Tropical beach vacation concept with a hammockQuando Mosè ed Aaronne, scesi in Egitto, radunarono tutti gli anziani dei figli d’Israele, è scritto che “Aaronne riferì tutte le parole che l’Eterno avea dette a Mosè, e fece i prodigi in presenza del popolo. Ed il popolo prestò loro fede. Essi intesero che l’Eterno avea visitato i figliuoli d’Israele e avea veduto la loro afflizione, e s’inchinarono e adorarono” (Esodo 4:30-31). Dunque, mentre era ancora in Egitto il popolo di Dio credette alle parole che Dio aveva detto a Mosè. E difatti, una volta usciti dall’Egitto, “per fede passarono il Mar Rosso come per l’asciutto” (Ebrei 11:29). E dopo che Dio uccise gli Egiziani che li inseguivano facendo ritornare le acque sopra di essi, è scritto: “E Israele vide la gran potenza che l’Eterno avea spiegata contro gli Egiziani; onde il popolo temé l’Eterno, e CREDETTE nell’Eterno e in Mosè suo servo” (Esodo 14:31), ed anche: “Sgridò il Mar rosso ed esso si seccò; li condusse attraverso gli abissi come attraverso un deserto. E li salvò dalla mano di chi li odiava, e li redense dalla mano del nemico. E le acque copersero i loro avversari; non ne scampò neppur uno. Allora CREDETTERO ALLE SUE PAROLE, e cantarono la sua lode” (Salmo 106:9-12).

Ma quando poi Dio comandò loro di prendere possesso del paese di Canaan, che Dio aveva promesso ai loro padri, gli Israeliti non credettero a Dio e Dio li fece perire nel deserto impedendogli di entrare nella terra promessa, secondo che dice il Salmista: “Essi disdegnarono il paese delizioso, NON CREDETTERO ALLA SUA PAROLA; e mormorarono nelle loro tende, e non dettero ascolto alla voce dell’Eterno. Ond’egli, alzando la mano, giurò loro che li farebbe cader nel deserto” (Salmo 106:24-26), e Giuda nella sua epistola: “Or voglio ricordare a voi che avete da tempo conosciuto tutto questo, che il Signore, dopo aver tratto in salvo il popolo dal paese di Egitto, fece in seguito perire quelli che NON CREDETTERO” (Giuda 5).

Nella sua ira Dio giurò che essi non sarebbero entrati nel Suo riposo, infatti dice Dio: “Perciò giurai nell’ira mia: Non entreranno nel mio riposo!” (Salmo 95:11). E lo scrittore agli Ebrei dice in merito a questo giuramento di Dio: “E a chi giurò Egli che non entrerebbero nel suo riposo, se non a quelli che furon disubbidienti? E noi vediamo che non vi poterono entrare a motivo dell’incredulità” (Ebrei 3:18-19).

Ora, siccome “queste cose avvennero loro per servire d’esempio, e sono state scritte per ammonizione di noi, che ci troviamo agli ultimi termini dei tempi” (1 Corinzi 10:11), dobbiamo prestare la massima attenzione all’ammonimento che Dio ci dà tramite l’esempio di incredulità o disubbidienza di quegli Israeliti, che è questo: per potere entrare nel riposo di Dio bisogna perseverare nella fede fino alla fine, altrimenti non ci entreremo. Non è forse scritto infatti che il giusto vivrà per la sua fede, e se si tira indietro Dio non lo gradisce (Ebrei 10:38)?

E difatti è proprio questo l’ammonimento che ci dà lo scrittore agli Ebrei prendendo l’esempio di disubbidienza degli Israeliti nel deserto: “Poiché a noi come a loro è stata annunziata una buona novella; ma la parola udita non giovò loro nulla non essendo stata assimilata per fede da quelli che l’avevano udita. Poiché noi che abbiam creduto entriamo in quel riposo, siccome Egli ha detto: Talché giurai nella mia ira: Non entreranno nel mio riposo! e così disse, benché le sue opere fossero terminate fin dalla fondazione del mondo. Perché in qualche luogo, a proposito del settimo giorno, è detto così: E Dio si riposò il settimo giorno da tutte le sue opere; e in questo passo di nuovo: Non entreranno nel mio riposo! Poiché dunque è riserbato ad alcuni d’entrarvi e quelli ai quali la buona novella fu prima annunziata non v’entrarono a motivo della loro disubbidienza, Egli determina di nuovo un giorno «Oggi» dicendo nei Salmi, dopo lungo tempo, come s’è detto dianzi: Oggi, se udite la sua voce, non indurate i vostri cuori! Infatti, se Giosuè avesse dato loro il riposo, Iddio non avrebbe di poi parlato d’un altro giorno. Resta dunque un riposo di sabato per il popolo di Dio; poiché chi entra nel riposo di Lui si riposa anch’egli dalle opere proprie, come Dio si riposò dalle sue. Studiamoci dunque d’entrare in quel riposo, onde nessuno cada seguendo lo stesso esempio di disubbidienza” (Ebrei 4:2-11).

Esistono coloro che seguono lo stesso esempio di disubbidienza di quegli Israeliti? Sì, perché esistono coloro che credono per un tempo (Luca 8:13), esattamente come fecero quegli Israeliti nel deserto, cioè che si tirano indietro a loro perdizione (Ebrei 10:39).

Ma esistono anche quelli che perseverano nella fede fino alla fine per salvare l’anima loro, ed entrano così nel riposo di Dio (Ebrei 10:39).

Studiamoci dunque, fratelli, di conservare la fede fino alla fine, imitando così quelli che per fede e pazienza ereditano le promesse (Ebrei 6:12).

“Guardate, fratelli, che talora non si trovi in alcuno di voi un malvagio cuore incredulo, che vi porti a ritrarvi dall’Iddio vivente; ma esortatevi gli uni gli altri tutti i giorni, finché si può dire: ‘Oggi’, onde nessuno di voi sia indurato per inganno del peccato; poiché siam diventati partecipi di Cristo, a condizione che riteniam ferma sino alla fine la fiducia che avevamo da principio” (Ebrei 3:12-13).

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro


Tratto da: http://giacintobutindaro.org/2013/11/22/studiamoci-dentrare-nel-riposo-di-dio/