origini-pagane-capodannoIn gran parte del mondo, in particolare per gli stati che seguono – come l’Italia – il calendario Gregoriano, allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre, sarà dato inizio ai festeggiamenti per l’arrivo del nuovo anno. Per le popolazioni che, invece, seguono il Calendario Giuliano – ad esempio alcune confessioni religiose ortodosse – l’inizio del nuovo anno sarà posticipato al giorno che, nel calendario Gregoriano, corrisponde al 14 gennaio.

Ma perché si festeggia il Capodanno e quali sono le sue origini storiche?

Secondo le fonti più accreditate, pare che il Capodanno abbia avuto origine in Mesopotamia, nel lontano II marduks_tiamat_Nmillennio a.c. I popoli della cosiddetta “Mezzaluna Fertile” erano convinti che l’universo fosse il frutto della forsennata e violenta lotta fra il dio Marduk e la dea del caos e del disordine Tiamat. A conseguire la vittoria, secondo la leggenda sumera, era il dio Marduk, che, con la forza e il potere, avrebbe dettato legge al caos, imponendo una logicità al disordine cosmico. Ogni anno, la sua impresa titanica era commemorata dall’arrivo della stagione delle piogge e, dunque, simbolicamente, della dea Tiamat, custode della natura e del caos. Per 11 giorni, il dio Marduk si ritirava e la popolazione ricreava il caos sovvertendo le leggi e ribaltando il consueto ordine razionale della vita quotidianità: ampio spazio veniva dato alle bevute sregolate, veniva permesso agli schiavi di insultare i propri padroni, e venivano compiuti atti privi di moralità. Per quella particolare circostanza, tutti i babilonesi si recavano in città e partecipavano ad una solenne processione, durante la quale “aiutavano” simbolicamente il dio Marduk nella lotta contro la dea Tiamat.

capodanno-1Si trovano cenni alla celebrazione del Capodanno anche presso gli antichi Egizi, dove la dea protagonista era Hathor, protettrice dell’amore e della gioia, della musica, e della danza. Una volta divenuta la regina dei defunti, Hathor guidava le anime dei morti a raggiungere il cielo attraverso una scala. Il giorno del Capodanno era l’anniversario della sua nascita e per questo la si celebrava con grandi e sontuosi festeggiamenti.

Nell’antica Roma era usanza comune consacrare il primo giorno di
ianus gennaio alla festa del Dio Giano, dio dell’ambiguità e dalla natura bifronte. Il suo nome “Gianus” deriva dal termine “Janua”, che in latino significa “porta” e che semanticamente dà origine anche a “Januarius”, che in latino indica il mese di Gennaio, letteralmente “il mese che apre la porta al nuovo anno e dà inizio alle stagioni”. Tra tutte le divinità del pantheon romano, Giano era il dio dalle due facce e dai due fronti: una rivolta indietro verso il passato; l’altra rivolta al futuro. Ecco perché Giano era considerato il dio dei passaggi e delle porte, degli inizi e dei termini. Anche in questo caso il dio veniva celebrato con festeggiamenti folli e sfrenati.

Con il Capodanno, dunque, ci troviamo dinnanzi ad una ricorrenza che, pur avendo un’origine religiosa e cultuale, ha acquisito, nel corso del tempo, una connotazione popolare e goliardica.

Ma come si è arrivati a festeggiare Capodanno proprio a cavallo fra il 31 dicembre e il 1 gennaio?

Sin dall’epoca preistorica, il capodanno, ossia il momento di passaggio tra l’anno vecchio e quello nuovo, legato al mutamento del corso della luna e del sole, è sempre stato considerato un momento importante nel calendario rituale. I Babilonesi, come abbiamo sottolineato precedentemente, furono i primi a festeggiarlo con solenni ed ufficiali celebrazioni. L’anno babilonese, tuttavia, non iniziava il 31 dicembre, bensì il 21 marzo, in corrispondenza dell’avvento della prima Luna Nuova, in seguito all’equinozio di primavera, quando la natura tornava a far rifiorire la terra di colori e frutti nuovi.

BresciaIn Europa, presso le popolazioni di origine Celtica, il Capodanno si festeggiava in autunno, in concomitanza con il 31 ottobre – odierno Halloween – momento che, secondo il calendario agricolo e pastorale, coincideva con la fine del precedente ciclo naturale e biologico e l’inizio della nuova stagione agricola, contraddistinta concretamente dal momento della semina.

Gli Antichi romani, invece, celebravano il nuovo anno inizialmente nel mese di marzo. Fu Giulio Cesare che, nel 46 a.c., istituì il primo calendario ufficiale e istituzionale, il“calendario giuliano”, che poneva l’inizio del nuovo anno il 1° gennaio, in concomitanza con le celebrazioni per la festa del dio Giano.

In epoca Medioevale, molti paesi dell’Europa occidentale, adottarono il Calendario Giuliano come calendario ufficiale, ma, nel mondo, esisteva ancora un’ampia varietà di date indicanti il momento iniziale dell’anno. L’univocità e l’ufficialità istituzionale giunse solo nel 1582 con l’istituzione del calendario Gregoriano, il calendario che tutt’ora noi tutti utilizziamo e che venne ideato da Papa Gregorio XIII con l’obiettivo di utilizzare il calendario istituzionale Giuliano, di epoca romana, e porre date ufficiali condivise e accettate universalmente.


Tratto da: http://www.vespamolesta.altervista.org/?p=694