Joachim Beuckelaer--Slaughtered Pig.1563«Un uomo nobile se n’andò in un paese lontano per ricevere l’investitura d’un regno e poi tornare. ..
Ma i suoi concittadini l’odiavano, e gli mandaron dietro un’ambasciata per dire: Non vogliamo che costui regni su noi.
Ed avvenne, quand’e’ fu tornato, dopo aver ricevuto l’investitura del regno, ch’egli fece venire quei servitori ai quali avea dato il danaro, per sapere quanto ognuno avesse guadagnato, trafficando. ..
Quanto poi a quei miei nemici che non volevano che io regnassi su loro, menateli qua e scannateli in mia presenza.
E dette queste cose, Gesù andava innanzi, salendo a Gerusalemme.» (Luca 19:12,14,15,27,28)

Parole molto forti, che oggi tanti non sono abituati a sentire dalla bocca di Gesù, e la maggior parte dei predicatori si guardano dal citare tali passi evidenziandone la durezza. Che tali predicatori li citino oppure no questi passi, di cui sopra ne ho messo solo qualcuno a titolo di esempio, tali parole sono state pronunciate da Gesù Cristo contro coloro che non vogliono che Egli regni su di loro. Costoro sono i peccatori e i ribelli ai comandamenti di Dio, che non si vogliono ravvedere, e contro i quali il Signore Gesù ha pronunciato quelle parole molto dure, di punizione e di manifestazione d’ira contro di loro, i quali vogliono rimanere impenitenti, ma giungerà il tempo che saranno colpiti dall’ira dell’Agnello.  

Considerate, dunque, che il Signore nostro Gesù Cristo è buono, verso quelli che si umiliano al suo cospetto e si ravvedono dei loro peccati, ma verso gli empi, i peccatori e i ribelli, Egli è severo, essendo GIUSTO, e darà loro ciò che si meritano, in base alle loro opere, secondo quanto è scritto:

«Tu invece, seguendo la tua durezza e il tuo cuore impenitente, t’accumuli un tesoro d’ira, per il giorno dell’ira e della rivelazione del giusto giudizio di Dio, il quale renderà a ciascuno secondo le sue opere: vita eterna a quelli che con la perseveranza nel bene oprare cercano gloria e onore e immortalità; ma a quelli che son contenziosi e non ubbidiscono alla verità ma ubbidiscono alla ingiustizia, ira e indignazione.» (Romani 2:5-8)

Pertanto, voi peccatori, voi che vi ribellate ai comandamenti di Dio benché facciate professione di conoscere Iddio, ravvedetevi finché siete in tempo, e se credete che Gesù non castighi e non tratti i peccatori secondo le loro opere, voi errate grandemente, perché non conoscete Iddio, né la sua potenza, né la sua ardente ira che vi sovrasta.

Ravvedetevi, dunque, finché siete in tempo, non indugiate, il tempo della pazienza di Dio a vostro favore potrebbe giungere al termine!

Meditando le sacre Scritture non si può fare a meno di notare la differenza fra quanto è scritto e quanto invece si sente predicare spesso da certi conduttori, i quali hanno preso la decisione di parlare solo della grazia di Dio e della sua bontà, e non anche della sua severità e giustizia; ma presentando solo tali attributi dell’Iddio vivente e vero, si nasconde una parte importante di Dio, che è la sua GIUSTIZIA e la sua SEVERITA’, infatti l’apostolo Paolo ha esortato i santi di Roma a considerare sia la BENIGNITA’ di Dio che la sua SEVERITA’, secondo quanto leggiamo nella epistola ai santi di Roma:

«Vedi dunque la benignità e la severità di Dio; la severità verso quelli che son caduti; ma verso te la benignità di Dio, se pur tu perseveri nella sua benignità; altrimenti, anche tu sarai reciso.»  (Romani 11:22)

Il nostro dovere davanti a Dio e agli uomini è quello di parlare di Dio secondo VERITA’, nella maniera precisa con cui se ne parla nella Parola di Dio, affinché non si accenda l’ira di Dio contro di noi che parliamo, secondo quanto leggiamo nel libro di Giobbe:

«Dopo che ebbe rivolto questi discorsi a Giobbe, l’Eterno disse a Elifaz di Teman: “L’ira mia è accesa contro te e contro i tuoi due amici, perché non avete parlato di me secondo la verità, come ha fatto il mio servo Giobbe.» (Giobbe 42:7)

Vi ripeto ancora, o peccatori e ribelli, vi esorto a ravvedervi e a chiedere perdono a Dio, finché siete ancora in tempo.

Mentre a voi fratelli nel Signore, che temete Iddio, vi esorto a parlare di Dio come si conviene e come piace al Signore, affinché l’ira di Dio non si accenda anche contro di voi, per aver nascosto parte del consiglio di Dio.

Fratelli nel Signore, quanto a me, io non posso che parlarvi in maniera forte, secondo verità, come si conviene a questi tempi di rilassamento spirituale e di condotta dei membri della Chiesa dell’Iddio vivente e vero, di cui molti si sono gettati i comandamenti di Dio dietro le spalle, ma Iddio prima di intervenire personalmente, nella sua misericordia, manda i suoi servitori, le sue sentinelle ad avvertirli che si ravvedano, secondo quanto si legge nella Sua Parola:

«Ma se la sentinella vede venir la spada e non suona il corno, e il popolo non è stato avvertito, e la spada viene e porta via qualcuno di loro, questi sarà portato via per la propria iniquità, ma io domanderò contro del suo sangue alla sentinella.» (Ezechiele 33:6) 

Chi ha orecchie ascolti ciò che la Parola di Dio dice alle chiese.

La grazia, la misericordia e la pace del Signore nostro Gesù Cristo e di Dio Padre siano su di voi.

Giuseppe Piredda


Tratto da: https://labuonastrada.wordpress.com/2014/01/04/menateli-qua-e-scannateli-in-mia-presenza/