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Se Paolo disse ai Giudei di Antiochia di Pisidia: “Siavi dunque noto, fratelli, che per mezzo di lui v’è annunziata la remissione dei peccati; e per mezzo di lui, chiunque crede è giustificato di tutte le cose, delle quali voi non avete potuto esser giustificati per la legge di Mosè” (Atti 13:38-39), questo significa che gli Ebrei non possono essere giustificati nel cospetto di Dio tramite l’osservanza della legge di Mosè, ma possono esserlo solamente credendo che Gesù Cristo è morto sulla croce per i nostri peccati e risuscitato il terzo giorno. Ecco perché quando Paolo riprese l’apostolo Pietro perché quest’ultimo si era messo a costringere i Gentili a giudaizzare, gli disse: “Se tu, che sei Giudeo, vivi alla Gentile e non alla giudaica, come mai costringi i Gentili a giudaizzare? Noi che siam Giudei di nascita e non peccatori di fra i Gentili, avendo pur nondimeno riconosciuto che l’uomo non è giustificato per le opere della legge ma lo è soltanto per mezzo della fede in Cristo Gesù, abbiamo anche noi creduto in Cristo Gesù affin d’esser giustificati per la fede in Cristo e non per le opere della legge; poiché per le opere della legge nessuna carne sarà giustificata” (Galati 2:14-16). Dunque, la Parola di Dio afferma che per le opere della legge nessuno sarà giustificato al suo cospetto, perché la giustificazione si ottiene soltanto mediante la fede in Cristo, e quindi per grazia. A Dio dunque che ci ha dato di credere in Cristo per essere giustificati sia la gloria ora e in eterno.

Giacinto Butindaro


Tratto da: http://giacintobutindaro.org/2015/10/20/la-legge-di-mose-non-puo-giustificare-il-peccatore/