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Ahmed Hoosen Deedat (1918 – 2005) è stato uno shaykh (in italiano sceicco, che letteralmente significa “vecchio” o “anziano”) studioso, scrittore e apologeta musulmano nato in India e cresciuto in Sudafrica. Famoso tra i musulmani per i suoi lunghi dibattiti con i missionari cristiani quest’uomo ha passato una vita intera a combattere contro la verità della Bibbia. Il suo orgoglio lo portò una volta a dire che non aveva bisogno dello Spirito Santo per comprendere la Bibbia e che tutto ciò di cui aveva bisogno era il suo cervello. Inutile dire che la sua morte fu assai dolorosa e terribile. Fu infatti un chiaro giudizio di Dio contro un uomo empio e malvagio che ha resistito fino all’ultimo allo Spirito Santo rigettando così la salvezza per grazia mediante la fede nel nome di Gesù Cristo, il Figliuolo di Dio. Ha avuto 20 anni di tempo per ravvedersi dalle sue parole stolte e malvagie ma non ne ha voluto sapere niente. Dio è “lento all’ira e grande in benignità; egli perdona l’iniquità e il peccato, ma non lascia impunito il colpevole” (Numeri 14:18) e questo perché è “un giusto giudice” (Salmo 7:11) che “rende all’uomo secondo le sue opere, e fa trovare a ognuno il salario della sua condotta” (Giobbe 34:11). Ed “il salario del peccato è la morte” (Romani 6:23). Quindi musulmani che stimate tanto le parole di questo insensato, se non volete fare la sua stessa fine raggiungendolo all’inferno, vi esorto a ravvedervi dai vostri peccati e a convertirvi dalle tenebre alla luce, dall’Islam a Cristo, che è “la via, la verità e la vita” (Giovanni 14:6) e “il Salvatore del mondo” (1 Giovanni 4:14). Solo così potrete essere sicuri di avere la remissione dei vostri peccati e il dono della vita eterna. Riconciliatevi dunque con Dio per mezzo di Cristo, perché al momento l’ira di Dio è sopra il vostro capo e se doveste morire in questo preciso momento, voi cadreste inevitabilmente nelle Sue mani. Oh, com’è spaventevole cadere nelle mani di Dio!

Chi ha orecchi da udire, oda

Gianluca Colucci