19-oracaoLa ragione per cui alcune volte Dio non risponde alle nostre preghiere può essere una delle seguenti.

· Perché non abbiamo pregato Dio con fede. Pregare con fede infatti è una delle condizioni necessarie per ottenere l’esaudimento della nostra preghiera. Gesù disse: “E tutte le cose che domanderete nella preghiera, se avete fede, le otterrete” (Mat. 21:22), e Giacomo ha detto: “Che se alcuno di voi manca di sapienza, la chiegga a Dio che dona a tutti liberalmente senza rinfacciare, e gli sarà donata. Ma chiegga con fede, senza star punto in dubbio; perché chi dubita è simile a un’onda di mare, agitata dal vento e spinta qua e là. Non pensi già quel tale di ricever nulla dal Signore, essendo uomo d’animo doppio, instabile in tutte le sue vie” (Giac. 1:5-8). La fede è certezza di cose che si sperano, per cui quando si prega Dio occorre credere di essere esauditi (cfr. Mar. 11:24).

· Perché rifiutiamo di osservare i comandamenti del Signore e prendiamo piacere nell’ingiustizia e nell’ipocrisia, per cui Dio non dà retta al nostro grido. La Sapienza dice: “Se uno volge altrove gli orecchi per non udire la legge, la sua stessa preghiera è un abominio” (Prov. 28:9), e che “chi chiude l’orecchio al grido del povero, griderà anch’egli, e non gli sarà risposto” (Prov. 21:13). Gesù ha detto che ci sarà dato quello che chiediamo a Dio se dimoriamo in lui e le sue parole dimorano in noi (cfr. Giov. 15:7), e dimorare in lui significa osservare i suoi comandamenti secondo che dice Giovanni: “E chi osserva i suoi comandamenti dimora in Lui, ed Egli in esso” (1 Giov. 3:24). Se quindi noi ci mettiamo ad ubbidire a Dio saremo esauditi e si adempirà in noi la parola che dice: “Diletti, se il cuor nostro non ci condanna, noi abbiam confidanza dinanzi a Dio; e qualunque cosa chiediamo la riceviamo da Lui, perché osserviamo i suoi comandamenti e facciam le cose che gli son grate” (1 Giov. 3:21,22).

· Perché gli abbiamo domandato qualcosa che non rientra nella sua volontà verso di noi; c’è la fede, c’è una retta condotta, ma Dio non vuole esaudire la nostra preghiera. A questo proposito nella Bibbia ci sono due esempi, quello di Mosè e quello di Paolo. Mosè domandò a Dio di permettergli di entrare nella terra promessa ma Dio non volle esaudire la sua richiesta (tempo prima, alle acque di Meriba, Dio aveva detto a lui e ad Aaronne che non li avrebbe fatti entrare nella terra promessa perché essi non avevano avuto fiducia in lui); ecco le parole dello stesso Mosè: “In quel medesimo tempo, io supplicai l’Eterno, dicendo: ‘O Signore, o Eterno, tu hai cominciato a mostrare al tuo servo la tua grandezza e la tua mano potente; poiché qual’è l’Iddio, in cielo o sulla terra, che possa fare delle opere e de’ portenti pari a quelli che fai tu? Deh, lascia ch’io passi e vegga il bel paese ch’è oltre il Giordano e la bella contrada montuosa e il Libano!’ Ma l’Eterno si adirò contro di me, per cagion vostra; e non mi esaudì. E l’Eterno mi disse: ‘Basta così; non mi parlar più di questa cosa. Sali in vetta al Pisga, volgi lo sguardo a occidente, a settentrione, a mezzogiorno e ad oriente, e contempla il paese con gli occhi tuoi; poiché tu non passerai questo Giordano. Ma da’ i tuoi ordini a Giosuè, fortificalo e incoraggialo, perché sarà lui che lo passerà alla testa di questo popolo, e metterà Israele in possesso del paese che vedrai’ (Deut. 3:23-28). Nel caso invece di Paolo, l’apostolo pregò Dio di allontanare da lui l’angelo di Satana che Dio gli aveva posto per schiaffeggiarlo onde non si insuperbisse a motivo delle rivelazioni che aveva ricevuto, ma Dio non lo esaudì. Ecco le parole di Paolo: “Tre volte ho pregato il Signore perché l’allontanasse da me; ed egli mi ha detto: La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza” (2 Cor. 12:8-9). Ricordiamoci sempre delle seguenti parole di Giovanni: “E questa è la confidanza che abbiamo in lui: che se domandiamo qualcosa secondo la sua volontà, Egli ci esaudisce; e se sappiamo ch’Egli ci esaudisce in quel che gli chiediamo, noi sappiamo di aver le cose che gli abbiamo domandate” (1 Giov. 5:14-15).

· Perché non è ancora giunto il suo tempo, quindi saremo esauditi più in là. Dobbiamo infatti sempre tenere presente che Dio si riserba di risponderci quando lui vuole e non quando vogliamo noi. A conferma di ciò abbiamo questo fatto trascritto nel libro del profeta Geremia: “Tutti i capi delle forze, Johanan, figliuolo di Kareah, Jezania, figliuolo di Hosaia, e tutto il popolo, dal più piccolo al più grande, s’accostarono, e dissero al profeta Geremia: ‘Deh, siati accetta la nostra supplicazione, e prega l’Eterno, il tuo Dio, per noi, per tutto questo residuo (poiché, di molti che eravamo, siamo rimasti pochi, come lo vedono gli occhi tuoi); affinché l’Eterno, il tuo Dio, ci mostri la via per la quale dobbiamo camminare, e che cosa dobbiam fare’. E il profeta Geremia disse loro: ‘Ho inteso; ecco, io pregherò l’Eterno, il vostro Dio, come avete detto; e tutto quello che l’Eterno vi risponderà ve lo farò conoscere; e nulla ve ne celerò’. E quelli dissero a Geremia: ‘L’Eterno sia un testimonio verace e fedele contro di noi, se non facciamo tutto quello che l’Eterno, il tuo Dio, ti manderà a dirci. Sia la sua risposta gradevole o sgradevole, noi ubbidiremo alla voce dell’Eterno, del nostro Dio, al quale ti mandiamo, affinché bene ce ne venga, per aver ubbidito alla voce dell’Eterno, del nostro Dio’. Dopo dieci giorni, la parola dell’Eterno fu rivolta a Geremia” (Ger. 42:1-7). Si noti come, quantunque Geremia si mise subito a pregare per il popolo, la risposta di Dio arrivò solo il decimo giorno. Alcune volte però la risposta di Dio può giungere anche dopo 10 anni.

Giacinto Butindaro


Tratto da: http://giacintobutindaro.org/2010/06/17/perche-alcune-volte-dio-non-risponde-alle-nostre-preghiere/