perseguitati-puniti

Se una Chiesa costruisce un locale di culto abusivamente sul demanio comunale, e quando l’autorità scopre questa cosa, lo mette immediatamente sotto sequestro e poi lo fa demolire, può questa definirsi persecuzione da parte delle autorità contro quella Chiesa a motivo di giustizia? No, perché in questo caso la Chiesa ha violato la legge dello Stato, ed è giusto che l’autorità la punisca. Quindi la Chiesa non può in alcuna maniera dire in questa circostanza di subire una persecuzione a motivo di Cristo, o di avere ricevuto un torto a motivo di Cristo; ma deve semmai ravvedersi e convertirsi, e chiedere perdono a Dio per avere disubbidito alle autorità, e riconoscere il proprio misfatto davanti alle autorità.
Se una Chiesa (per decisione del consiglio di Chiesa) si allea con la criminalità organizzata (mafia, camorra, e così via), per avere denaro da essa per costruire o comprare un locale di culto, e finanziare alcune sue attività, e l’autorità scopre questa cosa (si tratta di riciclaggio di denaro sporco), e sequestra il locale di culto della Chiesa, e condanna i colpevoli, può la Chiesa affermare di essere stata perseguitata dalle autorità a motivo di giustizia? No, perché la Chiesa ha commesso un reato, nonché un peccato, e quindi subisce una punizione giusta da parte delle autorità a motivo del suo misfatto.
Se una Chiesa distribuisce dei pacchi alimentari che ha rubato ad una associazione caritativa, e quest’ultima scoperta questa cosa, denuncia la Chiesa che poi viene condannata, può la Chiesa dire che viene perseguitata dall’autorità a motivo di giustizia? No, perché la Chiesa si è resa colpevole di un reato, nonché di un peccato, e quindi subisce la conseguenza della sua disubbidienza. L’autorità le ha inflitto la pena che merita.
Se una Chiesa organizza un culto in mezzo alla piazza del paese, mettendo sedie, pulpito, microfoni (quindi occupando suolo pubblico), e sopraggiunge l’autorità che interrompe la riunione e ordina di liberare il suolo pubblico, perché essi sono privi dell’autorizzazione necessaria, può questa Chiesa affermare che l’autorità li ha perseguitati a motivo della Parola di Dio? No, perché la Chiesa ha violato la legge dello Stato, e quindi ha subito la naturale conseguenza della sua disubbidienza.
Perché ho fatto questi esempi, fratelli? Per spiegarvi che noi come Cristiani siamo chiamati a sottometterci alle autorità e ad ubbidire ad esse, quindi alle sue leggi, altrimenti porteremo la pena della nostra ribellione alle autorità, secondo che è scritto: “Ogni persona sia sottoposta alle autorità superiori; perché non v’è autorità se non da Dio; e le autorità che esistono, sono ordinate da Dio; talché chi resiste all’autorità, si oppone all’ordine di Dio; e quelli che vi si oppongono, si attireranno addosso una pena; poiché i magistrati non son di spavento alle opere buone, ma alle cattive. Vuoi tu non aver paura dell’autorità? Fa’ quel ch’è bene, e avrai lode da essa; perché il magistrato è un ministro di Dio per il tuo bene; ma se fai quel ch’è male, temi, perché egli non porta la spada invano; poich’egli è un ministro di Dio, per infliggere una giusta punizione contro colui che fa il male. Perciò è necessario star soggetti non soltanto a motivo della punizione, ma anche per motivo di coscienza. Poiché è anche per questa ragione che voi pagate i tributi; perché si tratta di ministri di Dio, i quali attendono del continuo a quest’ufficio. Rendete a tutti quel che dovete loro: il tributo a chi dovete il tributo; la gabella a chi la gabella; il timore a chi il timore; l’onore a chi l’onore” (Romani 13:1-7).
Ovviamente, se l’autorità ci comanda di fare qualcosa che si oppone ai comandamenti di Dio, allora le dobbiamo disubbidire per ubbidire a Dio, ed in questo caso potremo dire di essere perseguitati a motivo della Parola.
Coloro dunque che si definiscono Cristiani ma fanno di testa loro, resistendo alle autorità, e poi quando le autorità li puniscono, cominciano a dire che le autorità li perseguitano a motivo di Cristo sono dei ribelli che non si comportano in maniera degna di Cristo, ma in maniera indegna, e la loro condotta fa bestemmiare il nome di Dio, fa biasimare la dottrina di Dio, ed è d’intoppo a quelli di fuori.
Essi vanno annoverati tra quelli per cui «il fine giustifica i mezzi», o meglio che dicono: «Facciamo il male onde ne venga il bene». Sono persone corrotte di mente, e riprovate quanto alla fede. Guardatevi e separatevi da essi.
“Nessun di voi patisca come omicida, o ladro, o malfattore, o come ingerentesi nei fatti altrui; ma se uno patisce come Cristiano, non se ne vergogni, ma glorifichi Iddio portando questo nome” (1 Pietro 4:15-16).
Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro


Tratto da: http://giacintobutindaro.org/2015/09/10/perseguitati-dalle-autorita-no-ma-puniti-giustamente/