Il 24 settembre scorso, Francesco, il capo della Chiesa Cattolica Romana, durante il suo discorso nella Cattedrale di S. Patrizio a New York ha affermato quanto segue:

«Vedere e valutare le cose dalla prospettiva di Dio ci richiama ad una costante conversione al primo tempo della chiamata e, non c’è bisogno di dirlo, esige una grande umiltà. La croce ci mostra un modo diverso nel misurare il successo: a noi spetta seminare, e Dio vede i frutti delle nostre fatiche. Se talvolta le nostre fatiche e il nostro lavoro sembrano infrangersi e non portare frutto, noi seguiamo Gesù Cristo…; e la sua vita, umanamente parlando, si concluse con un fallimento: il fallimento della croce.»
Fonte: http://www.toscanaoggi.it/Documenti/Papa-Francesco/Viaggio-negli-Usa-i-discorsi

Ora, siccome Francesco ha pronunciato queste parole ‘il fallimento della croce’ diversi credenti hanno concluso che egli abbia detto che Cristo morendo sulla croce ha fallito!

Ma le cose non stanno così, perché Francesco ha innanzi detto che la vita di Cristo si concluse con un fallimento UMANAMENTE PARLANDO, per cui la sua morte sulla croce fu un apparente fallimento e quindi non un reale fallimento. E difatti lui poco prima ha parlato di fatiche e di lavoro che sembrano non portare frutto: «Se talvolta le nostre fatiche e il nostro lavoro sembrano infrangersi e non portare frutto», ma che in effetti portano frutto in quanto «Dio vede i frutti delle nostre fatiche». Ecco dunque perché Francesco ha parlato di fallimento della croce, per mostrare come anche Gesù morendo sulla croce pare avere fallito (un fallimento gli viene effettivamente attribuito da coloro che sono sulla via della perdizione, che non hanno la mente di Cristo, che non hanno lo Spirito di Cristo), ma in realtà non fu così perché Egli tramite la croce ha trionfato.

Che sia questo quello che ha voluto dire, è confermato da quello che circa un anno fa (Domenica, 14 settembre 2014) Francesco affermò a Piazza San Pietro.
«Cari fratelli e sorelle, buongiorno! Il 14 settembre la Chiesa celebra la festa dell’Esaltazione della Santa Croce. Qualche persona non cristiana potrebbe domandarci: perché “esaltare” la croce? Possiamo rispondere che noi non esaltiamo una croce qualsiasi, o tutte le croci: esaltiamo la Croce di Gesù, perché in essa si è rivelato al massimo l’amore di Dio per l’umanità. È quello che ci ricorda il Vangelo di Giovanni nella liturgia odierna: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio Unigenito» (3,16). Il Padre ha “dato” il Figlio per salvarci, e questo ha comportato la morte di Gesù, e la morte in croce. Perché? Perché è stata necessaria la Croce? A causa della gravità del male che ci teneva schiavi. La Croce di Gesù esprime tutt’e due le cose: tutta la forza negativa del male, e tutta la mite onnipotenza della misericordia di Dio. La Croce sembra decretare il fallimento di Gesù, ma in realtà segna la sua vittoria. Sul Calvario, quelli che lo deridevano gli dicevano: “Se sei il Figlio di Dio, scendi dalla croce” (cfr Mt 27,40). Ma era vero il contrario: proprio perché era il Figlio di Dio Gesù stava lì, sulla croce, fedele fino alla fine al disegno d’amore del Padre. E proprio per questo Dio ha «esaltato» Gesù (Fil 2,9), conferendogli una regalità universale. E quando volgiamo lo sguardo alla Croce dove Gesù è stato inchiodato, contempliamo il segno dell’amore, dell’amore infinito di Dio per ciascuno di noi e la radice della nostra salvezza. Da quella Croce scaturisce la misericordia del Padre che abbraccia il mondo intero. Per mezzo della Croce di Cristo è vinto il maligno, è sconfitta la morte, ci è donata la vita, restituita la speranza. Questo è importante: per mezzo della Croce di Cristo ci è restituita la speranza. La Croce di Gesù è la nostra unica vera speranza! Ecco perché la Chiesa “esalta” la santa Croce, ed ecco perché noi cristiani benediciamo con il segno della croce. Cioè, noi non esaltiamo le croci, ma la Croce gloriosa di Gesù, segno dell’amore immenso di Dio, segno della nostra salvezza e cammino verso la Risurrezione. E questa è la nostra speranza. […..].»
Fonte: https://w2.vatican.va/content/francesco/it/angelus/2014/documents/papa-francesco_angelus_20140914.html

Le seguenti parole di Francesco dunque: «La Croce sembra decretare il fallimento di Gesù, ma in realtà segna la sua vittoria. [….] Per mezzo della Croce di Cristo è vinto il maligno, è sconfitta la morte, ci è donata la vita, restituita la speranza», spiegano cosa significa che «la sua vita, umanamente parlando, si concluse con un fallimento: il fallimento della croce.»
Ho ritenuto dover fare questa correzione perché non è giusto attribuire a Francesco un’eresia che non insegna. Ne insegna già tante, confutiamo quelle. Ma non attribuiamogli eresie che non insegna.

Comunque, per terminare, deve essere chiaro a tutti, che anche se Francesco in questo caso non ha affermato che Cristo morendo sulla croce ha fallito, Francesco con tutte le sue eresie annulla la croce di Cristo, in quanto la rende vana. Egli annulla la grazia di Dio, e presenta un Gesù che è morto inutilmente.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Leggete il mio libro confutatorio «La Chiesa Cattolica Romana»


Tratto da: http://giacintobutindaro.org/2015/10/05/ha-francesco-veramente-detto-che-la-morte-di-cristo-sulla-croce-e-stata-un-fallimento/