origini-pagane-nataleDa dove nasce il ‘Natale’?

Yule è il nome caldeo per ‘neonato’ o ‘bambino’. Nell’antica Babilonia, il 25 dicembre era noto come il giorno di Yule o il giorno della nascita del figlio promesso. Questo era il giorno della nascita del dio sole incarnato, che appariva come un bambino per redimere un mondo avvolto nell’oscurità. Questo era il credo essenziale del sistema religioso babilonese, dove il “dio sole”, conosciuto anche come “Baal”, era il dio principale di un sistema politeistico. Tammuz era anche adorato come il dio incarnato, o il promesso figlio di Baal, che doveva essere il salvatore del mondo.

Nell’Enciclopedia Cattolica troviamo che il Natale non era annoverato tra le festività dei primi cristiani. E non lo fu fino alla fine del IV secolo, quando la Chiesa di Roma cominciò ad osservare il 25 dicembre come il compleanno di Gesù. A partire dal V secolo AD, la Chiesa di Roma ordinò che la sua nascita fosse per sempre osservata il 25 dicembre. All’epoca di questo decreto, la Chiesa di Roma era ben consapevole che i culti religiosi pagani nel mondo romano e greco celebravano il pagano dio sole, Mithra, proprio in questo stesso giorno. Questa festività invernale era nota come la ‘nascita del sole’. Era anche noto nell’Impero Romano come Saturnalia (un altro nome per l’adorazione del sole).

Nuova Enciclopedia Cattolica: “Alla nascita di Cristo fu assegnata la data del solstizio invernale perché in quel giorno, in cui il sole inizia il suo ritorno nei cieli boreali, i pagani che adoravano Mitra celebravano il dies natalis Solis Invicti”.

Enciclopedia Americana, edizione 1944: “Il Natale … secondo molte fonti autorevoli, non veniva celebrato nei primi secoli della Chiesa cristiana, in quanto l’usanza cristiana in generale era quella di celebrare la morte delle persone più importanti, non il giorno della loro nascita … Una festa fu stabilita in memoria di questo evento [la nascita di Cristo] nel quarto secolo …Poiché il giorno esatto della nascita di Cristo non era noto, la Chiesa occidentale nel quinto secolo ordinò che la festa venisse celebrata per sempre nello stesso giorno dell’antica festa romana in onore della nascita del dio Sole”.

New Schaff-Herzog Enciclopedia of Religious Knowledge: “Le feste pagane dei saturnali e della brumalia erano troppo radicate nel costume popolare per essere abolite dall’influenza del Cristianesimo … La festa pagana, con le sue baldorie e gozzoviglie, era talmente popolare che i Cristiani furono ben contenti di avere trovato una scusa per perpetuarne la celebrazione con pochi cambiamenti, sia nello spirito che nelle usanze … i Cristiani della Mesopotamia accusarono i loro fratelli occidentali d’idolatria, e di adorare il Sole, per avere adottata questa festa pagana”.

Enciclopedia Italiana Treccani, edizione 1949, Sansoni, vol. XXIV, pag 299: “I Padri dei primi secoli non sembrano aver conosciuto una festa della natività di Gesù Cristo … La festa del 25 dicembre sarebbe stata istituita per contrapporre una celebrazione cristiana a quella mitraica del dies natalis Solis Invicti [giorno natalizio dell’invincibile Sole], nel solstizio invernale”.

Origini pagane

Quasi tutti gli aspetti dell’osservanze del Natale hanno le loro radici nella tradizione Romana e nella religione. Prendi in considerazione le seguenti ammissioni di un grande giornale Americano (The Buffalo News, 22 Novembre 1984): «Il primo riferimento al Natale che segnò il 25 Dicembre viene dal secondo secolo dopo la nascita di Gesù. È considerato probabile che le prime celebrazioni del Natale furono in reazione ai Saturnali Romani, una festa del raccolto che segnava il solstizio dell’inverno—il ritorno del sole—e onorava Saturno, il dio dell’agricoltura. I Saturnali erano un periodo chiassoso, molto opposto dai leader più austeri tra la setta Cristiana ancora minoranza. Secondo uno studioso, il Natale si sviluppò come un mezzo per sostituire l’adorazione del sole (in inglese sun) con l’adorazione del Figlio (in inglese son). Dal 529 d.C., dopo che il Cristianesimo diventò la religione ufficiale di stato dell’impero Romano, l’imperatore Giustiniano fece del Natale una festa civile. La celebrazione del Natale raggiunse il suo culmine—alcuni preferirebbero dire il momento peggiore—in epoca medioevale quando divenne un tempo di consumo cospicuo e di ineguagliabile baldoria».

Considerate queste citazioni dall’Enciclopedia Cattolica, edizione 1911, sotto la voce «Natale»: «Il Natale non era tra le prime feste della Chiesa…Le prime evidenze della festa vengono dall’Egitto». Inoltre, «I costumi Pagani si centravano intorno alle calende di Gennaio, che gravitavano intorno al Natale». Sotto la voce «Giorno di Natale», Origene, uno dei primi scrittori Cattolici, ammise: «…Nelle Scritture, nessun è ricordato per aver tenuto una festa o che ci sia stato un grande banchetto il giorno del suo compleanno. Sono solo peccatori (come il Faraone ed Erode) coloro che ne fanno una grande gioia del giorno in cui sono venuti in questo mondo» (mia l’enfasi).

L’Enciclopedia Americana, l’edizione del 1956, aggiunge: «Il Natale…non veniva osservato nel primo secolo della Chiesa Cristiana, poiché l’uso Cristiano in genere era di celebrare la morte delle persone importanti piuttosto che la loro nascita…una festa fu stabilita in memoria di questo evento [la nascita di Cristo] nel quarto secolo. Nel quinto secolo la chiesa Occidentale ordinò che la festa fosse celebrata nel giorno dei riti Mitraici della nascita del sole e alla chiusura dei Saturnali, poiché nessuna conoscenza certa della nascita di Cristo esisteva».

Non c’è dubbio nell’ORIGINE della celebrazione moderna del Natale. Molte più fonti potrebbero essere citate e su questo ritorneremo più tardi. Iniziamo a mettere insieme altri fatti.

Fu 300 anni dopo Cristo prima che la chiesa Romana celebrerà il Natale, e non fino al quinto secolo che fu ordinata la sua osservanza in tutto l’impero, come una festa ufficiale per onorare «Cristo».

Cristo può essere onorato con il Natale?

La giustificazione più comune che qualcuno sentirà riguardo al Natale è che le persone hanno sostituito le antiche usanze e gli intenti pagani asserendo che essi ora si stanno «concentrando su Cristo». Ho sentito molti dire che essi stanno «onorando Cristo» nella loro osservanza del Natale. Il problema è che Dio non dice che questo è accettabile per Lui! Realmente, Egli ordina chiaramente contro di esso! L’osservanza del Natale disonora Cristo! Egli considera ogni cosa riguardo a esso come un’abominazione! Presto vedremo il perché.

Cristo disse: «E invano Mi rendono un culto, insegnando dottrine che sono comandamenti di uomini» (Matteo 15:9). Il Natale non è un comandamento di Dio—è una tradizione dell’uomo. Cristo continua: «Voi siete abili nell’annullare il comandamento di Dio, per osservare la vostra tradizione» (Marco 7:9). Ogni anno, in tutto il mondo, il 25 di Dicembre, centinaia di milioni di persone fanno proprio questo!

Vedremo che Dio ordina chiaramente: «Non seguite le vie dei pagani».

Fu la nascita di Cristo il 25 Dicembre?

Cristo nacque nel periodo dell’autunno. Molti hanno erroneamente creduto che Lui nacque intorno all’inizio dell’inverno—il 25 di Dicembre! Loro si sbagliano! Nota dell’ Adam Clarke Commentario (commento di Adam Clarke), volume 5, pagina 370, edizione di New York: «era consuetudine tra gli Ebrei di mandare fuori le loro pecore nei deserti vicino alla Pasqua [all’inizio della primavera], e riportarle a casa all’inizio delle prime piogge». Le prime piogge iniziavano dall’inizio a metà autunno. Continuando con questa stessa citazione: «durante il tempo che erano fuori, i pastori le guardavano giorno e notte. Quando…le prime piogge iniziavano all’inizio del mese di Marsceshvan, tempo che corrisponde a parte del nostro Ottobre e Novembre [inizia qualche volta in Ottobre], vediamo che le pecore erano tenute fuori in aperta campagna durante tuttal’estate. E poiché questi pastori non avevano ancora portato a casa le loro greggi, si presume che Ottobre non era ancora iniziato, e che, di conseguenza, il nostro Signore non nacque il 25 di Dicembre, quando non c’era nessun gregge fuori nei campi; e neppure poteva essere nato più tardi di Settembre, poiché le greggi erano ancora nei campi di notte. Su questa base, la natività di Dicembre dovrebbe essere abbandonata. Il pascolo delle greggi nei campi di notte è un fatto cronologico…vedete le citazioni dei Talmudisti nel Lightfoot».

Luca 2:8 spiega che quando Cristo nacque: «Ora in quella stessa regione c’erano dei pastori che dimoravano all’aperto nei campi, e di notte facevano la guardia al loro gregge». Notate che loro stavano «dimorando» nei campi. Questo non succede mai a Dicembre. Sia Esdra 10:9-13 che il Cantico dei Cantici 2:11 dimostrano che l’inverno era la stagione delle piogge e che i pastori non potevano rimanere al freddo e nei campi all’aperto di notte.

Numerose enciclopedie chiaramente affermano che Cristo non era nato al 25 di Dicembre! L’Enciclopedia Cattolica questo lo conferma direttamente. In tutta probabilità, Cristo nacque in autunno! Una lunga spiegazione tecnica dimostrerebbe questo punto.

Poiché ora sappiamo che il 25 di Dicembre neanche lontanamente era la vera nascita di Cristo, da dove si originò la festa associata con questa data?

Ora leggete questa citazione sul «Natale»: «Nel mondo Romano i Saturnali (17 di Dicembre) era un tempo di divertimento e di scambio di regali. Il 25 Dicembre era anche considerato come la data di nascita del mistero Iraniano del dio Mitra, il sole della giustizia. Nel Nuovo Anno Romano (1 di Gennaio), le case erano decorate con verde e luci, ed erano offerti regali ai bambini e ai poveri. A queste osservanze vennero aggiunti i riti Natalizi Germanici e Celtici, quando le tribù teutoniche penetrarono nella Gallia, in Bretagna e nell’Europa centrale. Il cibo e la buona compagnia, il ceppo di Natale, e la Torta di Natale, il verde e gli alberi di abete, i regali e gli auguri, tutti commemoravano diversi aspetti di questa stagione festiva. Fuochi e luci, simbolo di calore e longevità, sono sempre stati associati con le festività invernali, siano pagane che Cristiane» (Enciclopedia Britannica, 15ma Edizione. Vol. ΙΙ, p. 903).

Una citazione finale riguardo alla scelta del 25 Dicembre come data di nascita di Cristo è necessaria. Notate un articolo nel Toronto Star (La stella di Toronto), di Dicembre del 1984, di Alan Edmond, intitolato, «Noi dobbiamo molto ai Druidi, Tedeschi»: «La Riforma gettò una piaga sul Natale. A quel punto, naturalmente, gli astuti politici ecclesiastici adottarono la festa pagana di pieno inverno come la presunta data di nascita di Gesù di Nazareth, e gettarono dentro alcune altre chicche pagane per rendere più appetibile la sua presa di potere».

Il 25 Dicembre non fu scelto perché era la nascita di Cristo o perché era anche vicina a esso. Fu scelto perché coincideva con la festa idolatra pagana dei Saturnali—e questa celebrazione deve essere esaminata attentamente. In ogni modo, noi non sappiamo con esattezza la data di nascita di Cristo. Anche se Dio certamente avrebbe potuto farcela sapere, Egli ha scelto di nasconderla agli occhi del mondo!

babbo-natale-santa-clausChe cosa circa il mito di Babbo Natale?

Secondo l’Enciclopedia della Storia Universale di Langer (l’articolo «Santa»), «Santa» era un nome comune per Nimrod nell’Asia Minore. Questo era anche lo stesso dio del fuoco che scendeva dal camino degli antichi pagani e lo stesso dio del fuoco al quale i bambini erano bruciati e mangiati in sacrifico umano, tra coloro che erano una volta il popolo di Dio.

Oggi, in lingua inglese Santa Claus (Babbo Natale) deriva da «San Nicola». Washington Irving, nel 1809, è responsabile di aver rifatto l’originale vecchio, rigido vescovo con lo stesso nome nel nuovo «allegro San Nicola» nel suo Knickerbocker History of New York.(La maggior parte del resto delle tradizioni Americane del Natale sono ancora più recenti di questa.) «Il Vecchio Nicola» è stato ampliamente riconosciuto come un termine per il diavolo.

Nell’Apocalisse 2:6 e 15, leggiamo riguardo di una «dottrina dei Nicolaiti», la quale Cristo dice due volte alla Sua chiesa «[Egli] odia». Cerchiamo di analizzare la parola Nicolaiti. Significa «seguaci di Nicola». Nikos significa «conquistatore, distruttore». Laos significa, «popolo». I Nicolaiti, dunque, sono persone che seguono il conquistatore o il distruttore – Nimrod. Se voi avete creduto che seguire il Natale sia una tradizione Cristiana innocente, rendetevi conto di questa verità!

regali-di-natale-da-scambiarsi-sotto-lalberoÈ scritturale scambiarsi i regali?

I Commercianti regolarmente riportano che più del 60% delle loro vendite al dettaglio avviene durante la stagione degli acquisti Natalizi. Questo rappresenta una tremenda quantità di regali acquistati. Oggi la maggior parte credono che dare i regali derivi dall’esempio Biblico dei «tre re Magi» (la Bibbia non da nessun numero) che donarono regali a Cristo. È questo vero? Da dove lo scambio di regali proviene, e che cosa dice la Parola di Dio a riguardo?

La Biblioteca Sacra afferma: «Lo scambio di regali tra amici è una caratteristica similare del Natale e dei Saturnali, e deve essere stata adottata dai Cristiani provenienti dai pagani, come chiaramente lo mostra l’ammonizione di Tertulliano» (Vol. 12, pp. 153-155).

Come ogni altro aspetto del Natale, la scioccante verità è che anche questa presupposta usanza non viene dalla Bibbia. È un’ironia che le persone amano credere che stanno seguendo l’usanza dei Magi che danno a Cristo, quando in realtà se li stanno dando esclusivamente tra di loro! Che ipocrisia! Cristo è completamente dimenticato.

La Bibbia insegna realmente che i Cristiani non devono osservare i compleanni. Numerose scritture evidenziano chiaramente questo principio. Tuttavia, se andate a una festa di compleanno che è stata preparata per voi, e tutti si scambiano i regali tra di loro mentre voi siete esclusi? Questa idea sarebbe ridicola! Se questo succederebbe, direste che queste persone sono egoiste e che vi stanno dimenticando. In effetti, la maggior parte delle persone danno agli altri a Natale semplicemente perché si aspettano di ricevere dei regali essi stessi!

Torniamo brevemente ai «Magi» che diedero dei doni a Cristo. La scrittura che descrive questo è in Matteo 2:1-11: «Ora, dopo che Gesù era nato in Betlemme di Giudea al tempo del re Erode, ecco dei magi dall’oriente arrivarono a Gerusalemme, dicendo: Dov’è il re dei Giudei che è nato?..E, entrati nella casa, trovarono il bambino con Maria sua madre e, prostratisi, lo adorarono. Poi aperti i loro tesori, gli offrironodoni: oro, incenso e mirra».

Comunemente si suppone che questi erano doni di nascita del «bambino Gesù». Ma è questo ciò che la Bibbia dice in realtà? Assolutamente no! Prima di tutto, e importante notare che diedero i doni a Gesù. Non si fermarono alla Sua presenza e scambiarono doni tra di essi stessi o darli ad altri. I doni furono «presentati a Lui». Inoltre, arrivarono ben dopo la Sua «nascita». Questa è un’altra ragione che questi non potevano essere «doni di nascita» o di compleanno.

Da lungo tempo, un’antica usanza dell’Oriente era quello di presentare doni arrivando davanti a un re. Questi uomini capivano che erano alla presenza del «Re dei Giudei». La Bibbia riporta molti esempi di persone che mandavano doni ai re o presentandoli al momento dell’arrivo in loro presenza. Questa usanza è comune oggi, quando ambasciatori o altri entrano in presenza di un leader mondiale.

In fine, notate quello che dice il Commentario Adam Clarke, volume 5, pagina 46, su che cosa successe realmente in questa occasione: «versetto 11. Essi presentarono a Lui regali. Le persone dell’Oriente mai si avvicinavano alla presenza dei re o dei grandi personaggi senza un dono nelle loro mani. Questa usanza si nota spesso nell’Antico Testamento, e tuttora permane nei paesi dell’Oriente, e in alcune Isole del Mare Cinese Orientale recentemente scoperte». Per usanza i regali, si presentavano ai re.

Cosa potrebbe essere più chiaro?

L’origine dell’albero di Natale

Nessun opuscolo di Natale è completo senza qualche spiegazione riguardo all’«albero di Natale». Abbiamo sfiorato l’argomento senza focalizzarci direttamente su di esso. Il moderno albero di Natale ebbe origine in Germania. Ma i Germani lo presero dai Romani, che lo presero dai Babilonesi e dagli Egiziani.

La seguente citazione dimostra a che cosa credevano i Babilonesi circa l’origine dell’albero di Natale: «Una vecchia favola babilonica raccontò di un albero sempreverde che germogliò da un ceppo morto. Il vecchio ceppo simboleggiava il Nimrod morto, il nuovo albero sempreverde simboleggiava che Nimrod era tornato in vita in Tammuz! Tra i Druidi la quercia era sacra, tra gli Egiziani era la palma, e a Roma era l’abete, il quale era decorato con bacche rosse durante i Saturnali»! (Walsh, Curiosità dei Costumi Popolari, p. 242).

Il libro Risposte alle Domande, di Frederick J. Haskin, afferma: «L’albero di Natale è dell’Egitto, e la sua origine risale a un periodo molto precedente all’era Cristiana». Sapevate questo—che l’albero di Nataleprecedeva da molto tempo prima il Cristianesimo?

La maggior parte degli aspetti del Natale non sono riferiti nella Bibbia. Naturalmente, la ragione è che non vengono da Dio—non fanno parte del modo in cui Egli vuole che le persone lo adorino. L’albero di Natale, tuttavia, è direttamente menzionato nella Bibbia! Leggete in Geremia 10:2-5, «Così dice l’Eterno: Non imparate a seguire la via delle nazioni…Poiché i COSTUMI dei popoli sono VANITÀ: infatti uno taglia un albero dal bosco, il lavoro delle mani di un operaio con l’ascia. Lo adornano d’argento e d’oro, lo fissano con chiodi e martelli perché non si muova. Stanno diritti come una palma e non possono parlare; bisogna portarli, perché non possono camminare. Non abbiate paura di loro, perché non possono fare alcun male, né è in loro potere fare il bene».

Questa descrizione del moderno albero di Natale è chiara. Dio direttamente si riferisce a esso come «la via delle nazioni». In modo altrettanto diretto, Egli ordina al Suo popolo di «Non imparate a seguire la via delle nazioni», chiamando questi costumi «VANITÀ». Il versetto 23 aggiunge una dichiarazione notevole e potente: «O Eterno, io so che la via dell’uomo non è in suo potere e non è in potere dell’uomo che cammina il dirigere i suoi [propri] passi». Dio deve insegnare alle persone come vivere. L’uomo semplicemente non può capire le vie di Dio da se stesso.

Non c’è spazio in Geremia 10 a credere, come qualcuno ha cercato di suggerire, che, poiché questi alberi non hanno potere di per sé, in realtà non è proibito di avere un albero di Natale. Dio condanna di alzare alberi pagani (del Natale) con questo chiaro comando Biblico!

ghirlanda-caminoL’origine delle ghirlande di agrifoglio, dei ceppi di Natale e del vischio

L’Enciclopedia Americana dichiara: «l’agrifoglio, il vischio, il ceppo di Natale…sono reliquie dell’epoca precristiana». In altre parole, paganesimo! Il ceppo di Natale era usato comunemente in un rito Teutonico dell’adorazione della natura.

Frederick Haskin afferma di più: «le autorità credono che l’uso delle ghirlande di Natale è riconducibile all’usanza pagana di decorare gli edifici e i luoghi di adorazione durante la festa che avveniva allo stesso tempo del nostro Natale».

L’Enciclopedia Britannica, sotto la voce «Celastrales», espone l’origine della ghirlanda di agrifoglio: «I pagani europei portavano rametti d’agrifoglio nelle loro case, offrendole alle fate dei boschi, come rifuggi dalle intemperie del rigido inverno. Durante i Saturnali, la festa Romana invernale, rami di agrifoglio erano scambiati come un simbolo d’amicizia. I primi Cristiani Romani apparentemente usavano l’agrifoglio come una decorazione nella stagione del Natale».

Ci sono dozzine di diversi tipi di agrifoglio. Praticamente tutti vengono con varietà femminile e maschile—come «Il Principe Azzurro e La Principessa Azzurra» o «Il Ragazzo Azzurro e La Ragazza Azzurra» o «Il Ragazzo Cinese e La Ragazza Cinese». Le piante di agrifoglio femminili non possono avere le bacche, a meno che una pianta maschile vicina la impollina. È facile vedere perché le ghirlande di agrifoglio trovarono la loro via nei rituali pagani come un simbolo d’amicizia e FERTILITÀ!

Il Natale è incompleto a molti se non includono il «baciarsi sotto il vischio». Questo costume pagano era naturale in una notte di baldoria che coinvolgeva la gran parte, fatto nell’inebriante spirito orgiastico. Così come oggi, il «bacio» di solito avveniva al principio della celebrazione dei Saturnali/Natale. Non potrò mai dimenticare di aver sempre baciato le madri dei miei amici quando entravo in ciascuna delle loro case a ogni Natale. Era la prima cosa che facevo. Lo odiavo ― ma era qualcosa che «dovevo fare». Ritenevano che il vischio avesse poteri speciali di guarigione su coloro che si «divertivano» sotto di esso.

L’Enciclopedia Britannica, sotto la voce «Santalales», afferma: «si crede che il vischio europeo abbia avuto un significato rituale speciale nelle cerimonie druidi e vive nel folklore di oggi, con il suo status speciale come il vischio Natalizio venuto dai tempi anglosassoni». Il vischio è un parassita che vive sulle querce. (Ricordate che i Druidi adoravano nei querceti). Gli antichi Celti (associati con i Druidi) usavano dare il vischio, come un rimedio di erbe, agli animali sterili per renderli fertili. E ancora è conosciuto come «il guaritore di tutto» in Celtico.

Come il vischio, le bacche di agrifoglio erano considerate sacre al dio del sole. L’originale «ceppo del sole» [dall’inglese «sun log»] venne chiamato «ceppo del Natale» [dall’inglese «yule»]. Come notate, in inglese al Natale è anche chiamato «Yule». Questo semplicemente significa «ruota», il quale è stato per molto tempo una rappresentazione del sole. Oggi non c’è da meravigliarsi se la gente parla normalmente della « sacra stagione natalizia».

L’adorazione del vero Dio mescolata con false pratiche

Il termine moderno per la fusione dei falsi costumi pagani con l’adorazione del vero Dio è sincretismo, chiunque faceva questo nell’antico Israele era messo a morte (Levitico 18:21, 29). Era così grave!

Un approfondimento affascinante di come il popolo di Israele pensava e credeva, nelle loro menti, che adoravano Dio come un’interna nazione, viene da 2 Re 17:33: «Così essi temevano l’Eterno e servivano i loro dèi, secondo le usanze delle quali erano stati deportati».

Avete afferrato questo? Sì, loro temevano il vero Dio mentre servivano altri dèi. Nessuna meraviglia che il versetto successivo (34) dice che loro «NON temono l’Eterno» secondo il modo che Dio comandò. Questo è come vede Dio ciò che fanno le persone oggi—non importa quello che queste persone, che copiano antiche pratiche pagane, pensano delle loro proprie azioni!

Il versetto 30 dice che tutto questo venne appreso dal contatto con «quei di Babilonia» (fra gli altri), il cui dio principale, come ricorderemo, era Nimrod (Baal o Molek)—ora sappiamo che erano gli stessi.

Notate come fu specifico l’avvertimento di Dio a Israele in Deuteronomio 12:29-31, e perché li avvertì! «Quando l’Eterno, il tuo DIO, avrà sterminato davanti a te le nazioni… e quando le avrai spodestate e dimorerai nel loro paese; guardati bene dal cadere nel laccio…e dall’informarti dei loro dèi, dicendo: Come servivano queste nazioni i loro dèi? Farò anch’io così. Tu non farai così con l’Eterno, il tuo DIO, perché con i loro dèi esse hanno fatto TUTTO ciò che è ABOMINEVOLE per l’Eterno e che egli DETESTA; hanno persino bruciato nel fuoco i loro figli e le loro figlie, in onore dei loro dèi».

Molti versetti, come Deuteronomio 12, dovrebbero essere studiati attentamente. (Vedete Esodo 34:10-17;23:23-33; Levitico 20:22-26; Deuteronomio 20:13-18 etc.) Il vero Dio sapeva che servire ad altri dèi li portava a sacrificare i loro figli!

Deuteronomio 12:32 chiarisce che Dio non vuole che mescoliamo le Sue vie con le false vie: «Avrete cura di mettere in pratica tutte le cose che vi comando; non vi aggiungerai nulla e nulla toglierai da esse».

Queste sono le CHIARE PAROLE di Dio per tutti coloro che dicono che possono mescolare le orribili usanze del paganesimo con una presunta «attenzione su Cristo».

Le pratiche pagane dell’antico Israele nei costume moderni

In Deuteronomio 12:2-4 stabilisce un contesto importante. Dio dice chiaramente: «Distruggerete interamente tutti i luoghi dove le nazioni che state per scacciare servono i loro dèi; sugli alti monti, sui colli esotto ogni albero verdeggiante. Demolirete i loro altari… darete alle fiamme i loro Ascerim…non farete così con l’ETERNO, il vostro DIO».

Notate il riferimento di Dio, a «ogni albero verdeggiante» e «i loro Ascerim». Ci sono almeno dieci versetti simili nell’Antico Testamento che fanno riferimento agli «alberi verdi» e alla loro associazione con l’idolatria. Gli storici credono che il riferimento alla parola «verde» si riferisca al verde di tutto l’anno—agli alberi sempreverdi!

Ancora una volta, esaminiamo più attentamente la vera storia e le origine di alcuni costumi dei Saturnali che sono praticati oggi. Notate la seguente citazione agghiacciante dal Dizionario delle Antichità Greche e Romane, «Oscilla» terza edizione, volume II; «…tutti i ranghi si dedicavano a se stessi a festeggiare e a rallegrarsi, si scambiavano regali tra amici e la folla riempiva le strade gridando «Ecco i Saturnali». Si faceva un’offerta sotto un albero sempreverde decorato, secondo il poeta pagano, Virgilio. Le figurine e le maschere—chiamate «oscilla»—erano appese all’albero, come si fa con le decorazioni natalizie di oggi. La storia ammette…non c’è dubbio che in queste «oscilla», abbiamo una reliquia del sacrificio umano…».

Tutto questo non vi sembra familiare? Regali, cantare nelle strade, alberi sempreverdi, decorazioni, offerte sotto l’albero, ilarità e festeggiamenti? Questo può sembrare meraviglioso, ma rappresenta le cose che sono veramente abominevoli.

Gli oscilla moderni assomigliano a piccoli «angeli» paffuti quando sono appesi su un albero. Io stesso, mettevo questi piccoli «angeli bambini» sul nostro albero, quando ero bambino. Perlomeno io pensavo che fossero angeli bambini. Come mi sbagliavo! Credete che alcuni dei vostri amici capiscano ciò che questo rappresenta veramente? Naturalmente no—ma questo non lo fa meno grave o meno sbagliato agli occhi di Dio!

Il paganesimo completamente mescolato nella Chiesa

Un’altra fonte dimostra come tutto questo arrivò a essere un’eredità praticata così «innocentemente» da milioni di persone—eppure, tutt’altro che innocente agli occhi di Dio. Ora leggete la seguente citazione dall’Enciclopedia Britannica, 15th edizione, volume 10, pagine 1062-3: «Il cristianesimo…da un processo graduale e complesso…diventò la religione ufficiale dell’impero [Romano]».

«Per un tempo, le monete e altri monumenti continuarono ad associare le dottrine Cristiane con l’adorazione del sole, al quale Costantino era dedito precedentemente. Ma perfino quando questo periodo finì, il paganesimo Romano continuò a esercitare altre influenze permanenti, grandi e piccole…Il calendario ecclesiastico conserva numerosi resti delle feste precristiane, in particolare il Natale, il quale mescola elementi che comprendono sia la festa dei Saturnali e sia la nascita di Mitra. Ma, soprattutto, la corrente principale della Cristianità Occidentale deve all’antica Roma la solida disciplina che gli diede stabilità e forma».

Un’autorità rispettabile come l’Enciclopedia Britannica ammette in realtà, per qualcuno disposto a vedere, che i Saturnali e l’antica Roma furono quelli che definirono la «disciplina…stabilità e forma» del Cristianesimo Occidentale!

Questa è un’ammissione veramente stupefacente!

La seguente potente citazione rivela come questa idolatra festa pagana entrò nel mondo «Cristiano». È dallaNuova Enciclopedia Schaff-Herzog della Conoscenza Religiosa, sotto la voce «Natale»:

«Molto dipendeva dalla data della festa pagana dei Brumalia (25 Dicembre), che seguiva i Saturnali (17-24 Dicembre), e celebrava il giorno più breve dell’anno e il «nuovo sole»…non può essere determinato esattamente. I pagani Saturnalia e i Brumalia erano profondamente molto radicati nei costumi popolari per essere messi da parte dall’influenza Cristiana…La festa pagana con il suo disordine e la sua baldoria, era così popolare che i Cristiani erano soddisfatti con la scusa di continuare la sua celebrazione, con un piccolo cambiamento nello spirito e nella forma. I predicatori Cristiani dell’Occidente e del Vicino Oriente protestarono contro la frivolezza sconveniente con la quale era celebrata la nascita di Cristo, mentre i Cristiani della Mesopotamia accusarono i loro fratelli Occidentale d’idolatria e dell’adorazione al sole per adottare questa festa pagana come Cristiana».

Un’altra fonte rivela come la chiesa Romana assorbì il Natale in una celebrazione ufficiale. L’Enciclopedia Britannica, edizione del 1946, afferma: «Il Natale non era tra le prime feste della chiesa…Certi Latini, fin dal 354, potrebbero aver trasferito la nascita del 6 gennaio al 25 dicembre, che allora era una festa Mitraica…o la nascita del Sole invitto…I Siriani e gli Armeni, che si aggrappavano al 6 gennaio, accusarono i Romani dell’adorazione al sole e di idolatria, sostenendo…che la festa del 25 Dicembre era inventata dai discepoli di Cerinto…»

Così, una festa pagana, celebrata molto prima della nascita di Cristo, trovò la sua strada nel Cristianesimo riconosciuto.

Sapete che anche i Puritani della Nuova Inghilterra nel diciassettesimo secolo capivano quanto era equivocato il Natale? In effetti proibirono l’osservanza con una legge, nel 1659 in tutta la colonia del Baia del Massachusetts. Multe e pene detentive potevano derivare dall’essere trovati a celebrarlo. Passarono quasi 200 anni (1856) prima che le persone smettono di lavorare di Natale a Boston. I Puritani conoscevano la sua radice e la catalogarono come «idolatria papista, pagana».


Tratto da: http://rcg.org/it/books/ttooc-it.html