bibbia-proibita

«La Chiesa non fonda sulla sola Sacra Scrittura la sua certezza sul contenuto totale della rivelazione».

– Concilio Vaticano II.

1. Per quale motivo la lettura della Bibbia è fondamentale per la vita?

La Bibbia stessa ne dà le ragioni:

1) «Questo libro della legge non si diparta mai dalla tua bocca, ma meditalo giorno e notte, avendo cura di mettere in pratica TUTTO CIO’ CHE V’E’ SCRITTO» (Giosuè 1:8).

2) «QUESTE COSE SONO SCRITTE, affinché crediate che Gesù é il Cristo, il Figliuol di Dio, e affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome» (Giovanni 20:31).

3) Quando I’apostolo Paolo evangelizzò i Giudei di Berea, é detto che «ricevettero la Parola con ogni premura, ESAMINANDO TUTTI I GlORNI LE SCRiTTURE PER VEDERE SE LE COSE STAVAN COSI’» (Atti 17:11).

4) Lo stesso apostolo afferma ancora che «tutto quello che fu scritto per I’addietro, FU SCRITTO PER NOSTRO AMMAESTRAMENTO» (Romani 15:4).

5) San Paolo ancora, mandando la sua lettera alla chiesa di Colosse, raccomanda a quei cristiani di farla leggere ad altre chiese: «Quando questa epistola sarà stata letta fra voi, FATE CHE SIA LETTA anche nella chiesa dei Laodicesi, e che ANCHE VOI LEGGIATE quella che vi sarà mandata da Laodicea» (Colossesi 4:16). Egualmente, scrivendo ai Tessalonicesi: «lo vi scongiuro per il Signore a far si che QUESTA EPISTOLA SIA LETTA A TUTTI I FRATELLI» (I Tessalonicesi 5:27).

6) Sempre San Paolo, scrivendo al suo collaboratore Timoteo, dice: «Fin da fanciullo HAI AVUTO CONOSCENZA DEGLI SCRITTI SACRI, i quali possono renderti savio a salute» (II Timoteo 3:15).

7) L’apostolo Pietro aggiunge: «Abbiamo pure la parola profetica, più ferma, ALLA QUALE FATE BENE Dl PRESTARE ATTENZIONE, come a una lampada splendente in luogo oscuro» (II Pietro 1:19).

8) Finalmente I’Apocalisse dichiara: «Beato CHI LEGGE e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia e serbano le cose CHE SONO SCRITTE IN ESSA» (Apocalisse 1:3).

2. Che cosa pensavano i Padri delIa Chiesa sul dovere di tutti i cristiani di leggere la Bibbia?

Lo stesso Concilio Vaticano II ha ricordato la dichiarazione di S. Gerolamo: “L’ignoranza delle Scritture è l’ignoranza stessa del Cristo” [Cost. dogm. sulla divina Rivelazione, 25]. E S. Giovanni Crisostomo (344-407 d.C.) così si esprimeva: “Datevi alla lettura delle Sacre Scritture. Non solo accontentandovi di udirle in chiesa, ma quando ve ne tornerete a casa, prendendo nelle vostre mani la Bibbia ed immergendovi nel significato di ciò che vi è scritto”. “Seduti, per così dire, presso queste acque, quand’anche non abbiate nessuno al fianco per interpretarle, però dallo studio diligente di esse voi riceverete molto profitto”. “La Provvidenza ha voluto che le Sacre Carte fossero scritte da pubblicani, pescatori, fabbricanti di tende, pastori, mandriani, affinché le cose scritte fossero prontamente intelligibili a tutti e che l’artigiano, la povera vedova e lo sciavo ne potessero trarre profitto”. “Come dice il profeta: Tutti saranno ammaestrati da Dio”. “Non è necessario l’aiuto della sapienza umana per la comprensione vera delle Sacre Scritture, ma soltanto la rivelazione dello Spirito” [Cit. da: E. Backhouse – Ch. Taylor, Testimoni di Cristo e memorie della Chiesa dal IV al XIII secolo, Roma, Loescher, 1893, pag. 133].

3. Quale fu la reazione della chiesa romana ai primi tentativi del popolo di conoscere il contenuto della Bibbia?

La Chiesa Cattolica Romana, nel Medio Evo, considerò i tentativi del popolo di leggere la Bibbia come una vera e propria seduzione satanica. Infatti ecco come si esprimeva papa Innocenzo III [nato Lotario dei Conti di Segni (Gavignano o Anagni, 1160 – Perugia, 16 luglio 1216), papa nel 1198-1216]: “Il vescovo di Metz ci ha comunicato che una gran moltitudine di laici e di donne, sia nella diocesi che nella città di Metz, ESSENDOSI LASCIATA ATTRARRE DA UN CERTO QUAL DESIDERIO DELLE SCRITTURE, si è fatta tradurre nella lingua gallica gli Evangeli, le lettere di Paolo, i Salmi, i libri morali, Giobbe e molti altri. E ciò fatto, i laici e le donne, in segrete adunanze, si sono arrogati il diritto di esporre (letteralmente: eruttare!) tali scritti e di predicare gli uni gli altri” [Epistula “Cum ex iniuncto” ad Metenses, del 12 luglio 1199 (vedi: Denzinger-Schönmetzer, Enchiridion Symbolorum, 770, pag. 245 [XXXII ed.] )].

4. Quale fu la reazione della chiesa romana di fronte al «ritorno alla Bibbia» proclamato dalla Riforma protestante del XVI secolo?

Nel 1553 Gian Maria Ciocchi del Monte (Giulio III: 1550-1555) incaricò tre dei più dotti vescovi del tempo: Vincenzo De Durantibus, Egidio Falceta e Gherardo Busdrago, di studiare i mezzi per frenare la diffusione della Riforma. Nel documento conclusivo i tre prelati così si esprimevano:

“Finalmente — fra tutti i consigli che noi possiamo dare a Vostra Beatitudine, abbiamo lasciato per ultimo il più necessario … — debbono farsi tutti gli sforzi acciocché si permetta il meno possibile la lettura del Vangelo, specialmente in lingua volgare, in tutti i paesi sotto la Vostra giurisdizione. Basti quel pochissimo che suol leggersi nella messa, né più di quello sia permesso di leggere a chicchessia. Finché gli uomini si contentarono di quel poco, gli interessi della Santità Vostra prosperarono, ma quando si volle leggere di più, allora cominciarono a decadere. Quel libro, insomma [il Vangelo], è quello che più di ogni altro ha suscitato contro di noi quei turbini e quelle tempeste per le quali è mancato poco che non fossimo interamente perduti. Ed invero, se qualcuno lo esamina interamente e diligentemente, e poi confronta le istruzioni della Bibbia con quello che si fa nelle nostre chiese, si avvedrà subito della discordanza e vedrà che la nostra dottrina è molte volte diversa e più spesso ancora ad essa contraria: la qual cosa se si comprendesse dal popolo, non cesserebbe di reclamare contro di noi, fino a tanto che tutto non sia divulgato, ed allora diverremmo oggetto di dispregio e di odio in tutto il mondo. Perciò bisogna sottrarre la Bibbia alla vista del popolo, ma con grande cautela per non suscitare tumulti” [L’originale di questo documento con le firme autografe dei tre vescovi ed il titolo: “Avvisi sopra i mezzi più opportuni per sostenere la Chiesa romana”, è datato: Bologna, 20 ottobre 1553. Si conserva nella Biblioteca nazionale di Parigi, foglio B, n. 1088, vol. II, pagg. 641-650; cit. da “La Favilla”, Montreal, gennaio 1968.].

5. Quale fu la reazione della chiesa romana davanti alla diffusione della Sacra Scrittura da parte delle chiese protestanti?

II papa Barnaba Chiaramonti (Pio Vll: 1800-1823) così si e espresso: «Dichiaro che le associazioni formate nella maggior parte d’Europa, per tradurre in lingua voIgare e spandere la legge di Dio, mi fanno orrore, ch’esse tendono a rovesciare la fede cristiana fin dalle sue fondamenta, che bisogna distruggere questa peste con tutti i mezzi possibili, e svelare le empie macchinazioni di questi manovratori». ll papa G. M. Mastai Ferretti (Pio IX: 1846-1878), parlando del socialismo, comunismo, società segrete, società clerico-liberali, vi aggiunge anche le Società bibliche, affermando che «cotali pestilenze spesso e con gravissime espressioni, sono riprovate» da ben cinque documenti pontifici dal 1846 al 1863’. Solo 21 anni sono trascorsi da quando il salesiano Broccardo, nel citare il Chiaramonti, così commentava: «La energia spiegata dai sommi pontefici nella difesa (sic) delle Sacre Scritture, riscuote ancora ammirazione e consensi» .

6.Qual’ é oggi I’atteggiamento della chiesa romana riguardo alla diffusione della Bibbia?

Di fronte all’imponente fenomeno della diffusione della Bibbia, operato dalle chiese protestanti, e sotto la spinta di movimenti biblici sempre più numerosi e attivi sorti fra lo stesso popolo cattolico, la chiesa romana é stata Infine costretta a prendere parte a questa magnifica gara. Attualmente non solo la lettura della Bibbia viene incoraggiata, ma in diversi paesi la chiesa romana cerca la collaborazione dei «fratelli separati» per nuove traduzioni Inoltre il Concilio Vaticano Il ha affermato che «nella celebrazione della liturgia, la Sacra Scrittura ha una estrema importanza » e che «nelle celebrazioni sacre si darà alla lettura della Sacra Scrittura un posto più abbondante, più vario e meglio rispondente alle necessità».

7. Dunque gli evangelici debbono rivedere le loro posizioni, perché quanto abbiamo detto sulle riserve della chiesa romana di fronte alla Bibbia é ormai superato?

Noi prendiamo atto con soddisfazione di un maggiore interesse della chiesa romana per la diffusione della Bibbia. Tuttavia osserviamo che molte cautele sembrano ancora accompagnare. arginare e vincolare la forza propulsiva della Bibbia. Cosi il regnante pontefice afferma che la Bibbia deve essere letta «non con le sole risorse dell’erudizione umana, ma con il concorso del Magistero della Chiesa, custode e interprete della rivelazione divina» – mentre Gesù affermava che lo Spirito Santo avrebbe reso i suoi discepoli capaci di ricordare e di comprendere le sue parole: «II Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, egli vi insegnerà ogni cosa, e vi farà ricordare tutto quello che io vi ho detto» (Giovanni 14:26). E lo stesso pontefice aggiunge: « Noi sappiamo tutte le precauzioni che devono accompagnare la divulgazione della Bibbia, specialmente fra il popolo, il quale raramente possiede tutte le nozioni che consentono l’interpretazione più esatta e benefica del testo sacro». Malgrado le precauzioni e cautele con cui la chiesa romana accompagna la diffusione della Bibbia, noi ci rallegriamo egualmente per questo nuovo atteggiamento, ben sapendo che dalla Bibbia emana una potenza che agirà per conto proprio, indipendentemente dalle interpretazioni dei teologi.

8. Ci é stato ancora obiettato che non possiamo sapere che la Bibbia é ispirata, se i sacerdoti della chiesa romana non ce lo dicono.

La nostra risposta é che noi discerniamo la Parola di Dio nella Bibbia nello stesso modo in cui le pecore discernono la voce del loro pastore. Le pecore non hanno bisogno che nessuno insegni loro a distinguere la voce del loro pastore. «Le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce. Ma un estraneo non lo seguiranno; anzi, fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei» (Giovanni 10:4). Come diceva Calvino, «il domandarci come facciamo a riconoscere che la Bibbia é ispirata da Dio, é come se uno domandasse come facciamo a conoscere la luce dalle tenebre, il bianco dal nero, il dolce dall’amaro». «Non spetta dunque alla Chiesa di decidere se la Scrittura sia veridica, ma spetta alla Scrittura di testimoniare se la Chiesa e ancora cristiana». Noi riconosciamo l’autorità della Bibbia per la stessa ragione per cui il popolo riconosceva I’autorità di Gesù Cristo. La persuasione che Gesù fosse «ispirato» non veniva al popolo dal clero ma dalla testimonianza dello Spirito Santo, il quale convinceva il popolo che si trovava veramente davanti al Figliolo di Dio. Come i Samaritani del tempo di Gesù, noi possiamo dire a chiunque ci vuole ammaestrare: «Non è più a motivo di quel che tu ci hai detto, che crediamo; perché abbiamo udito da noi, e sappiamo che questi è veramente il Salvator del mondo» (Giovanni 4:42).

9.Ma non siamo noi degli orgogliosi affermando di possedere la «testimonianza dello Spirito Santo»?

Al contrario, noi riconosciamo che non è per nostra capacità che comprendiamo queste cose, ma per la grazia di Dio. Gesù stesso aveva detto: « lo ti rendo lode, o Padre, Signor del cielo e della terra, perché hai nascoste queste cose ai savi e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli fanciulli » (Matteo 11:25) e, prima di separarsi dai suoi discepoli, promise loro che il Vicario, cioè lo Spirito Santo, sarebbe stato sempre con loro (Giovanni 18:13).

10. Che cosa rispondiamo a chi ci fa osservare che la Bibbia è un libro troppo difficile per essere lasciato alla libera interpretazione?

1) Anche un qualsiasi libro scolastico si presenta, a prima lettura, difficile. Lo comprendiamo però meglio, man mano che lo leggiamo.

2) Però, nelle dottrine fondamentali come la salvezza per sola fede, la certezza della salvezza, la divinità di Gesù Cristo, l’amore di Dio, la necessità della conversione e delle buone opere, la Bibbia è di una chiarezza impressionante. Lo afferma il profeta lsaia: «In quei giorni i sordi udranno le parole del libro e, liberati dall’oscurità e dalle tenebre, gli occhi dei ciechi vedranno» (Isaia 29:18). Giustamente é stato detto che quello che spaventa nella Bibbia non è quel che è oscuro, ma quel che è troppo chiaro. Perciò giustamente avvertono due sacerdoti della chiesa romana: «Non si turbi il lettore se non tutto risulterà chiaro. L’essenziale nella Bibbia e chiarissimo, e volesse Iddio che noi sapessimo tutto assimilarlo, prima di sollevare difficoltà che vertono su problemi marginali».

3) Se poi, malgrado tutto, la Bibbia rimane ancora per molti un libro oscuro e impenetrabile, anche questo è stato previsto e spiegato dalla Bibbia medesima: «E’ l’Eterno che ha sparso su voi uno spirito di torpore; ha chiuso i vostri occhi (i profeti), ha velato i vostri capi (i veggenti). Tutte le visioni sono divenute per voi come uno scritto sigillato che si desse a uno che non sa leggere, dicendogli: “Ti prego, leggi questo”, il quale risponderebbe: “Non so leggere”» (Isaia 29:10-12).

11. Tuttavia si obietta che Gesù non ha scritto nulla; che per alcuni decenni il cristianesimo era predicato oralmente, e quindi abbiamo torto a dare un valore così assoluto alla Bibbia.

Rispondiamo:

1) Se la Chiesa cristiana del I secolo non aveva ancora tutto il Nuovo Testamento scritto, aveva però l’Antico Testamento, che costituisce la fase preparatoria della definitiva rivelazione di Dio.

2) Se non c’era ancora tutto il Nuovo Testamento scritto, c’era però la testimonianza diretta degli apostoli e di quelli che avevano seguito Gesù.

3) Morti questi testimoni diretti, la Chiesa cristiana stessa ha voluto mettere termine alle tradizioni orali che circolavano numerose (Luca 1:1), stabilendo l’elenco dei documenti scritti riconosciuti autentici. E’ lo stesso principio che troviamo espresso nella Bibbia medesima: «Or vieni e traccia queste cose in loro presenza sopra una tavola e scrivile in un libro, perché rimangano per i dì a venire sempre, in perpetuo» (Isaia 30:8).

Fonte: http://digilander.libero.it/evangeliciortona/la_bibbia_in_liberta_vigilata.htm

Leggi anche:

– La Bibbia proibita: http://camcris.altervista.org/bibbiaproib.html

– LA BIBBIA NELLA LISTA DEI LIBRI PROIBITI:http://biblicamente.altervista.org/proibita.php

– L’indice dei libri proibiti e l’inquisizione romana:http://www.summagallicana.it/lessico/i/Indice_e_Inquisizione.htm

– Proibizione di possedere la Bibbia: http://stefaniamante.it.gg/Proibizione-di-possedere-la-Bibbia.htm

Gianluca Colucci