fede-morta

Giacomo, servitore di Dio e del Signor Gesù Cristo, ha scritto: “Ma vuoi tu, o uomo vano, conoscere che la fede senza le opere non ha valore? Abramo, nostro padre, non fu egli giustificato per le opere quando offrì il suo figliuolo Isacco sull’altare? Tu vedi che la fede operava insieme con le opere di lui, e che per le opere la sua fede fu resa compiuta; e così fu adempiuta la Scrittura che dice: E Abramo credette a Dio, e ciò gli fu messo in conto di giustizia; e fu chiamato amico di Dio. Voi vedete che l’uomo è giustificato per opere, e non per fede soltanto. Parimente, Raab, la meretrice, non fu anch’ella giustificata per le opere quando accolse i messi e li mandò via per un altro cammino? Infatti, come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta” (Giacomo 2:20-26) .

Di quale fede sta parlando Giacomo? Della fede in Gesù Cristo, infatti poco prima egli dice anche: “Fratelli miei, la vostra fede nel nostro Signor Gesù Cristo, il Signor della gloria, sia scevra da riguardi personali” (Giacomo 2:1).

Dunque uno che ha creduto, ma non ha opere buone, possiede una fede senza valore. E difatti Giacomo la definisce una fede morta. Non solo, Giacomo chiama chi possiede questa fede morta ‘un uomo vano’: un tale uomo è perciò un insensato.

La fede dunque va accompagnata con le opere buone, come lo fu quella di Abrahamo nostro padre. Opere buone, che “Iddio ha innanzi preparate affinché le pratichiamo” (Efesini 2:10), e questo perchè Dio ci ha “creati in Cristo Gesù per le buone opere” (Efesini 2:10). Quello che vale infatti in Cristo Gesù “è la fede operante per mezzo dell’amore” (Galati 5:6).

Nessuno si illuda dunque, altrimenti sarà annoverato tra coloro che “fanno professione di conoscere Iddio; ma lo rinnegano con le loro opere, essendo abominevoli, e ribelli, e incapaci di qualsiasi opera buona” (Tito 1:16).

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro


Tratto da: http://giacintobutindaro.org/2013/10/19/una-fede-morta/