c’è il fatto che all’interno del Rito di York esiste l’Ordine dei Cavalieri Templari, che costituisce uno dei tre Corpi Rituali del Rito di York e precisamente l’ultimo, al quale però possono accedere solo massoni che professano di essere ‘Cristiani’!

C’è stata quindi una influenza esoterica ed occulta sulla Massoneria sin dall’inizio. Giuliano di Bernardo lo ha affermato esplicitamente: ‘La filosofia occulta è quella che ha trovato uno dei maggiori rappresentanti in Pico De La Mirandola, e che consiste nell’ermetismo, nella cabala cristiana, nell’alchimia, nella magia, nel rosa crocianesimo, ebbene, la massoneria inglese nasce recependo tutto questo’ (dall’intervista fattagli da Daniele Luttazzi durante la puntata della trasmissione Satyricon andata in onda su Rai 2 l’11 Aprile 2001 – video su Youtube: http://youtu.be/EGRDdv50V8s).

Questa è la ragione per cui la Massoneria ha sempre attratto occultisti, spiritisti e maghi al suo interno. Per esempio l’occultista francese Eliphas Levi – pseudonimo di Alphonse Louis Constant (1810-1875) -, era massone. Un altro noto occultista massone fu il mago Aleister Crowley (1875-1947), di cui si dice che praticò sacrifici umani, in quanto facevano parte dei suoi diabolici insegnamenti: «Per il lavoro spirituale e più elevato si deve scegliere di conseguenza quella vittima che contiene la forza più grande e più pura. Un bambino maschio dall’innocenza perfetta e dall’intelligenza superiore è la vittima più soddisfacente e più appropriata […]. Ma il sacrificio di sangue, sebbene più pericoloso, è il più efficace; e per quasi tutti gli scopi il sacrificio umano è il migliore» (cfr. A. Crowley, Magick In Theory and Practice, Magickal Childe Publishing Inc., 1990, pag. 95-96).

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Foto: Il mago occultista Aleister Crowley con le copertine di alcuni dei suoi diabolici libri

Torniamo alla Gran Loggia di Londra. Tra i membri di quella loggia ebbero un ruolo preminente due pastori protestanti: il pastore anglicano John Theophilus Desaguliers (1683-1744), e il pastore presbiteriano James Anderson (1680 o 1684-1739) a cui si devono le Costituzioni dei Liberi Muratori (nella foto) adottate nel 1723.

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Foto: Frontespizio delle Costituzioni di Anderson

E’ interessante il Titolo I di quelle Costituzioni, concernente ‘Dio e la religione’, che afferma: «Un Massone è tenuto, per la sua condizione a obbedire alla legge morale; e se egli intende rettamente l’Arte non sarà mai un ateo stupido né un libertino irreligioso. Ma sebbene nei tempi antichi i Muratori fossero obbligati in ogni Paese a essere della religione di tale Paese o Nazione, quale essa fosse, oggi si reputa più conveniente obbligarli soltanto a quella Religione nella quale tutti gli uomini convengono, lasciando a essi le loro particolari opinioni; ossia, essere uomini buoni e leali o uomini di onore e di onestà, quali che siano le denominazioni o confessioni che servono a distinguerli; per cui la Massoneria diviene il Centro di Unione e il mezzo per annodare una sincera amicizia tra persone che sarebbero rimaste in perpetuo estranee».
La frase ‘per la sua condizione a obbedire alla legge morale; e se egli intende rettamente l’Arte non sarà mai un ateo stupido né un libertino irreligioso’ sarà nel tempo modificata più volte, con un richiamo a Dio anziché alla legge morale, e questo causerà parecchie discordie tra le diverse obbedienze massoniche.

In quelle Costituzioni c’era pure la seguente regola: ‘Ripicche personali o private querele non debbono oltrepassare la soglia della loggia; ancor più debbono evitarsi le controversie religiose, nazionali o concernenti lo stato, atteso che, nella nostra qualità di Massoni noi non professiamo che la religione universale e ci diciamo di tutte le nazioni, di tutte le lingue, di tutte le razze e possessori di tutti i linguaggi e pertanto risolutamente contrari a ogni politica, poichè essa non ha mai recato beneficio alla loggia, nè mai potrebbe apportarlo’ (VI, 2).

C’è un altra parte interessante e degna di nota in quelle Costituzioni, che è la seguente e che riguarda il ‘Comportamento in presenza di estranei non Massoni’: ‘Sarete cauti nelle vostre parole e nel vostro portamento affinché l’estraneo più accorto non possa scoprire o trovare quanto non è conveniente che apprenda; e talvolta dovrete sviare un discorso e manipolarlo prudentemente per l’onore della rispettabile Fratellanza’ (VI, 4). Queste parole mostrano come la segretezza è stata sin dall’inizio una caratteristica della Massoneria, per nascondere la quale naturalmente si può usare la menzogna.

La massoneria si diffuse anche fuori dall’Inghilterra; in particolare per quel che concerne l’Italia, nel 1732 sorse la prima loggia a Firenze (alcuni sostengono invece che la prima loggia italiana sorse nel 1723 a Girifalco in provincia di Catanzaro), e nel 1735 sorsero logge a Roma, Milano, Verona, Padova, Vicenza, Venezia, e Napoli. E nel 1736 fu fondata la loggia di Genova.

La scomunica di Clemente XII

Nel 1738 la Massoneria venne colpita dalla scomunica di Clemente XII, contenuta nella lettera In eminenti apostolatus specula.

Ecco il testo dell’enciclica: ‘A tutti i fedeli, Salute e Apostolica Benedizione. Posti per volere della Clemenza Divina, benché indegni, nell’eminente Sede dell’Apostolato, onde adempiere al debito della Pastorale provvidenza affidato a Noi, con assidua diligenza e con premura, per quanto Ci è concesso dal Cielo, abbiamo rivolto il pensiero a quelle cose per mezzo delle quali – chiuso l’adito agli errori ed ai vizi – si conservi principalmente l’integrità della Religione Ortodossa, e in questi tempi difficilissimi vengano allontanati da tutto il mondo Cattolico i pericoli dei disordini. Già per la stessa pubblica fama Ci è noto che si estendono in ogni direzione, e di giorno in giorno si avvalorano, alcune Società, Unioni, Riunioni, Adunanze, Conventicole o Aggregazioni comunemente chiamate dei Liberi Muratori o des Francs Maçons, o con altre denominazioni chiamate a seconda della varietà delle lingue, nelle quali con stretta e segreta alleanza, secondo loro Leggi e Statuti, si uniscono tra di loro uomini di qualunque religione e setta, contenti di una certa affettata apparenza di naturale onestà.

Tali Società, con stretto giuramento preso sulle Sacre Scritture, e con esagerazione di gravi pene, sono obbligate a mantenere un inviolabile silenzio intorno alle cose che esse compiono segretamente. Ma essendo natura del delitto il manifestarsi da se stesso e generare il rumore che lo denuncia, ne deriva che le predette Società o Conventicole hanno prodotto tale sospetto nelle menti dei fedeli, secondo il quale per gli uomini onesti e prudenti l’iscriversi a quelle Aggregazioni è lo stesso che macchiarsi dell’infamia di malvagità e di perversione: se non operassero iniquamente, non odierebbero tanto decisamente la luce. Tale fama è cresciuta in modo così considerevole, che dette Società sono già state proscritte dai Principi secolari in molti Paesi come nemiche dei Regni, e sono state provvidamente eliminate.

Noi pertanto, meditando sui gravissimi danni che per lo più tali Società o conventicole recano non solo alla tranquillità della temporale Repubblica, ma anche alla salute spirituale delle anime, in quanto non si accordano in alcun modo ne con le Leggi Civili ne con quelle Canoniche; ammaestrati dalle Divine parole di vigilare giorno e notte, come servo fedele e prudente preposto alla famiglia del Signore, affinché questa razza di uomini non saccheggi la casa come ladri, ne come le volpi rovini la Vigna; affinché, cioè, non corrompa i cuori dei semplici né ferisca occultamente gl’innocenti; allo scopo di chiudere la strada che, se aperta, potrebbe impunemente consentire dei delitti; per altri giusti e razionali motivi a Noi noti, con il consiglio di alcuni Venerabili Nostri Fratelli Cardinali della Santa Romana Chiesa, e ancora motu proprio, con sicura scienza, matura deliberazione e con la pienezza della Nostra Apostolica potestà, decretiamo doversi condannare e proibire, come con la presente Nostra Costituzione, da valere in perpetuo, condanniamo e proibiamo le predette Società, Unioni, Riunioni, Adunanze, Aggregazioni o Conventicole dei Liberi Muratori o des Francs Maçons, o con qualunque altro nome chiamate. Pertanto, severamente, ed in virtù di santa obbedienza, comandiamo a tutti ed ai singoli fedeli di qualunque stato, grado, condizione, ordine, dignità o preminenza, sia Laici, sia Chierici, tanto Secolari quanto Regolari, ancorché degni di speciale ed individuale menzione e citazione, che nessuno ardisca o presuma sotto qualunque pretesto o apparenza di istituire, propagare o favorire le predette Società dei Liberi Muratori o des Francs Maçons o altrimenti denominate; di ospitarle e nasconderle nelle proprie case o altrove; di iscriversi ed aggregarsi ad esse; di procurare loro mezzi, facoltà o possibilità di convocarsi in qualche luogo; di somministrare loro qualche cosa od anche di prestare in qualunque modo consiglio, aiuto o favore, palesemente o in segreto, direttamente o indirettamente, in proprio o per altri, nonché di esortare, indurre, provocare o persuadere altri ad iscriversi o ad intervenire a simili Società, o in qualunque modo a giovare e a favorire le medesime. Anzi, ognuno deve assolutamente astenersi dalle dette Società, Unioni, Riunioni, Adunanze, Aggregazioni o Conventicole, sotto pena di scomunica per tutti i contravventori, come sopra, da incorrersi ipso facto, e senza alcuna dichiarazione, dalla quale nessuno possa essere assolto, se non in punto di morte, da altri all’infuori del Romano Pontefice pro tempore.

Vogliamo inoltre e comandiamo che tanto i Vescovi, i Prelati Superiori e gli altri Ordinari dei luoghi, quanto gl’Inquisitori dell’eretica malvagità deputati in qualsiasi luogo, procedano e facciano inquisizione contro i trasgressori di qualunque stato, grado, condizione, ordine, dignità o preminenza, e che reprimano e puniscano i medesimi con le stesse pene con le quali colpiscono i sospetti di eresia. Pertanto concediamo e attribuiamo libera facoltà ad essi, e a ciascuno di essi, di procedere e di inquisire contro i suddetti trasgressori, e di imprigionarli e punirli con le debite pene, invocando anche, se sarà necessario, l’aiuto del braccio secolare. Vogliamo poi che alle copie della presente, ancorché stampate, sottoscritte di mano di qualche pubblico Notaio e munite del sigillo di persona costituita in dignità Ecclesiastica, sia prestata la stessa fede che si presterebbe alla Lettera se fosse esibita o mostrata nell’originale. A nessuno dunque, assolutamente, sia permesso violare, o con temerario ardimento contraddire questa pagina della Nostra dichiarazione, condanna, comandamento, proibizione ed interdizione. Se qualcuno osasse tanto, sappia che incorrerà nello sdegno di Dio Onnipotente e dei Santi Apostoli Pietro e Paolo.

[Traduzione del testo integralmente trascritto da Benedetto XIV nella bolla Providas Romanorum, del 18-3-1751, in Tutte le encicliche e i principali documenti pontifici emanati dal 1740. 250 anni di storia visti dalla Santa Sede. Volume I. Benedetto XIV {1740-1758), a cura di Ugo Bellocchi, Libreria Editrice Vaticana, Roma 1993, pp. 289-291].

La posizione della Chiesa Cattolica Romana non è cambiata infatti si legge nella Dichiarazione sulla massoneria a cura della Congregazione per la dottrina della fede fatta il 26 novembre 1983: ‘Rimane pertanto immutato il giudizio negativo della Chiesa nei riguardi delle associazioni massoniche, poiché i loro principi sono stati sempre considerati inconciliabili con la dottrina della Chiesa e perciò l’iscrizione a esse rimane proibita. I fedeli che appartengono alle associazioni massoniche sono in stato di peccato grave e non possono accedere alla Santa Comunione’ (www.vatican.va/).

Anche diverse Chiese Protestanti si sono ufficialmente schierate contro la Massoneria definendola – come fa la Chiesa Cattolica Romana – incompatibile con il Cristianesimo.

Pur tuttavia la Massoneria è ben presente sia nella Chiesa Cattolica Romana che nelle Chiese Protestanti (anche in quelle che ufficialmente dicono che la Massoneria è incompatibile con il Cristianesimo, che però per svariate ragioni tollerano quei loro membri che sono massoni), come ho dimostrato più avanti in questo libro. Peraltro, in merito alla presenza della Massoneria nella Chiesa Cattolica Romana, l’ex Gran Maestro del GOI Giuliano di Bernardo ha affermato che ‘storicamente sono sempre esistite delle logge massoniche all’interno della Chiesa Cattolica’ (Ferruccio Pinotti, Fratelli d’Italia, pag. 51), e questo perchè la Chiesa Cattolica Romana le ha sempre ritenute necessarie al rafforzamento del proprio potere e per altri scopi.

Scisma inglese del 1753 e sua ricomposizione

Nel febbraio 1752 in Inghilterra ci fu una scissione: nove logge dissidenti dettero vita ad un’altra Gran Loggia, che nel 1753 prese il nome di Gran Loggia dei Liberi e Accettati Muratori secondo le Antiche Istituzioni, da cui il nome di Antients o Ancients, mentre la Gran Loggia del 1717 venne dai dissidenti chiamata dei cosiddetti ‘Moderni’ (Moderns).

La ragione di questo scisma fu che i ‘Moderni’ furono accusati dai dissidenti di avere stravolto alcuni connotati massonici tradizionali e introdotto alterazioni nel rituale. Lo scisma si ricompose solo nel 1813, quando si pervenne alla fusione delle Grandi Logge dei Moderns e degli Ancients e alla nascita di un’unica Gran Loggia, sotto la denominazione completa di Gran Loggia Unita degli Antichi Liberi Muratori d’Inghilterra. La riunificazione fu possibile grazie a un compromesso accuratamente formulato, che venne messo nelle nuove Costituzioni della Gran Loggia Unita d’Inghilterra, che furono approvate nel 1815.

E’ da notare che nelle nuove Costituzioni venne affermato «qualunque sia la religione o il modo di praticarla, nessuno sarà escluso dall’Ordine, purché creda nel glorioso Architetto del cielo e della terra, e pratichi i sacri doveri della moralità». In altre parole, per essere ammesso alla massoneria al candidato veniva richiesto la fede in un Essere supremo.

Scisma franco-inglese del 1877

Nel 1877 il Grande Oriente di Francia decise di togliere il requisito della fede nell’Architetto del cielo e della terra (e quindi spalancò le porte agli atei), per essere ammessi nella Massoneria, e difatti il primo articolo della nuova Costituzione del Grande Oriente recitava quanto segue: ‘La libera Muratoria ha per oggetto la ricerca della verità, lo studio della morale universale, delle scienze e delle parti e l’esercizio della beneficenza. Essa ha per principio l’assoluta libertà di coscienza e la solidarietà umana. Essa non esclude alcuno per le sue credenze e ha per motto: Libertà, Eguaglianza, Fratellanza’. Questa decisione produsse il secondo grande scisma nella Massoneria, in quanto la Gran Loggia d’Inghilterra dichiarò ‘irregolare’ il Grande Oriente francese, e così fecero anche le logge di altre nazioni. E questo secondo scisma perdura tuttora. L’unico Ordine Massonico francese riconosciuto dalla Gran Loggia d’Inghilterra è la Gran Loggia Nazionale Francese, fondata nel 1913.

In Italia

In Italia la massoneria è piuttosto frammentata. L’istituzione massonica con il maggiore numero di aderenti è il Grande Oriente d’Italia – GOI – (cosiddetto ‘di Palazzo Giustiniani’ a Roma, dalla sua sede storica), che accetta solo uomini. E’ interessante notare in merito a questa Comunione o Obbedienza massonica, che nell’ordinamento giuridico italiano il G.O.I. ha lo status delle associazioni non riconosciute (articolo 36 del Codice Civile) – e quindi non ha personalità giuridica e non è eretto a ente morale – e che il patto che vincola gli associati è costituito da uno statuto, detto Costituzione dell’Ordine, e da un Regolamento: la sua costituzione in vigore è ufficialmente depositata presso il Tribunale di Roma. Va detto inoltre che il GOI nel 1993 ha perso il riconoscimento da parte della Gran Loggia Unita d’Inghilterra. Altra cosa importante è che il GOI ‘non ha mai nascosto di apprezzare l’intervento della massoneria nella vita politica ed economica italiana’ (in Ferruccio Pinotti, Fratelli d’Italia, pag. 299), ed è arrivato anche a manifestare in un Gay Pride (cfr. Ibid., pag. 299).

Poi vi è la Gran Loggia Nazionale d’Italia (detta anche ‘di Piazza del Gesù’ sempre a Roma, dalla sua sede storica, o ‘di Palazzo Vitelleschi’ dalla sua sede attuale), che accetta donne (dal 1956) e uomini. Questa Obbedienza massonica si è formata nel 1910 da un gruppo di massoni capeggiato da Saverio Fera, un pastore protestante allora esponente di spicco della Massoneria italiana, che nel 1908 si era separato dal GOI.

C’è anche la solo maschile Gran Loggia Regolare d’Italia, sorta nel 1993 per opera dell’ex Gran Maestro del GOI Giuliano di Bernardo, che è riconosciuta dalla Gran Loggia d’Inghilterra, riconoscimento di cui vanno molto orgogliosi i membri di questa loggia infatti Fabio Venzi, che è il Gran Maestro di questa obbedienza, ha affermato: ‘Siamo l’unica loggia riconosciuta dalla massoneria inglese, e questo perchè siamo gli unici che seguono le sue regole’ (in Ferruccio Pinotti, Fratelli d’Italia, pag. 297).
Queste sono le Obbedienze principali, essendocene altre. Le Comunioni o Obbedienze massoniche sono federazioni di più logge, articolate sul territorio nazionale e coordinate fra loro a livello provinciale e regionale. La Massoneria si può paragonare dunque ad un albero con diversi rami dove per rami si intendono le varie obbedienze, che comunque nonostante le differenze tra di esse, alla fine portano avanti gli stessi ideali e principi massonici.

Da tenere presente che esistono anche logge massoniche coperte o segrete a cui sono iscritti personaggi della politica o della finanza molto importanti che vogliono rimanere segreti. A tale riguardo ecco cosa dice Giuliano di Bernardo: «Le logge coperte sono sempre esistite, in massoneria. La loro funzione era quella di salvaguardare persone di particolare importanza istituzionale, politica e finanziaria, proteggendole da pressioni indebite da parte di altri ‘fratelli’» (in Ferruccio Pinotti, Fratelli d’Italia, pag. 397).

Altra cosa da dire in merito alle appartenenze ‘segrete’ di molti importanti personaggi italiani dell’economia, della finanza e delle istituzioni, è che essi non risultano appartenere alla massoneria italiana perchè sono iscritti a logge straniere, e possono comunque godere della rete dei rapporti massonici perchè appartengono alla fraternità massonica mondiale, infatti sempre il Di Bernardo afferma: ‘Un cittadino italiano, comune o altolocato che sia, può chiedere l’iscrizione a una loggia della massoneria straniera: in Inghilterra, in Francia, negli Stati Uniti, a Tokyo. Se uno ha rapporti di amicizia all’estero – poniamo il caso di un manager che abbia lavorato in una multinazionale, o un professore che abbia insegnato all’estero – questi amici possono proporgli di entrare in una loggia inglese, ad esempio. Ci sono tanti italiani che sono membri di logge straniere, senza esserlo in Italia. Anzi questo è più facile se una persona non appartiene alle massonerie italiane …. E’ ciò che avviene normalmente; cioè che esponenti delle banche e della finanza italiana si iscrivano a logge straniere, dove sono presenti figure con cui hanno già rapporti personali o di lavoro. In questo caso, il banchiere italiano si iscrive direttamente a una loggia inglese, dove sono presenti i membri della City di Londra. Allora si stabilisce un ulteriore rapporto, rafforzato dall’appartenenza alla massoneria. Capita spesso’ (Ferruccio Pinotti, Fratelli d’Italia, pag. 398, 399).

Il procuratore Agostino Cordova, che nel 1992 avviò una inchiesta sui rapporti tra ‘ndrangheta e massoneria, in un rapporto inviato al CSM nel 1993 ha parlato dell’ingerenza massonica nei pubblici poteri al riparo della segretezza delle logge, e a proposito di questa segretezza afferma che ‘nella massoneria, il ricorso alla iscrizione «coperta», quindi assolutamente segreta, è un fenomeno dilagante. «L’esistenza di massoni coperti è certa» scrive Cordova «in base ai seguenti elementi: dichiarazioni di persone informate sui fatti, relativamente a soggetti indicati come massoni, i cui nominativi non risultano negli elenchi ufficiali; l’esistenza negli archivi del Goi di circa 8000 nominativi senza l’indicazione dell’attività, di circa 300 nelle liste della Gran Loggia d’Italia (denominata anche Centro sociologico), mentre in quelle del Grande Oriente Italiano di Muscolo l’indicazione manca per tutti; l’esistenza di numerose “obbedienze” oltre le tre principali (almeno altre 25) di cui a malapena si conosce il nome, il che equivale ad una totale segretezza; l’esistenza di schede cartacee nell’archivio del Goi i cui intestatari non erano inseriti nell’archivio informatico (ad esempio i magistrati).

Lo stesso Di Bernardo ha parlato di possibilità di copertura mediante l’iscrizione in logge diverse da quelle di residenza, l’indicazione di attività non corrispondente a quella attuale, la storpiatura del nome, l’uso di segni convenzionali in relazione a nomi convenzionali, l’omissione della data di nascita e della professione, l’iscrizione di uno stretto congiunto al posto proprio, la sussistenza della forma di affiliazione detta “all’orecchio del maestro”, cioè la comunicazione solo verbale ed esclusiva della propria iscrizione» (Francesco Forgione & Paolo Mondani, Oltre la cupola: massoneria mafia politica, pag. 215). Quando dunque si parla della Massoneria, si parla di una realtà molto complessa, perchè sono molti i massoni ‘segreti’.

Sui rapporti tra Stato e Massoneria essi sono buoni, infatti nel 2007 alla Gran Loggia, che è un incontro che ogni anno riunisce per tre giorni tutti i massoni del GOI, giunse il saluto ufficiale del Governo Prodi, che fu questo: ‘La Repubblica e il Governo vi salutano. La Repubblica italiana si riconosce nei valori della massoneria. La massoneria è stata un baluardo nella difesa della libertà del cittadino, pagando un prezzo durissimo soprattutto durante il fascismo, periodo durante il quale era stata decretata la sua messa fuorilegge’. Il saluto fu letto dal sottosegretario alle politiche giovanili Elidio De Paoli.

Anche il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga – un grande amico e difensore della massoneria – mandò un saluto scritto che fu questo: ‘Non massone, ma di famiglia massonica, da cattolico, da liberale e da repubblicano ho sempre difeso la vostra Fratellanza come strumento di lotta per la libertà’ (cfr. Ferruccio Pinotti, Fratelli d’Italia, pag. 186).

Secondo Gustavo Raffi, attuale Gran Maestro del GOI, in Italia ci sono 4500 politici che sono massoni. In una intervista apparsa nel 2010 su affaritaliani.it alla domanda ‘Ha parlato di 4mila politici che appartengono alla Massoneria. Sono dati reali?’ ha risposto infatti: ‘Ho parlato di 4mila e 500 persone ma noi non facciamo censimenti. Di politici che appartengono alla Massoneria ce ne sono a sinistra, destra e centro’ (http://affaritaliani.libero.it/).

La Massoneria e il Fascismo

Voglio parlare brevemente dei rapporti tra Massoneria e Fascismo perchè più in là nel libro accennerò alla persecuzione contro la Massoneria da parte del Regime Fascista.

La Massoneria inizialmente appoggiò il Fascismo; il massone antifascista Ubaldo Triaca ‘non ha dubbi sul determinante sostegno ripetutamente offerto dalla Massoneria al Partito nazionale fascista e a Mussolini in tutti i tornati più difficili della lunga via verso la conquista del potere’ (Aldo A. Mola, Storia della Massoneria Italiana, Tascabili Bompiani, Milano, VII edizione, 2008, pag. 501).

E questo appoggio era dovuto soprattutto al fatto che la Massoneria aveva in comune con il fascismo (il primo fascismo) l’anticlericalismo, infatti Benito Mussolini all’inizio della sua carriera mostrò un atteggiamento fortemente anticlericale (era conosciuto come uno ‘versato soprattutto in anticlericalismo’), scrivendo numerosi articoli contro la religione e contro la Chiesa Cattolica Romana, e il programma iniziale del partito fascista prevedeva l’espropriazione dei beni appartenenti alla Chiesa, infatti il Manifesto dei Fasci italiani di combattimento – che furono ufficialmente fondati il 23 marzo 1919, nella sala riunioni Circolo dell’Alleanza Industriale, in piazza San Sepolcro a Milano, messa a disposizione dall’Associazione lombarda degli industriali, presieduta da Cesare Goldmann, un industriale nonché massone di Palazzo Giustiniani – affermava: ‘NOI VOGLIAMO …. Il sequestro di tutti i beni delle Congregazioni religiose e l’abolizione di tutte le mense Vescovili, che costituiscono una enorme passività per la Nazione, e un privilegio di pochi’.

Punto questo che condividevano i massoni infatti lo storico Aldo Mola afferma: ‘Il movimento dei «fasci di combattimento» nacque sotto gli auspici della diretta presenza di massoni, bastevolmente inteneriti da quel passo del programma fascista in cui si chiedeva «il sequestro di tutti i beni delle Congregazioni religiose e l’abolizione di tutte le mense vescovili che costituiscono una enorme passività per la Nazione e un privilegio di pochi»’ (Aldo Mola, Storia della Massoneria Italiana, pag. 485). E d’altronde tra coloro che collaborarono attivamente alla stesura del Manifesto dei Fasci Italiani di Combattimento c’era il massone Alceste de Ambris.

Un’altra ragione di questo appoggio della Massoneria al Fascismo fu la paura del bolscevismo: ‘Nel primo dopoguerra la massoneria, composta in prevalenza di elementi della piccola e media borghesia, sebbene si ispirasse a un patriottismo democratico di origine risorgimentale e coltivasse in larga misura propensioni progressiste, fu coinvolta dalla paura del bolscevismo e dall’ansia del ristabilimento dell’ordine. «Si spiega così come mai alcune logge vedessero con favore il movimento fascista fin dalle origini e molti massoni partecipassero a questo e poi al Pnf»’ (Ferruccio Pinotti, Fratelli d’Italia, pag. 327).

Il sostegno al Partito Fascista venne sia dalla Massoneria di Palazzo Giustiniani che da quella di Piazza del Gesù, i cui rispettivi Gran Maestri erano Domizio Torrigiani e Raoul Palermi.

Il deputato fascista Michele Terzaghi, massone del 33°, afferma: ‘Dall’atteggiamento delle due Massonerie dipese il fatto che alle elezioni del 1921 entrarono nel gruppo fascista della Camera alcuni fratelli di Piazza del Gesù. Esattamente cinque: Banelli, Bottai, Capanni, Farinacci, Terzaghi. Dei Giustinianei c’erano, ma in una forma molto coperta, soltanto Oviglio, Chiostri e Lanfranconi […]. Subito dopo le elezioni altri deputati fascisti entrarono a Piazza del Gesù: Acerbo, Sardi, Torre Edoardo, Bilucaglia e forse qualche altro che non rammento’ (Michele Terzaghi, Fascismo e Massoneria, Arnaldo Forni Editore, Ristampa Anastatica, 2010, pag. 42).

L’allora Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Domizio Torrigiani il 19 ottobre del 1922 – quindi pochi giorni prima della Marcia su Roma – diramò una circolare nella quale il fascismo veniva giustificato come ‘rivolta necessaria’ e approvato quale ‘liberazione’ dalla confusione in cui versava il paese. Tuttavia Torrigiani avvertì: ‘Se si sopraffacesse la libertà, o se si menomassero le libertà singole, tutte essenziali, se si imponesse una dittatura, una oligarchia, tutti i Liberi Muratori sanno quale sarebbe il loro dovere: sanno che queste sono cose sacre per le quali la nostra tradizione gloriosa ed eroica c’insegna che si può vivere e si può morire’ (Aldo Mola, op. cit., pag. 504).

Ci furono persino logge appartenenti al GOI che raccolsero denaro per sovvenzionare il Partito Fascista, per oltre tre milioni e mezzo, come ha affermato Eugenio Chiesa (in La mano nel sacco, Milano, Tarantola, 1946, pag. 120); ‘ma – dice lo storico Aldo Mola – sin dalle origini del movimento fascista Torrigiani aveva dovuto lamentare che a Milano i massoni raccoglievano ufficialmente soldi a nome delle Logge, malgrado il contrario avviso del G:. O:., che non avrebbe mai permesso una colletta pubblica’ e poi lo stesso Chiesa esplicitamente scrisse che i finanziatori agirono ‘per conto loro proprio, alla insaputa dell’Ordine’ (Aldo Mola, Storia della massoneria italiana, pag. 508).

Raoul Palermi dal canto suo si adoperò per finanziare la marcia su Roma e andò ad incontrare Mussolini. Ecco cosa dice Michele Terzaghi: ‘Il Palermi si era adoperato efficacemente per il finanziamento della Marcia su Roma ed aveva offerto il credito delle sue relazioni internazionali. Andò alla stazione a ricevere Mussolini. Valendosi della circostanza che la Massoneria di Piazza del Gesù aveva il crisma del riconoscimento internazionale, e soddisfacendo nel medesimo tempo alla sua ostinatezza di mettersi sempre in contrasto con Palazzo Giustiniani, si offrì di tranquillizzare le potenze anglo-sassoni (Inghilterra e America particolarmente) circa la portata di quella che Mussolini imprudentemente chiamava rivoluzione. Consegnò a Mussolini il brevetto del 33° grado ad honorem, gli esibì la dichiarazione di principi contenuta nel manuale degli apprendisti, e su questa Mussolini appose di suo pugno: «Visto e approvato. B. Mussolini».’ (Michele Terzaghi, Fascismo e Massoneria, pag. 59-60). La stazione fu quella di Roma e l’incontro avvenne il 25 ottobre del 1922, e lì il Palermi garantì a Mussolini l’appoggio totale delle sue logge alla imminente marcia su Roma.

Il 28 ottobre 1922 ci fu la Marcia su Roma: alcune decine di migliaia di militanti fascisti si diressero sulla capitale rivendicando dal sovrano la guida politica del Regno d’Italia e minacciando, in caso contrario, la presa del potere con la violenza. Tra quei militanti fascisti c’erano anche tanti massoni, tra i quali i quadrumviri: ‘…. i quattro quadrumviri della marcia su Roma – Michele Bianchi, Emilio De Bono, Cesare Maria De Vecchi e Italo Balbo – appartenevano anch’essi a logge massoniche’ (Fulvio Conti, Breve storia dell’anticlericalismo, in http://www.treccani.it/; cfr. Aldo Mola, Storia della Massoneria Italiana, pag. 505).

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Foto da: http://it.wikipedia.org/wiki/Gran_Loggia_d’Italia_degli_Alam

Una volta salito al potere, Mussolini cominciò la sua marcia di avvicinamento alla Chiesa Cattolica Romana (che ricordiamo aiutò Mussolini ad andare al potere) che culminò nella stipulazione dei Patti Lateranensi nel 1929, vantaggiosi sia per Mussolini che per il Vaticano, ma soprattutto per il Vaticano.

In questa marcia il Fascismo doveva impedire alla Massoneria di intromettersi nei piani del Governo, e quindi Mussolini cominciò a distanziarsi dalla Massoneria, e così il 15 febbraio 1923 nella sua quarta riunione, il Gran Consiglio del Fascismo dichiarò l’incompatibilità tra iscrizione al Partito Nazionale Fascista (PNF) e appartenenza alle Logge massoniche. Nonostante però questa sua opposizione alla Massoneria, Mussolini continuò a servirsi dei massoni che già collaboravano con lui e di altri ancora. Per esempio, si servì dell’economista Alberto Beneduce di cui lui aveva grande stima e che fu a capo dell’IRI.

Le logge cominciarono ad essere oggetto di atti ostili da parte degli squadristi nel luglio 1923, e poi all’inizio del 1924 ci fu una prima raffica di assalti e devastazioni. Il Regime fascista peraltro, essendosi eretto a strenuo difensore della Chiesa Cattolica, contestava alla Massoneria il suo anticlericalismo, infatti Rodolfo Briganti, rivolgendosi alla Massoneria, su ‘Critica Fascista’ scriveva: “Il Fascismo riprova questo spirito anticattolico per ragioni di ordine morale, storico, politico. Quel perfezionamento morale che la Massoneria italiana e mondiale dice di voler perseguire è compreso potenzialmente nella dottrina religiosa. La religione è parte inesauribile di ogni insegnamento etico che contribuisce a formare buoni cittadini plasmandoli al fuoco del giusto, del bello, dell’onesto” (citato in Fabio Venzi, Massoneria e fascismo. Dall’intesa cordiale alla distruzione delle Logge: come nasce una «guerra di religione», Editore Castelvecchi, 2008, pag. 51 – invece di ‘la religione è parte …’ nel documento che si trova in appendice a pag. 117 c’è ‘la religione è fonte …’).

Poi il 12 gennaio 1925 Mussolini presentò alla Camera un disegno di legge sulla disciplina di associazioni, enti e istituti e sull’appartenenza ai medesimi del personale dipendente dallo stato, dalle amministrazioni comunali e provinciali e da istituti sottoposti per legge alla tutela dello stato e degli enti locali; disegno di legge che pur non nominando mai la massoneria era stato presentato dal Partito Fascista per mettere fuorilegge proprio la massoneria.

Infatti il deputato comunista Antonio Gramsci in un suo discorso alla Camera che tenne a maggio affermò: ‘Il disegno di legge contro le società segrete è stato presentato alla Camera come un disegno di legge contro la massoneria; esso è il primo atto reale del fascismo per affermare quella che il Partito fascista chiama la sua rivoluzione. Noi, come Partito comunista, vogliamo ricercare non solo il perché della presentazione del disegno di legge contro le organizzazioni in generale, ma anche il significato del perché il Partito fascista ha presentato questa legge rivolta prevalentemente contro la massoneria’, e ad un deputato che lo interruppe dicendogli ‘Parli della massoneria’ Gramsci rispose: ‘Volete che io parli della massoneria. Ma nel titolo della legge non si accenna neppure alla massoneria, si parla solo delle organizzazioni in generale’. E ad un giornalista che lo interrogò sulla natura e l’intenzione del disegno di legge, Mussolini rispose: ‘In Germania, in Inghilterra, in America i massoni sono una confraternita caritatevole e filantropica. In Italia, invece, i massoni costituiscono un’organizzazione politica segreta. Di più e di peggio, essi dipendono completamente dal Grande Oriente di Parigi. Io auspico che i Massoni italiani diventino quello che sono gli inglesi e gli americani: un’associazione fraterna apolitica di mutuo soccorso’ (in Aldo Mola, Storia della Massoneria italiana, pag. 536).

Il 19 Maggio 1925 venne approvato dalla Camera il disegno di legge, e successivamente, il 20 novembre 1925 esso fu approvato dal Senato. La legge fu pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 26 novembre, ed è passata alla storia come ‘la legge contro la massoneria’ perchè in essa la Massoneria veniva implicitamente definita ‘associazione segreta’ e così messa al bando. E in questa maniera quindi Mussolini si accattivò la benevolenza della Chiesa Cattolica Romana, nemica storica della Massoneria, che cercava degli alleati nella sua lotta secolare contro la Massoneria. La messa al bando della Massoneria quindi procurò al Fascismo una ulteriore patente di credibilità agli occhi della Chiesa papista. Peraltro, pur conoscendo le intenzioni di Mussolini in merito alla massoneria, la rivista dei gesuiti Civiltà Cattolica pochi mesi prima sembrò ricordare a Mussolini che la messa al bando della massoneria costituiva un elemento di successo per l’eventuale trattativa con la Santa Sede; ed infatti, scriveva: ‘… la massoneria anglo-americana, stretta d’intenti e di scopi con le varie sette protestanti e teosofiche, tenti, in Italia e negli altri Paesi cattolici d’Europa la medesima opera iniziale di proselitismo e di demolizione del sentimento cattolico e di snazionalizzazione che si sta compiendo con ingentissimi mezzi e, purtroppo, in molti luoghi con successo, conforme alle loro speranze, in tutti i Paesi cattolici dell’America latina»; e proseguendo chiedeva che la gente venisse informata «intorno a questi gravi pericoli che minacciano a un tempo gli interessi della fede e della Nazione, onde sappia riconoscere in coloro che vantano la privativa di sentimento di Patria, i veri traditori d’Italia e affinché, ciò che più preme, si prendano ad ora e tempo opportuni provvedimenti prima che i biechi maneggi della setta producono effetti irreparabili»’.

Il 22 novembre il Gran Maestro del GOI, Domizio Torrigiani, ordinò l’autodissoluzione delle logge italiane alla sua obbedienza e la ‘Rivista Massonica’ cessò le pubblicazioni. La persecuzione antimassonica proseguì per tutto il periodo della dittatura, tanto che Mussolini, rivolgendosi a un gruppo di federali, disse: ‘I massoni che sono in sonno potrebbero risvegliarsi. Eliminandoli si è sicuri che dormiranno per sempre’. Gli squadristi saccheggiarono le logge, e tanti massoni furono vittima di aggressioni da parte delle squadre fasciste. All’inizio del 1926, il governo Mussolini, acquisì Palazzo Giustiniani – la sede storica del Grande Oriente d’Italia – al demanio pubblico e ne concesse l’utilizzo al Senato. Torrigiani e tanti altri massoni vennero mandati al confino, mentre molti altri massoni intrapresero la via dell’esilio rifugiandosi soprattutto in Francia, dove nel 1930 a Parigi fu ricostituito il Grande Oriente d’Italia, che fu aiutato finanziariamente in particolar modo dai massoni italo-americani. La Massoneria comunque in Italia non scomparve, perchè continuò ad operare nella clandestinità (nel senso che comunque sia tanti massoni continuarono a riunirsi in maniera informale), e poi una parte dei Massoni entrarono nei Rotary Clubs che infatti subirono una rapida diffusione in quel periodo.

La Massoneria riprenderà ad operare apertamente e si ricostituirà una volta caduto il fascismo, e come vedremo dopo in questa opera di rifondazione ebbe un ruolo determinante un ‘pastore’ protestante italo americano, che era un potente massone.

Personaggi famosi massoni e cifre

La Massoneria nel corso della sua storia ha avuto come membri personaggi di spicco sia all’estero che in Italia.

Diversi dei cosiddetti padri fondatori dell’America erano loro stessi dei massoni come George Washington, Thomas Jefferson, Benjamin Franklin, Ethan Allen, John Hancock, John Paul Jones, Paul Revere, Robert Livingston, e 35 altri meno conosciuti che erano firmatari della Dichiarazione di Indipendenza e/o della Costituzione.

Altri personaggi stranieri famosi massoni sono Wolfgang Amadeus Mozart (compositore e pianista), Ludwig von Beethoven (compositore e pianista), William Shakespeare (drammaturgo e poeta), Louis Armstrong (trombettista e cantante), Harry Houdini (illusionista e attore), Henry Ford (imprenditore americano, fondatore della Ford Motor Company), Napoleone Bonaparte (politico e militare francese), Winston Churchill (politico e storico britannico), Harry S. Truman (il 33º Presidente degli Stati Uniti d’America), Franklin D. Roosevelt (il 32º presidente degli Stati Uniti d’America), John Wayne (attore), Alexander Fleming (medico, biologo e farmacologo britannico a cui viene attribuita la scoperta della penicillina), Johann Wolfgang von Goethe (drammaturgo, poeta, saggista, e scrittore tedesco), Charles Montesquieu (filosofo, giurista, storico e pensatore politico francese), Voltaire (filosofo, drammaturgo, storico, scrittore, poeta), Victor Hugo (poeta, drammaturgo, saggista, e scrittore), Sigmund Freud (neurologo e psicoanalista austriaco), Joseph Smith, (fondatore e primo presidente della setta dei Mormoni), Brigham Young, (secondo presidente dei Mormoni e primo Governatore dello Stato di Utah), Charles Dickens (scrittore e giornalista britannico), Walt Disney (fumettista, imprenditore e cineasta statunitense), Carlo Marx (filosofo, economista, e storico tedesco), Albert Einstein (fisico e filosofo della scienza), Nelson Mandela (politico sudafricano), Albert Schweitzer (medico e missionario luterano tedesco), Samuel Hahnemann (medico tedesco, fondatore della medicina alternativa chiamata omeopatia), Edwin Buzz Aldrin (astronauta americano, il secondo uomo a mettere il piede sulla luna).

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Foto: 1969: l’astronauta Edwin Aldrin (a destra) con Luther A. Smith, il Sovrano Gran Commendatore del Supremo Consiglio del Rito Scozzese, e la bandiera Massonica che egli portò con sè sulla luna (da: http://www.militaryphotos.net/).

In Italia, tra i massoni più famosi ricordiamo Giosuè Carducci (poeta e scrittore), Ugo Foscolo (poeta e scrittore), Giovanni Pascoli (poeta), Francesco Crispi (politico), Edmondo De Amicis (scrittore), Carlo Goldoni (drammaturgo e scrittore), Antonio De Curtis (attore comico, in arte Totò, che quando morì aveva il 30°, ma nel 2012 c’è stato da parte della Gran Loggia d’Italia – l’obbedienza massonica a cui l’attore napoletano apparteneva – il conferimento postumo del 33° del RSAA), Gino Cervi (attore), Gino Bramieri (attore), Giovanni Casanova (poeta, filosofo e scrittore), Carlo Collodi (scrittore e giornalista), Gabriele D’Annunzio (scrittore, poeta, drammaturgo, militare, e politico), Giuseppe Garibaldi (generale e condottiero), Giuseppe Mazzini (politico, filosofo e giornalista, sulla cui appartenenza alla Massoneria c’è però una controversia), Antonio Meucci (inventore), Ernesto Nathan (politico, che fu sindaco di Roma), Nicolò Paganini (violinista e compositore), Quasimodo Salvatore (poeta), Goffredo Mameli (poeta e scrittore, che fu l’autore dell’inno d’Italia), Alessandro Manzoni (scrittore, poeta e drammaturgo), Vittorio Formentano (il fondatore dell’Associazione Volontari Italiani Sangue), Enrico Fermi (fisico); Gianni Agnelli (imprenditore).

Per conoscerne molti altri potete visitare la seguente pagina internet http://www.goilombardia.it/personaggi_illustri.php che è del Grande Oriente d’Italia (Palazzo Giustiniani). Comunque nel resto di questo libro troverete riferimenti ad altri noti personaggi stranieri e italiani affiliati alla Massoneria.

La Massoneria esiste oggi in varie forme in più di 160 nazioni, con una partecipazione stimata in circa 6 milioni di membri. Solo negli USA ci sarebbero almeno 4 milioni di Massoni in 15.300 logge. Nel mondo ci sono oltre 33.000 Logge (cfr. John Ankerberg & John Weldon, The Secret Teachings of the Masonic Lodge [Gli insegnamenti segreti della Loggia Massonica], Moody Publishers, Chicago, 1990, pag. 21-22). In Italia, secondo Gian Mario Cazzaniga, professore di filosofia morale all’Università di Pisa, che ha diretto i volumi della Storia d’Italia Einaudi sulla Massoneria (2006) e sull’Esoterismo (2010), gli affiliati alla Massoneria ‘sono circa 30 mila in totale, di cui 20 mila del Grande Oriente’ (http://loggiaheredom1224.blogspot.it/2011/05/giovani-muratori-crescono.html).

Ricordiamo però che – come sanno i bene informati – ci sono anche massoni che non compaiono nelle liste ufficiali. Le tre principali obbedienze massoniche in Italia sono in continuo aumento in termini numerici e soprattutto di domande di ammissione. Gustavo Raffi ha parlato di una media di 1000-1500 nuove domande di ammissione all’anno per quanto riguarda il GOI.

Tenete bene a mente però che quantunque ‘pochi’, i massoni occupano in tutti i settori della società posti che contano; si trovano infatti in posti di comando e di grande responsabilità per cui l’influenza della massoneria è garantita nel mondo.

Dal mio libro La Massoneria smascherata (pag. 22-40)


Tratto da: http://giacintobutindaro.org/2012/12/20/breve-storia-della-massoneria/