Crucifix on a WallEcco cosa dice il Perardi nel suo Nuovo Manuale del Catechista a riguardo del crocifisso: ‘Siate devotissimi di Gesù crocifisso (…) portatene devotamente l’immagine al collo; baciate spesso il Crocifisso in vita per meritare di morire stringendolo devotamente tra le mani. – Sopra del letto ponete il Crocifisso; alla sera baciatene devotamente le piaghe’. [1]
Come potete vedere ci troviamo davanti ad un’ennesima forma di idolatria perpetrata dalla curia romana a danno di coloro che gli vanno dietro. Cominciamo col dire che noi crediamo che Gesù Cristo fu crocifisso sulla croce per i nostri peccati, ma non solo lo crediamo, ma lo predichiamo pure perché in noi c’é “lo stesso spirito di fede, ch’è in quella parola della Scrittura: Ho creduto, perciò ho parlato”. [2] Noi ci gloriamo pure della croce del Signore nostro Gesù Cristo come faceva l’apostolo Paolo perché per mezzo di essa il mondo per noi é stato crocifisso e noi siamo stati crocifissi per il mondo; [3] ma noi non ci permettiamo di farci una croce né di legno e né di altro materiale, e neppure di attaccarci una statuetta raffigurante il nostro Signore mentre soffriva su di essa, e questo perché la Scrittura ci vieta di fare simili cose secondo che è scritto: “Non ti fare scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù ne’ cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra; non ti prostrare dinanzi a tali cose e non servir loro…”. [4]
I Cattolici dicono che è la tradizione che dice loro di farsi il crocifisso e di portarselo con loro e di baciarlo e di attaccarlo alle pareti di casa loro o di qualche altro luogo; ma a noi non ci importa nulla della loro tradizione. Da come parlano i Cattolici c’é potenza nel crocifisso ma questo é falso perché la potenza é nel nome di Cristo Gesù e nella parola della croce e non in un pezzo di legno. Ma poi in questa maniera fanno apparire Gesù Cristo sempre sofferente, ed ancora in croce; ma egli non é più appeso alla croce perché da essa fu tirato giù e posto in un sepolcro da Giuseppe d’Arimatea. Ma più che questo Egli risuscitò dai morti e non muore più. Noi non sentiamo affatto il bisogno del crocifisso né appeso al nostro collo e neppure appeso alle pareti di casa nostra o dei nostri locali di culto per ricordarci di Gesù perché a noi basta leggere il Vangelo per ricordarci delle sofferenze che Cristo ha patito per noi, e perché noi siamo chiamati a ricordarci della morte del Signore mediante la cena istituita da Gesù Cristo e non con questo artifizio umano che é il crocifisso.
E così la chiesa romana ha fatto spargere per il mondo intero crocifissi di ogni genere; qui in Italia ci sono crocifissi un pò dovunque. Il crocifisso, da come parlano molti Cattolici, li fà sentire al sicuro; senza il crocifisso con loro invece non si sentono più sicuri, come se esso avesse il potere di proteggere quelli che se lo portano dietro o la casa dove é appeso! Ma “il giusto se ne sta sicuro come un leone” [5] perché sa di essere stato riconciliato con Dio mediante il sangue di Cristo e perché sa che il Signore é il suo rifugio e male alcuno non lo coglierà secondo che é scritto: “Poiché tu hai detto: O Eterno, tu sei il mio rifugio; tu hai preso l’Altissimo per il tuo asilo, male alcuno non ti coglierà, né piaga alcuna s’accosterà alla tua tenda. Poiché egli comanderà ai suoi angeli di guardarti in tutte le tue vie”, [6] per questo egli considera quella del crocifisso solo una superstizione che per altro serve a fare guadagnare non poco denaro ai costruttori di crocifissi.

Note:

[1] Giuseppe Perardi, op. cit., pag. 148. []

[2] Cor. 4:13. []

[3] Cfr. Gal. 6:14. []

[4] Es. 20:4,5. []

[5] Prov. 28:1. []

[6] Sal. 91:9-11. []


Tratto da: Tratto da: La Chiesa Cattolica Romana di Giacinto Butindaro, Roma 1998.