va-non-peccar-piùGesù a quella donna còlta in flagrante adulterio che gli scribi e i Farisei gli menarono, non disse soltanto “Neppure io ti condanno”, ma anche “va’ e non peccar più” (Giovanni 8:11). Questo molti ‘pastori’ per motivi interessati non lo dicono mai, e taluni se lo dicono non ci si soffermano per niente. La ragione? Perché per loro una volta che l’uomo viene giustificato mediante la fede in Cristo, e che dunque viene rimossa da lui la condanna, egli è libero di peccare o meglio di continuare a peccare. E questo perché essi – essendo malvagi – fanno della libertà una occasione alla carne, ed hanno mutato la grazia in dissolutezza. Ma come diceva Paolo: “Che direm dunque? Rimarremo noi nel peccato onde la grazia abbondi? Così non sia. Noi che siam morti al peccato, come vivremmo ancora in esso? …… Che dunque? Peccheremo noi perché non siamo sotto la legge ma sotto la grazia? Così non sia. Non sapete voi che se vi date a uno come servi per ubbidirgli, siete servi di colui a cui ubbidite: o del peccato che mena alla morte o dell’ubbidienza che mena alla giustizia? (Romani 6:1-2, 15-16). Non seguite le menzogne di quegli scellerati dunque, fratelli. Attenetevi alla dottrina che ci hanno trasmesso i santi apostoli.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro


Tratto da: http://giacintobutindaro.org/2014/04/26/va-e-non-peccar-piu/