Nelle Chiese non bisogna insegnare ai credenti (giovani e meno giovani) a ballare per trasformare il locale di culto in una discoteca, ma semmai a mettersi in ginocchio (per pregare) davanti a Dio, usanza questa presente nella Chiesa primitiva e che oggi è del tutto scomparsa da molte Chiese. Luca infatti dice questo: “Quando [Paolo] ebbe dette queste cose, si pose in ginocchio e pregò con tutti loro” (Atti 20:36), ed anche: “E trovati i discepoli, dimorammo quivi sette giorni. Essi, mossi dallo Spirito, dicevano a Paolo di non metter piede in Gerusalemme; quando però fummo al termine di quei giorni, partimmo per continuare il viaggio, accompagnati da tutti loro, con le mogli e i figliuoli, fin fuori della città; e postici in ginocchio sul lido, facemmo orazione e ci dicemmo addio; poi montammo sulla nave, e quelli se ne tornarono alle case loro” (Atti 21:4-6).
Voglio inoltre dire questo: ‘Come mai proprio costoro che dicono che insegnano – perchè ci sono ormai vere e proprie lezioni di ballo per le Chiese – a ballare ‘per Gesù’, appena gli mostri con la Parola di Dio che i santi antichi pregavano in ginocchio, e quindi è bene pregare in ginocchio davanti a Dio quando ci si raduna nel nome di Cristo, ti attaccano in ogni maniera, arrivando a definire il pregare in ginocchio un intoppo per gli increduli, o una sorta di scandalo che va evitato; e ti accusano di essere uno che vuole far diventare i santi dei farisei, o che li vuole privare della libertà che hanno in Cristo? Riflettete su questa loro reazione perchè fa comprendere che cosa realmente si propongono di fare costoro; cioè di portare nella Chiesa mondanità e conformismo al mondo usando il solito sofisma ‘lo facciamo per Gesù’.
Che le Chiese dunque tornino a pregare in ginocchio. D’altronde non dice forse il Salmista: “Venite, adoriamo e inchiniamoci, inginocchiamoci davanti all’Eterno che ci ha fatti! Poich’egli è il nostro Dio, e noi siamo il popolo ch’egli pasce, e il gregge che la sua mano conduce” (Salmo 95:6-7). Offriamo dunque a Dio un culto accettevole, con riverenza e timore! Umiliamoci nel Suo cospetto ANCHE piegando le nostra ginocchia.
Quando penso che gli idolatri, che non conoscono Dio, “si prostrano dinanzi all’opera delle loro mani, dinanzi a ciò che le lor dita han fatto” (Isaia 2:8), che sono vanità bugiarde in abominio a Dio, e tanti che invece dicono di conoscere Dio si vergognano o si rifiutano di inginocchiarsi davanti a Dio, il Creatore dell’universo, che ha mandato il suo Unigenito Figliuolo nel mondo per compiere la propiziazione dei nostri peccati, non può che venirmi una forte indignazione.
Ma d’altronde nelle Chiese si sta diffondendo l’idea del ‘sano divertimento’, e quindi è del tutto normale che ciò porti i credenti ad abbandonare il timore di Dio. La Chiesa oggi si deve divertire quando si raduna, non deve più offrire a Dio un culto con riverenza e timore! Tanti pastori ormai ti dicono sostanzialmente: ‘Basta piangere e rattristarsi davanti a Dio, è ora di ridere e divertirsi!’ Essi parlano così perchè sono tra coloro che sono diventati amici del mondo e nemici di Dio, a cui la parola di Dio dice questo: “Appressatevi a Dio, ed Egli si appresserà a voi. Nettate le vostre mani, o peccatori; e purificate i vostri cuori, o doppi d’animo! Siate afflitti e fate cordoglio e piangete! Sia il vostro riso convertito in lutto, e la vostra allegrezza in mestizia! Umiliatevi nel cospetto del Signore, ed Egli vi innalzerà” (Giacomo 4:8-10).

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro


Tratto da: http://giacintobutindaro.org/2013/12/31/inginocchiamoci-davanti-alleterno-che-ci-ha-fatti/