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Lo scrittore Alessandro Iovino, membro delle Assemblee di Dio in Italia (ADI), conduce una ‘crociata’ contro alcune autorità ordinate da Dio. Lo Iovino infatti ritiene che la monarchia assoluta (La monarchia è una forma di governo in cui la carica di capo di stato è esercitata da una sola persona per tutta la durata della sua vita o fino alla sua rinunzia, e questa persona si chiama monarca e ha la caratteristica di essere considerato un membro a parte rispetto al resto delle persone dello Stato che sono suoi sudditi) va combattuta e abbattuta perchè è una forma di governo assolutistico che non si basa sul concetto di sovranità popolare (ossia della sovranità in mano al popolo), e difatti nel suo libro Il grido di un popolo e la nascita della terza Repubblica, egli fa dire al professore Cuini durante una lezione queste parole: ‘Inoltre consideriamo anche il valore di fondamentale importanza che ha il Popolo nell’esercizio della sovranità dello stato. Cari giovani, è proprio questo il punto che differenzia lo stato democratico dalla concezione di stato assoluto, proprio delle società fondate sull’ancien règime e anteriore alla rivoluzione francese, ma anche delle diverse forme di totalitarismo venutesi a creare nel XX secolo. Nello stato assoluto il Popolo è l’oggetto della sovranità. Secondo la concezione assolutistica, il potere è esercitato dal monarca in virtù di un diritto divino. La rivoluzione francese ha, invece, introdotto il concetto di sovranità popolare (il cui più acuto teorizzatore fu Jean-Jaques Rousseau); il Popolo è costituito dalla comunità statale, i cui membri hanno una parità giuridica. Il potere dunque viene dal Popolo, la legge è dettata dalla volontà generale e i governanti sono mandatari del Popolo. Queste sono state le grandi conquiste che hanno dato ai Popoli la giusta dignità e il ruolo di protagonista nella storia politica di una nazione. Concludiamo questa nostra riflessione su questo primo termine, ricordando che la costituzione della Repubblica Italiana proclama nel suo primo articolo che ‘l’Italia è una repubblica democratica’ e successivamente che la ‘sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione’. Deducete da soli, allora, che l’Italia è una repubblica democratica fondata sul rispetto della volontà dei cittadini»’ (Alessandro Iovino, Il grido di un popolo e la nascita della terza Repubblica, pag. 47-48).
Lo Iovino dunque rigetta la concezione assolutistica, in cui il potere è esercitato dal monarca in virtù di un diritto divino. Che cosa si intende per diritto divino? ‘Il diritto divino dei re è un principio che si riferisce alle dottrine politiche e religiose europee dell’assolutismo monarchico. Queste sono largamente, ma non esclusivamente, associate con l’epoca medioevale e basate sulla credenza di matrice cristiana dell’epoca, che un monarca dovesse il suo potere alla volontà di Dio, non a quella del popolo, del parlamento, dell’aristocrazia, o di ogni altra autorità, e che ogni tentativo di restringere i suoi poteri fosse un atto contrario alla volontà divina’ (https://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_divino_dei_re).
E questa è la ragione per cui lo Iovino esalta la Rivoluzione francese (che vi ricordo fu generata e diretta dalla Massoneria), perchè essa fu ispirata dal concetto di sovranità popolare e si oppose alla concezione assolutistica in cui il potere è esercitato dal monarca in virtù di un diritto divino, concezione che faceva parte del cosiddetto ancien regime. E di conseguenza lo Iovino benedice ogni lotta intrapresa dal popolo contro i monarchi assoluti. Ascoltate cosa dice: ‘Da un punto di vista storico siamo chiamati tutti, laici e non, e a prescindere dalla nostra appartenenza politica, a ritenere che i valori dell’Illuminismo e della rivoluzione francese abbiano contribuito a promuovere la formazione e la diffusione dei principi democratici all’interno dei sistemi politici di molti Paesi. [….] Durante gli anni della rivoluzione fu necessario l’attivismo del popolo per la conquista delle libertà politiche e sociali’ (Il grido di un popolo e la nascita della terza Repubblica, pag. 89). Ecco perchè lo Iovino sempre in questo suo libro approva i movimenti di resistenza al fascismo che lottarono contro Mussolini e il suo governo, per stabilire in Italia la democrazia (cfr. Il grido di un popolo e la nascita della terza Repubblica, pag. 112-113).
Questo modo di parlare e ragionare è massonico, e difatti lo Iovino chi va a prendere come ‘il più acuto teorizzatore’ della sovranità popolare? Il letterato e filosofo svizzero Jean-Jaques Rousseau (1712-1778), che era un massone (http://www.esonet.it/ – http://www.histoiredumonde.net/Jean-Jacques-Rousseau.html – http://loggiadedeo.altervista.org/joomla_dedeo/index.php/massoni-celebri) che influenzò l’identità stessa della Rivoluzione francese! Non ci si deve meravigliare quindi se Gustavo Raffi, che è l’ex Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, esalta il principio della sovranità popolare. Ecco cosa ha detto non molto tempo fa: ‘La Repubblica Romana del 1849 costituisce la pagina più alta scritta dalla democrazia in Italia. E’ negli articoli della sua Costituzione – promulgata poco prima che i suoi eroici difensori dovessero cedere alla forza soverchiante della reazione europea, impegnata a riportare sul trono il Papa Re – che viene affermato senza possibilità di equivoci il principio della sovranità popolare, scolpita nella formula mazziniana: la sovranità è per diritto eterno nel popolo’ (http://www.grandeoriente.it/).
Ma cosa insegna la Sacra Scrittura? Che come Cristiani siamo chiamati a riconoscere OGNI autorità, come un’autorità stabilita da Dio e quindi a sottometterci ad essa, secondo che è scritto: “Ogni persona sia sottoposta alle autorità superiori; perché non v’è autorità se non da Dio; e le autorità che esistono, sono ordinate da Dio; talché chi resiste all’autorità, si oppone all’ordine di Dio; e quelli che vi si oppongono, si attireranno addosso una pena” (Romani 13:1-2). Quindi non importa assolutamente niente se in una nazione c’è una monarchia assoluta o una dittatura (per intenderci se c’è un Luigi XIV o un Benito Mussolini), noi siamo chiamati a sottometterci ad essa. Ovviamente, nel caso l’autorità ci ordina di disubbidire a Dio in qualche cosa, noi siamo chiamati a disubbidire all’autorità per piacere a Dio. Ma questo però non deve mai indurre noi figliuoli di Dio a intraprendere lotte sociali o politiche o armate contro l’autorità stabilita da Dio per instaurare una democrazia (termine che deriva dal greco démos ‘popolo’ e cràtos ‘potere’, che etimologicamente significa ‘governo del popolo’), perchè questo significa opporsi all’ordine di Dio. Se quindi parte della popolazione intraprende queste lotte sociali o politiche o armate per instaurare o restaurare la democrazia, i Cristiani non devono assolutamente partecipare ad esse, perchè queste lotte non fanno parte della volontà di Dio in Cristo verso di noi.
Che fanno invece nelle ADI lo Iovino e tutti quelli che la pensano come lui? Che con i loro discorsi disprezzano e rigettano la sovranità di Dio perchè incitano a lottare contro l’ordine di Dio. Ecco dunque dove risiede la gravità di quello che afferma lo Iovino, nel fatto che lui rigetta la sovranità di Dio ed esalta la sovranità popolare. Quindi mentre la Scrittura esalta la sovranità di Dio, le ADI la disprezzano, eccome se la disprezzano.Le ADI quindi non si attengono alla dottrina degli apostoli. Hanno un’altra dottrina, che va rigettata e confutata.Colgo dunque l’occasione per rinnovare l’esortazione a quei fratelli che si trovano nelle ADI ad uscire dalle ADI e separarsene.
Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Leggete il mio libro ‘La Massoneria smascherata’


Tratto da: http://giacintobutindaro.org/2015/08/15/la-crociata-di-alessandro-iovino-contro-alcune-autorita-ordinate-da-dio/