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«Il mio amico il diavolo (Bedazzled) è un film commedia britannico del 1967, diretto da Stanley Donen e scritto da Peter Cook e Dudley Moore. Quest’ultimo è anche l’autore delle musiche. Un diavolaccio sui generis approfitta dello stato di depressione di Stanley e si offre di esaudirgli sette desideri in cambio della sua anima. Dal mondo rock al mondo della borghesia, i due attori non risparmiano nessuno, neanche il clero. Il film è ambientato a Londra e cerca di evidenziare i vizi della capitale inglese nei favolosi anni sessanta. Nel 2000 ne è stato realizzato un remake, Indiavolato, per la regia di Harold Ramis, con Brendan Fraser ed Elizabeth Hurley nel ruolo del diavolo.» (http://it.wikipedia.org/wiki/Il_mio_amico_il_diavolo)

In merito al remake, leggiamo quanto segue sulla trama del film: «Elliot Richards è un comunissimo uomo di città, solo e sempre preso in giro da quelle poche persone che lui chiama amiche. L’uomo è sempre stato segretamente innamorato della sua collega di lavoro Alison Gardner e una sera, dopo averla avvicinata facendo però una pessima figura, afferma che avrebbe dato anche l’anima al diavolo per fare in modo che lei entrasse nella sua vita. Cogliendo l’occasione, il diavolo, nella forma di una splendida donna, offre un accordo a Elliot: sette desideri in cambio della sua anima. Pur esitando, Elliot firma il contratto e incomincia a esprimere i suoi desideri, che però non si avverano mai come avrebbe voluto. Rimasto con un ultimo desiderio, Elliot decide di confessarsi ad un prete, raccontandogli del suo patto: il sacerdote, però, lo fa arrestare per ubriachezza molesta, e viene così incarcerato (la poliziotta che lo conduce in cella è proprio il diavolo). Una volta rinchiuso, Elliot si ritrova in cella con un uomo di colore che gli dice, dopo aver sentito la sua storia, che non può vendere la sua anima poiché non è di sua proprietà, ma appartiene a Dio. Uscito di galera, Elliot decide di non esprimere il suo ultimo desiderio, ma il diavolo gli mostra la sua vera indole malvagia convincendo così Elliot: desiderando che Alison avesse una vita felice, Elliot rompe il contratto per aver espresso un desiderio a favore di un’altra persona. Alla fine Elliot diventa un uomo più forte e sicuro di sé, ma viene ugualmente respinto da Alison (dato che quest’ultima ha già un ragazzo); si riprenderà però molto facilmente dopo aver conosciuto la nuova vicina di casa, molto simile alla donna di cui lui era innamorato.» (http://it.wikipedia.org/wiki/Indiavolato)

Osservate attentamente i due fotogrammi tratti dal trailer del film remake del 2000 (https://youtu.be/5xUnFbyqNr4).

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Nell’incontro con il diavolo – interpretato dall’attrice Elizabeth Hurley – compare il simbolo del pentagono, che voi avete sul pulpito, che rimanda alla stella a cinque punte che simboleggia Satana, su una porta dietro l’attore Brendan James Fraser che fa il patto con il diavolo (in un’altra scena l’attore Fraser si poggia con le spalle sulla porta e la testa la pone proprio sul pentagono!). E poi in un’altra scena l’attrice Hurley la si vede in una stanza davanti ad una figura sul muro che assomiglia ad una porta nera che comprende un evidente triangolo in alto (e la porta del vostro locale ci assomiglia nella forma) e lei compie un gesto «magico» con la sua mano sinistra davanti a quella «porta nera» e all’improvviso il fuoco divampa in quello che sembra essere un camino posto dentro il muro.

Domandatevi: come mai proprio questi simboli in scene di questo genere, in cui il protagonista principale è il diavolo? Evidentemente perché nel mondo del satanismo essi hanno un significato ben preciso, e il loro significato è diabolico.

E difatti, in merito a quella «porta nera» posta sul muro di quella stanza nel film, essa ha la forma della Black House (‘La Casa Nera’) che stava al numero 6114 di California Street a San Francisco, California, negli USA – casa che oggi non esiste più – che fu usata da Anton LaVey (il fondatore della Chiesa di Satana) come il quartiere generale della Chiesa di Satana dal 1966 fino alla sua morte avvenuta nel 1997, e in essa egli conduceva seminari e rituali satanici. All’interno della casa c’erano stanze usate per determinati rituali, una libreria sull’occulto che includeva molti libri sul cannibalismo, bare, un labirinto di corridoi segreti e il bar privato di LaVey, chiamato Den of Iniquity («Tana dell’Iniquità»). Guardate attentamente qua la Black House!

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Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Leggete:

Simboli occulti-massonici nel locale di culto delle ADI di Francofonte

Chiesa ADI di Catania: simbolo occulto-massonico dentro il locale di culto


Tratto da: http://giacintobutindaro.org/2015/03/16/per-la-chiesa-adi-di-francofonte-i-vostri-simboli-sono-nel-film-indiavolato/