persecuzione-cristiani

Nella lettera agli Ebrei leggiamo quanto segue: “…. e altri furon martirizzati non avendo accettata la loro liberazione affin di ottenere una risurrezione migliore; altri patirono scherni e flagelli, e anche catene e prigione. Furon lapidati, furon segati, furono uccisi di spada; andarono attorno coperti di pelli di pecora e di capra; bisognosi, afflitti, maltrattati (di loro il mondo non era degno), vaganti per deserti e monti e spelonche e per le grotte della terra. E tutti costoro, pur avendo avuta buona testimonianza per la loro fede, non ottennero quello ch’era stato promesso, perché Iddio aveva in vista per noi qualcosa di meglio, ond’essi non giungessero alla perfezione senza di noi” (Ebrei 11:35-40).
Notate che viene detto che benché fossero bisognosi, afflitti e maltrattati, e vaganti per deserti e monti e spelonche e grotte, essi avevano una buona testimonianza per la loro fede. Essi quindi benché il mondo li rigettava erano graditi a Dio. Anche noi, benché il mondo ci odia, ci disprezza e ci rigetta, siamo graditi a Dio per la nostra fede. E sapere questo ci consola e rallegra molto in mezzo alle nostre tribolazioni. Perseveriamo dunque nella fede, fratelli, perché come ci dice la Scrittura: “Non gettate dunque via la vostra franchezza la quale ha una grande ricompensa! Poiché voi avete bisogno di costanza, affinché, avendo fatta la volontà di Dio, otteniate quel che v’è promesso. Perché: Ancora un brevissimo tempo, e colui che ha da venire verrà e non tarderà; ma il mio giusto vivrà per fede; e se si trae indietro, l’anima mia non lo gradisce. Ma noi non siamo di quelli che si traggono indietro a loro perdizione, ma di quelli che hanno fede per salvar l’anima” (Ebrei 10:35-39).

Giacinto Butindaro


Tratto da: http://giacintobutindaro.org/2014/05/19/disprezzati-dal-mondo-ma-graditi-a-dio/