sono-polemista

Il termine «polemista» deriva dal greco polemistḗs che significa ‘lottatore’ (http://www.treccani.it/vocabolario/polemista/) o guerriero (http://www.sapere.it/enciclopedia/polemista.html).
Chi dunque – come me – combatte strenuamente per la fede, che è stata una volta per sempre trasmessa ai santi (Giuda 3), distruggendo i ragionamenti ed ogni altezza che si eleva contro alla conoscenza di Dio, e facendo prigione ogni pensiero traendolo all’ubbidienza di Cristo (2 Corinzi 10:5), è ‘un polemista’, cioè è un «guerriero» che guerreggia la buona guerra (1 Timoteo 1:18) e quindi uno che fa ciò che è gradito agli occhi di Dio. Non c’è niente di vergognoso o scandaloso quindi per un ministro del Vangelo nel «fare polemica» («Il termine polemica deriva dal greco “πολεμικός” che significa “attinente alla guerra”, e designa quindi una sorta di guerra, per lo più verbale, condotta contro un avversario detto bersaglio della polemica» https://it.wikipedia.org/wiki/Polemica), perché è in questa maniera che si combatte strenuamente per la fede, «facendo polemica». Il comportamento vergognoso e scandaloso è semmai quello di molti Cristiani che dicono di non voler fare polemica, perché in questa maniera essi ammettono di voler rinunciare a lottare strenuamente in difesa della Parola di Dio e questo per svariate ragioni. Costoro dunque sono da biasimare.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro


Tratto da: http://giacintobutindaro.org/2015/10/10/sono-un-polemista-perche-guerreggio-la-buona-guerra-in-difesa-del-vangelo-e-della-sana-dottrina/