“Chi è il mendace se non colui che nega che Gesù è il Cristo? Esso è l’anticristo, che nega il Padre e il Figliuolo. Chiunque nega il Figliuolo, non ha neppure il Padre” (1 Giovanni 2:22-23). Dunque coloro che negano che Gesù di Nazareth è il Cristo sono dal diavolo. Da essi bisogna guardarsi come da dei serpenti velenosi, in quanto sono dei bugiardi. Essi contrastano la verità che è questa.
Gesù di Nazareth è il Cristo, ossia l’Unto (in quanto la parola greca Christos tradotta in italiano con Cristo significa ‘unto’) del quale avevano parlato i profeti di Dio in cui c’era lo Spirito di Cristo che anticipatamente testimoniò delle sofferenze di Cristo e delle glorie che dovevano seguire.
Ma unto da chi e con che cosa? Unto da Dio di Spirito Santo, difatti quando l’apostolo Pietro predicò a casa di Cornelio disse che Dio unse Gesù di Nazareth di Spirito Santo e di potenza (cfr. Atti 10:38). Gesù stesso disse di essere stato unto da Dio quando a Nazareth, alzatosi per leggere ed essendogli stato dato il libro del profeta Isaia, lesse queste parole: “Lo Spirito del Signore è sopra me; per questo egli mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato a bandir liberazione a’ prigionieri, ed ai ciechi ricupero della vista; a rimettere in libertà gli oppressi, e a predicare l’anno accettevole del Signore” (Luca 4:18-19). Quell’unzione avvenne in occasione del suo battesimo in acqua secondo che è scritto: “Or avvenne che come tutto il popolo si faceva battezzare, essendo anche Gesù stato battezzato, mentre stava pregando, s’aprì il cielo, e lo Spirito Santo scese su lui in forma corporea a guisa di colomba; e venne una voce dal cielo: Tu sei il mio diletto Figliuolo; in te mi sono compiaciuto” (Luca 3:21-22). In quel momento in cui lo Spirito scese e si fermò sopra di lui, si adempì quello che era stato detto nei Salmi: “Il tuo trono, o Dio, è per ogni eternità; lo scettro del tuo regno è uno scettro di dirittura. Tu ami la giustizia e odii l’empietà. Perciò Iddio, l’Iddio tuo, ti ha unto d’olio di letizia a preferenza de’ tuoi colleghi” (Salmo 45:6-7), e nei profeti: “Ecco il mio servo, io lo sosterrò; il mio eletto in cui si compiace l’anima mia; io ho messo il mio spirito su lui, egli insegnerà la giustizia alle nazioni” (Isaia 42:1).
Il Cristo però, oltre che essere personalmente unto da Dio di Spirito Santo, doveva morire per i peccatori per espiare le loro iniquità. Lo aveva predetto Dio tramite il profeta Isaia in questi termini: “Ma egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiam pace, è stato su lui, e per le sue lividure noi abbiamo avuto guarigione. Noi tutti eravamo erranti come pecore, ognun di noi seguiva la sua propria via; e l’Eterno ha fatto cader su lui l’iniquità di noi tutti. Maltrattato, umiliò se stesso, e non aperse la bocca. Come l’agnello menato allo scannatoio, come la pecora muta dinanzi a chi la tosa, egli non aperse la bocca. Dall’oppressione e dal giudizio fu portato via; e fra quelli della sua generazione chi rifletté ch’egli era strappato dalla terra de’ viventi e colpito a motivo delle trasgressioni del mio popolo? Gli avevano assegnata la sepoltura fra gli empi, ma nella sua morte, egli è stato col ricco, perché non aveva commesso violenze né v’era stata frode nella sua bocca. Ma piacque all’Eterno di fiaccarlo coi patimenti. Dopo aver dato la sua vita in sacrifizio per la colpa, egli vedrà una progenie, prolungherà i suoi giorni, e l’opera dell’Eterno prospererà nelle sue mani. Egli vedrà il frutto del tormento dell’anima sua, e ne sarà saziato; per la sua conoscenza, il mio servo, il giusto, renderà giusti i molti, e si caricherà egli stesso delle loro iniquità” (Isaia 53:5-12). E non solo, ma egli doveva anche risorgere dai morti perché sarebbe stato impossibile che egli fosse ritenuto dalla morte infatti Davide parlando del Cristo ebbe a dire: “Perciò s’è rallegrato il cuor mio, e ha giubilato la mia lingua, e anche la mia carne riposerà in isperanza; poiché tu non lascerai l’anima mia nell’Ades, e non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione” (Atti 2:26-27). Ed anche queste cose si sono adempiute in Gesù di Nazareth difatti Egli morì trafitto sulla croce carico delle nostre iniquità, fu seppellito e risuscitò dai morti il terzo giorno. Noi predichiamo dunque con ogni franchezza che Gesù di Nazareth è il Cristo promesso anticamente da Dio tramite i profeti, e che chi crede in lui, dato che Lui sparse il suo sangue per la remissione dei nostri peccati, riceve per mezzo della fede la remissione di tutti i suoi peccati. Ed anche la vita eterna, perchè chi crede in Lui ha vita eterna (Giovanni 6:47).

Giacinto Butindaro


Tratto da: http://giacintobutindaro.org/2013/12/12/negano-che-gesu-e-il-cristo/