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David K. Bernard, Essentials of Oneness Theology

La dottrina unitariana

Gesù è il Padre. ‘Gesù è il Padre’ (David K. Bernard, Essentials of Oneness Theology, pag. 14), ‘Gesù non è solo la manifestazione di una delle tre persone della Divinità, ma Egli è l’incarnazione del Padre, il Jehovah dell’Antico Testamento’ (David K. Bernard, The Oneness of God, pag. 144), ‘Gesù è il Padre incarnato’ (Doctrines of the Bible, pag. 25). E questo perché Isaia disse che sarebbe stato chiamato Padre eterno, e perché la Bibbia attribuisce molte opere sia al Padre che a Gesù come la risurrezione del corpo di Cristo, lo spargimento dello Spirito Santo, l’esaudimento della preghiera, la santificazione dei credenti e la risurrezione dei morti. Ma allora se Gesù è il Padre come fanno gli Unitariani a spiegare la distinzione tra il Padre e il Figliuolo di cui parla così chiaramente la Scrittura? In questa maniera. Essi affermano che la distinzione che c’è tra il Padre e il Figliuolo è la stessa distinzione che c’è tra la divinità di Cristo e la umanità di Cristo. In altre parole per loro, dire che Gesù è sia il Padre che il Figliuolo è lo stesso che dire che Gesù è sia Dio che uomo. Uno dei loro scrittori Gordon Magee ha detto infatti: ‘Il Figliuolo è la carne o l’umanità’, il che significa che il Figliuolo non è Dio, ma l’uomo nel quale Dio fu incarnato, l’uomo in cui dimorò Dio. E il prima citato David Bernard ha affermato: ‘Le referenze plurali al Padre e al Figlio distinguono semplicemente la deità di Cristo dalla sua umanità’ (David Bernard, Essentials of Oneness Theology, pag. 16), e: ‘Le referenze plurali al Padre e al Figlio nei Vangeli mostrano la vera umanità di Gesù, perché il Figliuolo è l’uomo nel quale dimorò Dio’ (Doctrines of the Bible, pag. 34), ed ancora: ‘Il termine Figliuolo si riferisce sempre all’Incarnazione, all’umanità nella quale Dio dimorò e rivelò se stesso’ (ibid., pag. 143). In altre parole il termine Padre si riferisce alla divinità di Cristo, mentre il termine Figlio alla sua umanità, così quando la Scrittura parla del Padre parla di Gesù come del vero Dio, mentre quando parla del Figlio parla di Gesù come vero uomo!! Quindi per gli Unitariani quando Cristo è presentato che prega, piange, soffre, è tentato, muore così via, la Scrittura lo presenta come il Figlio di Dio, cioè come un vero essere umano e difatti David Bernard in relazione alla morte di Gesù dice: ‘Il Padre (lo Spirito) non morì, ma il Figliuolo (l’umanità) morì’ (ibid., pag. 34). Mentre quando Gesù è presentato come eterno, come oggetto di adorazione, come colui che rimetteva agli uomini i peccati allora la Scrittura lo presenta quale Padre. La conseguenza di questo ragionamento è che la relazione tra il Padre e il Figliuolo non è una relazione tra due persone ma la relazione tra due nature diverse, quella divina e quella umana che in Cristo erano unite! David Bernard afferma per esempio che le ‘descrizioni di comunione ed amore tra il Padre e il Figlio mostrano l’unione della deità e della umanità in Cristo. Se usate per dimostrare una distinzione di persone esse stabilirebbero centri di coscienza separati nella Divinità, il che in effetti è politeismo’ (ibid., pag. 34).

La dottrina che fa del Figliuolo anche il Padre, con la relativa spiegazione sulla distinzione tra Padre e Figliuolo, ha generato un’altra dottrina che è questa. Essendo che gli Unitariani equiparano il Figlio di Dio all’umanità di Cristo, ne consegue per loro che Gesù come Figliuolo di Dio non è eterno. Come Padre è sì eterno ma non come Figliuolo; come Figliuolo ha avuto un inizio, precisamente nel seno di Maria quando è stato concepito dallo Spirito Santo. David Bernard è chiaro a tale riguardo: ‘Il Figliuolo fu generato dall’opera miracolosa dello Spirito Santo nel seno di Maria (…) il Figliuolo ebbe un inizio, vale a dire, all’Incarnazione’ (ibid., pag. 21). In altre parole per loro il Figliuolo di Dio prima di essere concepito nel seno di Maria preesisteva idealmente, cioè esisteva solo nella mente di Dio, ma non come una reale persona. Come spiegano allora il verso della Bibbia che dice che “nel principio… la Parola era con Dio” (Giov. 1:1)? In questa maniera: la Parola che era nel principio con Dio non era una persona ma il piano di Dio. Ecco come David Bernard esprime questa dottrina: ‘(…) gli esponenti dell’Unione (Oneness) (…) rigettano il termine non biblico ‘Dio il Figliuolo’, la dottrina dell’eterno Figliuolo…’ (David Bernard,Essentials of Oneness Theology, pag. 18,19), ed ancora: ‘Prima dell’Incarnazione, il Logos[1] era il pensiero inespresso o il piano nella mente di Dio, che possedeva una realtà che nessun pensiero umano può avere (…) Nel principio, il Logos era con Dio, non come una persona separata ma come Dio stesso – riferendosi a, e appartenendo a, Dio molto come un uomo e la sua parola (much like a man and his word). Nella pienezza dei tempi Dio mise la carne sopra il Logos; Egli espresse se stesso in carne’ (ibid., pag. 22-23).

Gli Unitariani sostengono pure che Gesù è lo Spirito Santo; per l’esposizione di questa loro dottrina e la sua confutazione però vi rimando più avanti alla parte sullo Spirito Santo.

Confutazione

Gesù non è il Padre

Non si può in nessun modo affermare che Gesù Cristo è il Padre, o che Lui e il Padre sono la medesima persona, perché le seguenti Scritture mostrano chiaramente che il Padre ed il Figliuolo sono due persone distinte l’una dall’altra (e quindi non due termini che starebbero a indicare rispettivamente la divinità di Cristo e la sua umanità).

Quando Gesù fu battezzato da Giovanni nel Giordano è scritto che venne una voce dai cieli che disse: “Questo è il mio diletto Figliuolo nel quale mi son compiaciuto” (Matt. 3:17). Ma di chi era quella voce? Chi disse quelle parole? Gesù che era in terra? Affatto, perché la voce venne dal cielo. Quindi quella voce era la voce del Padre del Signore nostro Gesù Cristo e non la voce di Gesù Cristo. Per questo non possiamo affermare che il Padre è solo un titolo dato a Gesù (per indicare la sua Divinità) e non una persona divina distinta da lui perché quella voce procedette dalla persona del Padre che era in cielo mentre il suo Figliuolo era in terra. Ma diciamo qualcosa d’altro: ora, gli Unitariani convengono con noi che Gesù fu unto di Spirito Santo al Giordano, vorremmo quindi domandare loro: ‘Se Gesù è il solo vero Dio e fuori di lui non v’è altro Dio, come mai nei Salmi, a proposito dell’unzione di Gesù Cristo sono scritte le seguenti parole: “Tu ami la giustizia e odii l’empietà. Perciò Iddio, l’Iddio tuo, ti ha unto d’olio di letizia a preferenza de’ tuoi colleghi” (Sal. 45:7)? Come mai viene detto di Dio che è stato unto dal suo Dio? Non è forse perché il Cristo era Dio, e al Giordano fu unto di Spirito Santo dal suo Dio, cioè il Padre suo? Certo, altrimenti la frase non avrebbe nessun senso? Quindi Gesù non poteva essere il Padre.

Quando Gesù fu trasfigurato sul monte santo i discepoli udirono dal cielo questa voce che disse: “Questo è il mio diletto Figliuolo, nel quale mi son compiaciuto; ascoltatelo” (Matt. 17:5). Domandiamo anche in questo caso: ma di chi era quella voce? Di Gesù o di un’altra persona? Di un’altra persona e precisamente del Padre suo. Questo lo ha confermato Simon Pietro quando disse nella sua seconda epistola: “Poiché egli ricevette da Dio Padre onore e gloria quando giunse a lui quella voce dalla magnifica gloria: Questo è il mio diletto Figliuolo, nel quale mi sono compiaciuto” (2 Piet. 1:17). Quindi ancora una volta si giunge alla conclusione che Gesù Cristo, benché anche nei giorni della sua carne fosse Dio, non era il Padre perché il Padre suo era in cielo. Certo, in Gesù abitava tutta la pienezza della Deità e per questo egli fu anche adorato sulla terra, sia prima di morire che dopo essere risorto, ma pure egli rimaneva il Figliuolo dell’Iddio vivente e vero che era in cielo. Egli disse che il Padre dimorava in lui e che lui dimorava nel Padre, egli affermò di essere uno con il Padre, egli disse di esistere prima che Abramo nascesse, ma tutto questo non ci porta ad affermare che lui era il Padre perché sappiamo che questa affermazione contrasta la Parola di Dio e viene da essa annullata. Certamente se lui fosse stato il Padre, o in altre parole se quello del Padre fosse stato solo un titolo che possedeva Gesù, sarebbe stato un controsenso per Gesù dire che il Padre suo era in cielo. Dunque, domandiamoci: perché Gesù Cristo disse: “Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno de’ cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è ne’ cieli” (Matt. 7:21), ed anche: “Poiché chiunque avrà fatta la volontà del Padre mio che è ne’ cieli, esso mi è fratello e sorella e madre” (Matt. 12:50)? E perché Gesù un giorno disse: “Io ti rendo lode, o Padre, Signor del cielo e della terra, perché hai nascoste queste cose ai savî e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli fanciulli. Sì, Padre, perché così t’è piaciuto” (Matt. 11:25-26)? Ed ancora; perché Gesù davanti alla tomba di Lazzaro disse: “Padre, ti ringrazio che m’hai esaudito” (Giov. 11:41)? La risposta non è forse perché lui era il Figlio di Dio ed il Padre suo era nel cielo? Certo, e non può essere altrimenti.

Paolo disse ai Romani: “Iddio, al quale servo nello spirito mio annunziando l’Evangelo del suo Figliuolo, mi è testimone ch’io non resto dal far menzione di voi in tutte le mie preghiere…” (Rom. 1:9).

Ai Corinzi egli disse: “Voi siete di Cristo, e Cristo è di Dio” (1 Cor. 3:23), ed anche: “Poiché, come tutti muoiono in Adamo, così anche in Cristo saran tutti vivificati; ma ciascuno nel suo proprio ordine: Cristo, la primizia; poi quelli che son di Cristo, alla sua venuta; poi verrà la fine, quand’egli avrà rimesso il regno nelle mani di Dio Padre…” (1 Cor. 15:22-24), ed ancora: “E quando ogni cosa gli sarà sottoposta, allora anche il Figlio stesso sarà sottoposto a Colui che gli ha sottoposto ogni cosa, affinché Dio sia tutto in tutti” (1 Cor. 15:28).

Ai Galati: “Così anche noi, quando eravamo fanciulli, eravamo tenuti in servitù sotto gli elementi del mondo; ma quando giunse la pienezza de’ tempi, Iddio mandò il suo Figliuolo, nato di donna, nato sotto la legge, per riscattare quelli che erano sotto la legge” (Gal. 4:3-5).

Agli Efesini: “Benedetto sia l’Iddio e Padre del nostro Signor Gesù Cristo, il quale ci ha benedetti d’ogni benedizione spirituale ne’ luoghi celesti in Cristo” (Ef. 1:3).

Ai Filippesi: “Ed è perciò che Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al disopra d’ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra e sotto la terra, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre” (Fil. 2:9-11).

Ai Colossesi: “Noi rendiamo grazie a Dio, Padre del Signor nostro Gesù Cristo…” (Col. 1:3).

Ai Tessalonicesi: “Vi siete convertiti dagl’idoli a Dio per servire all’Iddio vivente e vero, e per aspettare dai cieli il suo Figliuolo, il quale Egli ha risuscitato dai morti; cioè, Gesù che ci libera dall’ira a venire” (1 Tess. 1:9-10).

A Timoteo: “Io ti scongiuro, dinanzi a Dio, dinanzi a Cristo Gesù e agli angeli eletti, che tu osservi queste cose senza prevenzione…” (1 Tim. 5:21), ed ancora: “Nel cospetto di Dio che vivifica tutte le cose, e di Cristo Gesù che rese testimonianza dinanzi a Ponzio Pilato con quella bella confessione, io t’ingiungo d’osservare il comandamento divino…” (1 Tim. 6:13-14).

Lo Scrittore agli Ebrei dice: “Dice del Figliuolo: Il tuo trono, o Dio, è ne’ secoli dei secoli, e lo scettro di rettitudine è lo scettro del tuo regno. Tu hai amata la giustizia e hai odiata l’iniquità; perciò Dio, l’Iddio tuo, ha unto te d’olio di letizia, a preferenza dei tuoi compagni” (Ebr. 1:8-9; cfr. Sal. 45:6-7), ed ancora: “Così anche Cristo non si prese da sé la gloria d’esser fatto Sommo Sacerdote; ma l’ebbe da Colui che gli disse: Tu sei il mio Figliuolo; oggi t’ho generato” (Ebr. 5:5).

Giacomo dice all’inizio della sua epistola: “Giacomo, servitore di Dio e del Signor Gesù Cristo…” (Giac. 1:1).

Pietro dice: “Benedetto sia l’Iddio e Padre del Signor nostro Gesù Cristo…” (1 Piet. 1:3).

Giovanni dice: “Quello, dico, che abbiam veduto e udito, noi l’annunziamo anche a voi, affinché voi pure abbiate comunione con noi, e la nostra comunione è col Padre e col suo Figliuolo, Gesù Cristo” (1 Giov. 1:3); ed anche: “Se alcuno ha peccato, noi abbiamo un avvocato presso il Padre, cioè Gesù Cristo, il giusto….” (1 Giov. 2:1).

Come potete vedere da voi stessi, tutte queste Scritture attestano inequivocabilmente in una maniera o nell’altra che Dio Padre ed il suo Figliuolo, cioè Gesù Cristo, sono due persone e non la stessa persona, perciò errano grandemente gli Unitariani che dicono che Gesù è anche il Padre.

Gesù Cristo è alla destra del Padre; quindi non può essere il Padre

A conferma di quanto appena detto vogliamo anche citare questi versetti che attestano che Gesù in cielo si trova alla destra di Dio Padre.

Davide disse: “L’Eterno ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra finché io abbia fatto de’ tuoi nemici lo sgabello dei tuoi piedi” (Sal. 110:1). L’Eterno si riferisce al Padre e il mio Signore si riferisce al Figliuolo di Dio, cioè Gesù Cristo. Ciò è confermato anche dallo scrittore agli Ebrei il quale parlando di come il Figliuolo sia superiore agli angeli dice: “ed a qual degli angeli diss’Egli (cioè Dio Padre) mai: Siedi alla mia destra finché abbia fatto dei tuoi nemici lo sgabello dei tuoi piedi?” (Ebr. 1:13) Ora, noi domandiamo agli Unitariani: Ma Gesù le udì queste parole o no? Se sì, da chi provenivano? Non provenivano forse da Dio Padre?

Marco dice che dopo che Gesù ebbe parlato ai suoi discepoli “fu assunto nel cielo, e sedette alla destra di Dio” (Mar. 16:19).

Luca dice che Stefano poco tempo prima di essere lapidato “essendo pieno dello Spirito Santo, fissati gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla destra di Dio, e disse: Ecco, io vedo i cieli aperti, e il Figliuol dell’uomo in piè alla destra di Dio” (Atti 7:55-56). Ora domandiamo; ma se Stefano vide il Figliuol di Dio alla destra di Dio, ciò vuol dire che alla sua sinistra c’era Dio, vero? Quindi, il Figliuolo non era colui che era alla sua sinistra.

Paolo dice: “Cristo Gesù è quel che è morto; e più che questo, è risuscitato; ed è alla destra di Dio; ed anche intercede per noi” (Rom. 8:34), ed anche: “Cristo è seduto alla destra di Dio” (Col. 3:1). Ora, se Gesù è alla destra di Dio e intercede per noi, non vuol dire ciò che lui non è colui che è alla sua sinistra? E poi, se di lui viene detto che intercede per noi, che è il nostro mediatore, il nostro avvocato (Giovanni dice infatti che noi abbiamo un avvocato, presso il Padre, cioè Gesù Cristo), ciò vuol dire che ci deve essere qualcuno oltre a lui a cui lui si rivolge per noi. Un mediatore non è mediatore di uno solo, ma di due. Quindi chi è Colui a cui noi possiamo rivolgerci mediante la sua mediazione? Gesù Cristo? No, perché lui è il nostro avvocato, il nostro intercessore, ma Dio Padre. Non può essere altrimenti. Ma riflettete per un momento su questo: ‘Se Gesù è anche il Padre nostro celeste che senso avrebbe pregare il Padre nostro nel nome di Gesù Cristo?’ Nessuno, perché sarebbe come dire che noi diciamo di pregare una persona che è in cielo che è sia il destinatario delle nostre suppliche e delle nostre intercessioni, che il mediatore su cui noi ci appoggiamo nelle nostre preghiere!! O ancora, sarebbe come dire che noi preghiamo solo Gesù Cristo, soltanto che nel rivolgerci a lui lo chiamiamo Padre e usiamo il suo nome che prese sulla terra per fare capire che andiamo a Lui nel suo stesso nome!!! Ma allora se è così, perché gli Unitariani non dicono quando pregano: ‘Gesù, noi veniamo a te nel nome di Gesù?!, invece che: ‘Padre, noi veniamo a te nel nome di Gesù!’? La ragione è evidente; perché se usassero la prima espressione, apparirebbe contraddittorio non poco il loro comportamento oltre che assurdo. Ma ecco che essi fanno ricorso all’espressione: ‘Padre, noi ti preghiamo nel nome di Gesù’, al fine di non apparire assurdi. Il fatto è che nella pratica essi agiscono in maniera assurda, e questo a motivo della loro dottrina su Gesù Cristo. Stando a quanto essi dicono sui titoli di Padre e di Figliuolo che possiede Gesù Cristo, è come se essi dicessero: ‘Noi ci rivolgiamo alla natura divina di Cristo nel nome della sua natura umana’!!! Non è questa un’assurdità?!! Certo che lo è. Noi siamo arrivati alla conclusione che con questa dottrina di ‘solo Gesù’ costoro hanno di fatto tolto di mezzo la mediazione di Gesù Cristo, perché hanno fatto di Gesù una persona che non è, cioè il Padre a cui sono rivolte le nostre preghiere. E’ inutile quindi, dal punto di vista degli Unitariani, dire di pregare il Padre nel nome di Gesù. Loro dovrebbero pregare solo Gesù e direttamente lui, senza fare uso di frasi come: ‘Padre nostro noi veniamo a te nel nome di Gesù’. Ma come farebbero a non menzionare il termine Padre, così abbondantemente presente nelle Scritture? Ecco allora che lo menzionano ma non riferendosi alla stessa persona a cui ci rivolgiamo noi, ma niente di meno che a Gesù Cristo. Attenzione dunque quando li sentite dire che pregano il Padre nel nome di Gesù, perché il loro parlare non ha per nulla il significato che gli dà la sacra Scrittura.

Lo scrittore agli Ebrei dice che Gesù “quand’ebbe fatta la purificazione dei peccati, si pose a sedere alla destra della Maestà ne’ luoghi altissimi” (Ebr. 1:3), ed anche: “Abbiamo un tal Sommo Sacerdote, che si è posto a sedere alla destra del trono della Maestà nei cieli…” (Ebr. 8:1), ed ancora: “Questi, dopo aver offerto un unico sacrificio per i peccati, e per sempre, si è posto a sedere alla destra di Dio” (Ebr. 10:12).

Giovanni dice nell’Apocalisse: “Poi vidi, in mezzo al trono e alle quattro creature viventi e in mezzo agli anziani, un Agnello in piedi, che pareva essere stato immolato, ed avea sette corna e sette occhi che sono i sette Spiriti di Dio, mandati per tutta la terra. Ed esso venne e prese il libro dalla destra di Colui che sedeva sul trono. E quando ebbe preso il libro, le quattro creature viventi e i ventiquattro anziani si prostrarono davanti all’Agnello, avendo ciascuno una cetra e delle coppe d’oro piene di profumi, che sono le preghiere dei santi. E cantavano un nuovo cantico, dicendo: Tu sei degno di prendere il libro e d’aprirne i suggelli, perché sei stato immolato e hai comprato a Dio, col tuo sangue, gente d’ogni tribù e lingua e popolo e nazione, e ne hai fatto per il nostro Dio un regno e de’ sacerdoti; e regneranno sulla terra” (Ap. 5:6-10). Si notino le parole: “venne e prese il libro dalla destra di Colui che sedeva sul trono”, perché esse attestano in maniera molto chiara la distinzione tra il Figliuolo e il Padre.

Ora, volete sapere cosa dicono gli Unitariani a proposito dell’espressione biblica che Gesù è seduto alla destra di Dio? Bene, ecco cosa scrive David Bernard: ‘La frase è un espressione idiomatica dell’Antico Testamento, che denota che Cristo possiede tutta la potenza, l’autorità e la preminenza di Dio’ (David Bernard, op. cit., pag. 17). Questi sono sofismi generati dal diavolo. Ma noi diciamo: se fosse così, come mai Stefano, uomo pieno di Spirito Santo e di grazia e di potenza, che conosceva bene l’Antico Testamento e il suo linguaggio, dopo che parlò davanti al Sinedrio disse di vedere i cieli aperti e Gesù che stava alla destra di Dio? Vide o no Gesù che stava alla destra di Dio? Se, sì perché non intendere letteralmente che Gesù stava alla destra di Dio Padre? Perché lo si deve allegorizzare? Non c’è nessuna ragione per farlo. Le visioni date da Dio sono verità, e dunque se Gesù fu visto da Stefano (come anche da Giovanni) alla destra di Dio, noi crediamo che Gesù è fisicamente seduto alla destra di Dio Padre in cielo. Non importa quali ragionamenti faranno gli Unitariani per annullare questa verità, Gesù continuerà a sedere alla destra di Dio fino a che i suoi nemici siano ridotti ad essere lo sgabello dei suoi piedi, come gli ha promesso Dio secondo che è scritto: “Siedi alla mia destra finché io abbia fatto dei tuoi nemici lo sgabello dei tuoi piedi” (Sal. 110:1). Qui è Dio Padre che ha parlato. O Unitariani smettete di sostenere che il sedere di Gesù alla destra di Dio è un’espressione idiomatica dell’Antico Testamento, e non la realtà celeste. Smettete di ragionare in questa maniera storta e perversa che getta tenebre sulla luce che emana la Parola di Dio.

Spiegazione di alcuni versetti presi dagli Unitariani per sostenere che Gesù è il Padre

Gli Unitariani per sostenere che Gesù è il Padre prendono alcuni passi della Scrittura. Noi ne citeremo solo due che sono tra i più usati da loro e li spiegheremo.

Il primo è questo: “Gesù gli disse:… Chi ha veduto me, ha veduto il Padre; come mai dici tu: Mostraci il Padre?” (Giov. 14:9). Secondo loro, queste parole di Gesù a Filippo stanno ad indicare che Gesù era anche il Padre. Ma questo non può essere vero perché Gesù stesso ha detto: “Iddio è spirito” (Giov. 4:24), e perché Giovanni, il discepolo che Gesù amava, che pure afferma di avere visto e toccato la Parola della vita, e di avere contemplato la gloria della Parola fatta carne, dice in maniera inequivocabile: “Nessuno ha mai veduto Iddio” (Giov. 1:18). Badate che con queste parole non vogliamo asserire che Gesù non è il nostro Iddio, affatto, ma vogliamo solo dimostrare che Gesù non è l’Iddio Padre. Vi faccio un altro esempio scritturale per dimostrarvi che Gesù non è il Padre ma solo il suo Figliuolo. Paolo sulla via di Damasco quando stava andando a perseguitare la Chiesa ebbe una visione in cui vide Gesù, infatti quando Anania andò da lui gli disse: “Fratello Saulo, il Signore, cioè Gesù, che ti è apparso sulla via per la quale tu venivi, mi ha mandato perché tu ricuperi la vista e sii ripieno dello Spirito Santo” (Atti 9:17), ed anche: “L’Iddio de’ nostri padri ti ha destinato a conoscer la sua volontà, e a vedere il Giusto…” (Atti 22:14). Ma a Timoteo, parlando di Dio, Paolo dice: “Il quale solo possiede l’immortalità ed abita una luce inaccessibile; il quale nessun uomo ha veduto né può vedere; al quale siano onore e potenza eterna. Amen” (1 Tim. 6:16). Come mai allora Paolo afferma che nessun uomo ha mai veduto il Re dei re e il Signore dei signori, pur avendo visto lui stesso Gesù Cristo, il Giusto, e pur sapendo che egli era il Signore dei signori ed il nostro grande Iddio? La risposta è perché in queste parole lui afferma che nessun uomo ha mai veduto Iddio Padre e non che nessuno ha mai veduto il suo Figliuolo. Ma allora perché Gesù affermò che chi lo aveva visto aveva visto il Padre? Perché Gesù era ed è “l’immagine dell’invisibile Iddio” (Col. 1:15), e “lo splendore della sua gloria” (Ebr. 1:3); in altre parole chi vedeva lui nei giorni della sua carne vedeva la bontà di Dio, la giustizia di Dio, la misericordia di Dio, l’amore di Dio, e perciò poteva comprendere come era Dio; ma non è che chi lo vedeva vedeva il Padre suo in persona perché Dio il Padre era in cielo seduto sul suo trono attorniato da miriadi e miriadi di angeli.

Il secondo versetto preso dagli Unitariani è questo: “Ma Gesù ad alta voce avea detto: Chi crede in me, crede non in me, ma in Colui che mi ha mandato; e chi vede me, vede Colui che mi ha mandato” (Giov. 12:44-45). Anche in questo caso occorre dire che il significato dato dagli Unitariani a queste parole di Gesù è completamente errato. Perché? Perché se Gesù con queste parole avesse affermato di essere Iddio Padre, allora dovremmo pure dire che Gesù Cristo ha affermato che ciascuno di coloro che sono stati mandati a predicare l’Evangelo da lui può affermare di essere Gesù Cristo. Perché dico questo? Perché quando Gesù mandò i settanta disse loro: “Chi ascolta voi ascolta me; chi sprezza voi sprezza me…” (Luca 10:16). Ma noi sappiamo che queste parole di Gesù non significano che chi ascolta colui che è mandato da Cristo ascolta Gesù Cristo, nel senso che ascolta Gesù Cristo in persona parlare, perché quantunque coloro che vengono mandati da Cristo a predicare la sua parola siano membra, ciascuno per parte sua, del corpo di Cristo, nessuno di loro può definirsi Gesù Cristo. Certo, Cristo parla in colui che egli manda a predicare ma colui che viene mandato da Cristo non è il Cristo, ma solo un servitore di Cristo. Abbiamo una conferma di ciò in Paolo che quantunque dica di essere stato mandato da Cristo ad evangelizzare, non affermò mai di essere Cristo. Affermò che Cristo parlava in lui, ma non che lui era il Cristo, perché lui si definì sempre un servitore di Cristo. Quindi, Gesù quando disse che chi credeva in lui non credeva in lui ma in Colui che lo aveva mandato intese dire che siccome che quello che diceva lo diceva per ordine del Padre che lo aveva mandato, di conseguenza chi credeva nelle sue parole non credeva in parole che lui diceva di suo ma nelle parole che Dio gli aveva dato, e quindi in Dio che lo aveva mandato. Da queste altre parole di Gesù si comprende che lui non era il Padre, ma Colui che Dio Padre, che era nel cielo, aveva mandato: Gesù disse ai Giudei: “Se Dio fosse vostro Padre, amereste me, perché io son proceduto e vengo da Dio, perché io non son venuto da me, ma è Lui che mi ha mandato” (Giov. 8:42); e ai suoi discepoli disse: “Son proceduto dal Padre e son venuto nel mondo; ora lascio il mondo, e torno al Padre” (Giov. 16:28). Quindi è del tutto errato affermare che il Padre è un titolo che possiede Gesù (la sola persona della Divinità per gli Unitariani) perché Gesù stesso disse ai Giudei di essere stato mandato in questo mondo da Dio suo Padre, ed ai suoi discepoli la notte che fu tradito disse che stava per tornarsene al Padre che lo aveva mandato.

Io ritengo che queste cattive interpretazioni date dagli Unitariani ad alcune parole di Gesù ci insegnano per l’ennesima volta che la Parola di Dio occorre tagliarla rettamente per non rimanere confusi. Loro, in questo modo di agire, assomigliano ai Testimoni di Geova; perché? Perché quantunque essi non negano che Gesù Cristo è Dio, come fanno invece i Testimoni di Geova, pure, sono caduti nell’errore perché sono arrivati ad affermare che Gesù Cristo, essendo Dio, è il Padre e lo Spirito Santo perché la Scrittura afferma che c’é un solo Dio e nessun altro fuori di lui. Considerate l’errore nel quale essi sono caduti: essi ritengono dei politeisti (che adorano più dèi) quelli che credono che la Divinità sia formata dal Padre, dal suo Figliuolo e dallo Spirito Santo! E come sono potuti cadere in quest’errore? Prendendo dei versetti della Scrittura fuori dal loro contesto o dandogli un arbitraria interpretazione. Non fanno forse i Testimoni di Geova lo stesso quando prendono il passo: “Il Padre è maggiore di me” (Giov. 14:28) per affermare che Gesù non è Dio ma solo un dio inferiore al solo vero Dio?

La spiegazione data dagli Unitariani alla distinzione tra il Padre e il Figliuolo si oppone alla sacra Scrittura

La spiegazione unitariana sulla distinzione tra il Padre e il Figliuolo contrasta in maniera evidente l’insegnamento della Scrittura secondo la quale, come innanzi dimostrato, il Padre e il Figliuolo sono due persone distinte, per cui il Padre non è il Figliuolo e il Figliuolo non è il Padre. Basta considerare che mentre Gesù era sulla terra per ben tre volte venne una voce dal cielo, che era quella del Padre (cfr. Matt. 3:17; 17:5; Giov. 12:28); oltre a ciò si considerino pure quei passi in cui Gesù dice che il Padre ha mandato il Figliuolo in questo mondo (cfr. Giov. 3:17; 5:36-37; 6:57; 7:28-29; 8:16,18,42; 10:36; 12:49; 16:28; 17:18,23,25), che Egli ama o ha amato il Figliuolo e gli da dato ogni cosa in mano (cfr. Giov. 3:35; 5:20; 15:9; 17:23-24,26; Luca 10:22), che non lo ha lasciato solo perché fa le cose che gli piacciono (cfr. Giov. 8:16,29; 16:32), che egli ha riferito le parole che il Padre gli da dette (cfr. Giov. 8:40; 12:49-50;15:15; 17:8) e tanti e tanti altri passi, e allora si comprenderà come Gesù non poteva essere contemporaneamente il Figliuolo e il Padre perché il Padre suo era una persona distinta da lui che era in cielo. Gesù Cristo era solo il Figliuolo di Dio, e non anche il Padre suo. Dobbiamo dire di lui che Egli, essendo Figliuolo di Dio, era Dio oltre che uomo; ma non possiamo dire che oltre ad essere Figliuolo di Dio era anche Dio Padre perché questo è smentito categoricamente dalla sacra Scrittura in svariate e molte maniere.

Quanto poi al paragone che gli Unitariani fanno per sostenere la distinzione tra il Padre e il Figliuolo, basta dire che per noi la relazione tra il Padre e il Figliuolo è una relazione tra due persone e non tra due nature; è assurdo infatti pensare ad una relazione tra due nature in una stessa persona; come avrebbero potuto le due nature di Cristo, quella divina e quella umana, avere la stessa relazione che, la Scrittura dice, ebbe il Padre con il Figliuolo? E’ impossibile. Da come parlano gli Unitariani invece Gesù parlava con se stesso, perché lui alcune volte agiva come il Figliuolo del Padre e altre volte come il Padre del Figliuolo. Questo è inconcepibile; questa è una eresia. Lo abbiamo dimostrato.

Il Figliuolo di Dio è eterno come e con il Padre

Come abbiamo visto gli Unitariani negano che il Figlio di Dio prima di nascere in questo mondo esistesse in cielo come persona distinta da Dio Padre. E questo perché essi ritengono che il termine Figlio si riferisca all’umanità di Cristo avuta inizio nel seno di Maria. Ma ciò che essi dicono è falso. I seguenti versetti attestano che il Figlio di Dio esisteva come persona avanti la sua incarnazione.

Giovanni dice: “E noi abbiam contemplata la sua gloria, gloria come quella dell’Unigenito venuto da presso al Padre” (Giov. 1:14).

Gesù disse: “Prima che Abramo fosse nato, io sono” (Giov. 8:58); “E che sarebbe se vedeste il Figliuol dell’uomo ascendere dov’era prima?” (Giov. 6:62), “Son disceso dal cielo per fare non la mia volontà, ma la volontà di Colui che mi ha mandato” (Giov. 6:38); “Ed ora, o Padre, glorificami tu presso te stesso della gloria che avevo presso di te avanti che il mondo fosse” (Giov. 17:5); “Padre, io voglio che dove son io, siano meco anche quelli che tu m’hai dati, affinché veggano la mia gloria che tu m’hai data; poiché tu m’hai amato avanti la fondazion del mondo” (Giov. 17:24).

Paolo dice: “Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato in Cristo Gesù; il quale, essendo in forma di Dio non riputò rapina l’essere uguale a Dio, ma annichilì se stesso, prendendo forma di servo e divenendo simile agli uomini” (Fil. 2:5-7).

Come potete vedere Gesù Cristo quale Figliuolo esisteva ancora prima di venire in questo mondo; Egli era presso il Padre, in forma di Dio, ossia uguale a Dio, aveva la gloria. Quindi egli esisteva come persona e non idealmente nella mente di Dio; tanto è vero che la Scrittura dice che egli fu mandato dal Padre, egli è stato dato dal Padre; e lui stesso disse chiaramente di essere disceso dal cielo.

A conferma di tutto ciò vogliamo commentare brevemente queste parole di Giovanni: “Nel principio era la Parola, e la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. Essa era nel principio con Dio. Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta” (Giov. 1:1-3) e: “E la Parola è stata fatta carne ed ha abitato per un tempo fra noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiam contemplata la sua gloria, gloria come quella dell’Unigenito venuto da presso al Padre” (Giov. 1:14). Innanzi tutto si noti che Giovanni dice che la Parola era con Dio e poi che era Dio; ma si badi che quando la seconda volta dice che la Parola era Dio non intende dire che la Parola era Dio Padre (difatti il greco ha ‘kai Theos en ho Logos cioè ‘e Dio era la Parola’, e non ‘kai ho Theos en ho Logos cioè ‘e il Dio era la Parola’) perché se l’apostolo avesse detto così avrebbe di fatto negato la preesistenza del Figlio assieme al Padre cosa che lui invece afferma categoricamente sia nel Vangelo da lui scritto che nella sua prima epistola, ed infine nel libro dell’Apocalisse. Si noti poi che Giovanni dice che tutte le cose sono state fatte per mezzo della Parola, cioè per mezzo del Figlio, il che è confermato da quello che Paolo dice ai Colossesi: “Tutte le cose sono state create per mezzo di lui” (Col. 1:16), e dallo scrittore agli Ebrei quando dice che Dio mediante il Figliuolo “ha creato i mondi” (Ebr. 1:2). Ora, noi diciamo, se i cieli e la terra furono fatti da Dio per mezzo del Figlio, ciò vuol dire che il Figlio di Dio era in cielo con il Padre avanti che il monde fosse. Dunque egli esisteva quale Figlio, e non come idea. Ma gli Unitariani non si arrendono davanti a tutto ciò difatti David Bernard commentando il passo agli Ebrei secondo il quale Dio ha creato pure i mondi per mezzo del Figlio dice che questo passaggio può anche indicare ‘che Dio predicò l’intera opera della creazione sulla futura manifestazione del Figlio. Dio preconobbe che l’uomo avrebbe peccato, ma Egli preconobbe anche che tramite il Figliuolo l’uomo poteva essere salvato e poteva adempiere lo scopo originale di Dio nella creazione’ (David Bernard, op. cit., pag. 21). Questo significa oscurare il chiaro significato della Parola di Dio con vani ragionamenti; significa interpretare arbitrariamente la Parola di Dio. E per terminare il nostro commento, se la Parola che era Dio (ma non Dio Padre) è stata poi fatta carne, ciò significa che in cielo, quando la Parola prese le sembianze di un uomo, Dio Padre, che si privò temporaneamente della Parola che era da ogni eternità con lui, rimase senza il suo Figliuolo. Ecco perché Gesù prima di morire disse ai suoi: “Son proceduto dal Padre e son venuto nel mondo; ora lascio il mondo, e torno al Padre” (Giov. 16:28). Aveva prima lasciato il cielo per venire in questo mondo, ora lasciava la terra per tornare in cielo presso il trono di Dio. Alla luce di queste Scritture dunque cade in maniera evidente tutto il ragionamento fatto dagli Unitariani sulla Parola.

GIACINTO BUTINDARO, Le Chiese Pentecostali Antitrinitariane (i Gesù solo) e i Branhamiti, Roma 2000, pag. 14-20

NOTE

[1] Logos è il termine greco per ‘parola’ usato in Giov. 1:1: ‘Nel principio era la Parola e la Parola era con Dio e la Parola era Dio”.


Tratto da: http://gianmicheletinnirello.org/2014/10/13/gesu-cristo-non-e-il-padre-contro-la-dottrina-unitariana/